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Reins Palpuntin

Buon giorno a tutti;  l’esca di cui vorrei parlare oggi è un micro metal jig, che ultimamente, nella stagione calda, mi sta dando moltissime soddisfazioni: il Palpuntin di Reins.

Iniziamo con la descrizione strutturale. Si tratta di un metal jig con profilo non perfettamente simmetrico, infatti presenta un rigonfiamento, anche abbastanza pronunciato, sul lato destro, ed è questo che gli conferisce un movimento diverso rispetto agli altri metal jig. Questa caratteristica si può vedere chiaramente in foto.

 

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Le colorazioni sono olografiche e sono molteplici, dal classico rosa, al color sardina, arancione, giallo e molti altri. La vernice fortunatamente è molto resistente. Per quanto riguarda le ancorette di serie, monta le Owner ST-11, che sono veramente molto appuntite e leggerissime, quindi perfette per esche da light game. Io però sono un po’ premuroso, e monto delle Owner ST-36BC, che hanno il filo un po’ più spesso, e mi danno un po’ più di sicurezza in caso di incontri (in)desiderati. Vi ripeto, comunque, che per le prede classiche del light game le ancorette di serie vanno benissimo.

 

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Le grammature disponibili vanno dai 2 grammi ai 7 grammi,  e, dato l’esiguo peso, questi metal jig necessitano dell’utilizzo di fili molto sottili, quindi trecciati non oltre il PE0.8, oppure monofili (nylon o fluorocarbon) non oltre le 3-4 libbre.

 

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Per quanto riguarda il movimento ci sono da dire diverse cose. Prima di tutto l’esca risulta catturante anche in caduta, poi, una volta che lo avremo fatto scendere alla profondità desiderata, potremo scegliere se recuperarlo a strappetti, in maniera lineare, oppure a jerkate piu’ lunghe.

Il recupero a strappetti è perfetto quando peschiamo appena sotto la superficie, a cercare aguglie oppure occhiate e consiste nel dare colpetti veloci di polso durante il recupero, non smettendo quindi mai di girare la manovella del mulinello.

 

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Il recupero lineare paga molto quando peschiamo da postazioni vicine all’acqua, o comunque alla stessa altezza dell’acqua, perchè è col filo parallelo all’acqua che avremo il movimento migliore. Movimento si, infatti il nostro metal jig, anche se recuperato lineare, scodinzolerà quasi come un minnow, e anche questa tecnica è ottima per aguglie, occhiate e pesci di superficie.

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Il recupero a jerkate più lunghe consiste nel lasciare affondare un po’ il jig, per poi dare una jerkata veloce, ma molto lunga, senza recuperare filo durante la stessa, per poi recuperare il filo in bando e ripetere l’operazione. Questo tipo di recupero è micidiale con I sugarelli, che impazziscono appena vedono l’accelerata, e mangeranno solitamente tra una jerkata e l’altra.

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Per quanto riguarda le prede possibili si è già accennato al sugarello, all’aguglia, all’occhiata. Questi sono i pesci piu’ probabili da catturare dalle mie parti. Ovviamente in altre zone d’Italia, con la presenza di altri pesci, saranno diverse anche le prede. Se facciamo scendere il jig vicino al fondo questo sarà facile preda anche di sciarrani, perchie e di tutti quei predatori di scoglio che siamo abituati a pescare solitamente a light game.

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Grazie dell’attenzione!

Marco

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