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Damiki Balhae”Il Casting Jig”

Un saluto da Spin passion capri,oggi recensirò’ un’esca che mi è particolarmente cara,e che mi ha regalato strepitose catture,risolvendo talvolta situazioni difficili o di totale apatia dei predatori.

Ho deciso di descrivere questo “Hard Baits” di casa Damiki,azienda sud coreana con più’ di 40 anni di esperienza nella produzione di attrezzature da pesca,importato in italia da T2 DISTRIBUTION,parlo del Balhae,un casting jig prodotto in 3 grammature7,14 e20 gr ,che andranno a coprire le varie situazioni di pesca.Vorrei soffermare la vostra attenzione sul modello da 7 gr prodotto in ben 5 colorazioni differenti e con componentistica di alta qualità’,quest’ultimo adatto per un’ultralight spining e per il LRF.

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A differenza di molti altri jig il Balhae si differenzia sotto diversi aspetti,uno tra i più’ evidenti è la forma,ovvero,presenta una faccia perfettamente simmetrica,quanto invece l’altra presenta una scalanatura che permette lo spostamento del baricentro verso il basso,consentendo al jig molti vantaggi,ad esempio durante la fase di lancio,avendo il baricentro rivolto verso la parte bassa e quindi un maggiore peso nella parte inferiore il jig si lancerà’ molto più’ lontano,mantenendo un’assetto in aria molto più’ stabile,anche in condizioni di vento.

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Un’altro vantaggio,sempre dovuto alla sua forma,lo si potrà’ notare durante la fase di discesa del jig,la scanalatura riportata sulla parte superiore in contrasto con il baricentro rivolto verso il basso,riprodurranno un movimento scomposto durante la caduta alternato da vistosi sfarfallii,a momenti di discesa veloce del jig,quest’azione ci consentira’ di avere degli intervalli susseguiti da cadute repentine verso il fondo,questo tipo di movimento ci dara’ la possibilità di sondare anche nella fase di caduta del jig tutta la colonna d’acqua e non saranno rari attacchi durante questa fase.

Per quanto riguarada l’azione di jerking del jig,ritengo sia molto personale e differente in base alla situazione in cui ci troveremo,cercherò comunque di descrivere in grandi linee il movimento che gli dovra’ essere conferito,per la cattura dei vari predatori.

Considero Il jig l’esca piu’ versatile in commercio,per il semplice fatto che ci consente di sondare tutti e tre gli strati d’acqua.

In superficie recuperandolo in maniera lineare sotto il pelo dell’acqua,facendolo ondeggiare oppure facendolo “skippare” in meniera molto veloce alternando momenti in cui uscirà’ interamente con il corpo fuori dall’acqua a momenti in cui restera’ di poco sotto la superficie,con questo tipo di recupero’ sarà’ possibile insidiare tutti quei predatori che sostano nello strato più’ superficiale,ovviamente in base al periodo dell’anno,in particolare questo tipo di recupero paga molto durante i mesi estivi per la cattura di aguglie,leccie e altri predatori.

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Il recupero a mezz’acqua,verra’ effettuato facendo rimanere il jig nella colonna d’acqua intermedia,quindi non lo andremo a recuperare velocemente ma facendolo sostare,con piccole e secche jerkate o con ampie jerkate seguite da una ricaduta per fargli mantenere la posizione.

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il recupero sul fondo,invece,è quello che verra’ effettuato facendo mantenere il jig nella partre inferiore della colonna d’acqua,senza farlo alzare e facendolo saltellare tra scogli e anfratti.

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E per ultimo,ma non per importanza,quello che preferisco,consiste nel far toccare il jig sul fondo e recuperarlo in “short” e in “long” con pause alternate durante i cambiamenti di jerking,questo ci consentira’ di sondare molto velocemente i 3 strati d’acqua stimolando al massimo l’aggressività dei predatori in particolare dei piccoli pelagici che accostano
durente i periodi estivi,come alletterati,ricciolette,tombarelli etc,etc.

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Le prede insidiabili con quest’esca spaziano dai piccoli pelagici,ai grufolatoti,personalmente la considero l’esca all around per eccellenza,capace di risolvere molte situazioni e con una pescabilita’ eccezionale,data la sua forma,il suo peso di 7gr e i soli 5 cm di lunghezza.

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