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AUTUNNO INOLTRATO…semplici consigli

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Chi ha la passione della pesca al Black Bass sa benissimo che ormai siamo agli sgoccioli , bisogna darsi da fare e metterci molto impegno per “fregare” qualche bel esemplare. Sto parlando in particolare dell’autunno inoltrato, novembre\dicembre,mesi abbastanza duri per la pesca al bass ma che con un minimo di accortezza si possono ottenere buoni risultati!

La temperatura esterna inizia ad abbassarsi, a volte anche in modo repentino e con lei anche quella dell’acqua che da 18/19′ può arrivare a 13\14′ e questo di sicuro non ci aiuta nella ricerca del centrarchide. Questo perchè quasi sicuramente la maggior parte dei pesci lascerà i soliti spot del sottoriva per “alloggiare” in nuovi spot più profondi dove la temperatura riesce a mantenersi buona continuando a cibarsi! E’ quindi l’abilita’ del pescatore ad uscire per capire quali sono i punti migliori del nostro lago o fiume che sceglieremo per la nostra battuta ; io personalmente per l’autunno inoltrato scelgo bacini profondi e spot profondi , lascio stare stagni e laghetti con fondale basso, questa scelta appunto per via del veloce raffreddamento dell’acqua.

Scelto il lago rimane da scegliere gli spot giusti e le esche giuste !!! Ci tengo a dire che secondo me per fare delle belle pescate con basse temperature la prima regola e’ conoscere molto bene il fondale del bacino, sapere quali sono le sponde con fondale roccioso e fondali con legnaie appoggiate ad esso, sono queste secondo la mia modesta esperienza le zone migliori da battere. Questo perchè? Semplicemente perchè il bass preferisce le cover e  strutture ,appunto la roccia oltre ad essere una struttura e’ anche una fonte di calore quando arrivano i raggi di sole.

Visto che bisogna stare in pesca su fondali che arrivano magari anche a cinque metri le tecniche migliori sono senz’altro il deep crank, texas rig, jig e finesse….l’importante e’stare a contatto con il fondo senza aver fretta nei recuperi, e’ necessario sondare per bene il fondale, ad esempio se sò che sul fondo c’e’ una legnaia scelgo un bel gambero innescato a texas per avere un’ottima azione anti incaglio o perchè no anche un bel jig adatto alle cover. E’ necessario non solo passarci sopra la legnaia ma addirittura addentrarsi il più possibile e starci dentro il più possibile scegliendo un recupero molto lento. In questi casi ho notato che a fare la differenza e’ il gambero con elevato peso ma piombato poco….giusto 1\4 di oncia.

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“All in” di Black Flagg e’ un ottimo jig per la pesca in cover come legnaie, questo grazie alla sua testa disegnata per aprirsi dei varchi tra le cover ed entrare in immediata modalità stand up! Monta un amo Gamakatsu 594 FlatEye BlackNickel, Esso e’ stato incastonato il più possibile dentro la testa per ridurre il fattore d’incaglio.

Se invece peschiamo su fondale roccioso possiamo sbizzarrirci, sperando che il pesce sia abbastanza attivo e’ molto divertente pescare a deep crank con artificiali che possono scendere a quattro metri, anche qui il metodo più proficuo e’ quello dello stare il più tempo possibile a contatto con il fondo, per questo io personalmente scelgo di attuare dei lanci paralleli alla sponda molto lunghi in modo che il crank una volta arrivato sul fondo ci resti a nuotare per molto tempo facendo sbattere la lunga paletta contro le rocce.

La pesca a crank e’ molto divertente, spesso le mangiate avvengono dopo aver scavalcato un sasso o nel momento in cui il crank scende in un dislivello presente nel fondale.

Per la canna da crank la mia scelta cade sicuramente su canne in fibra di vetro “Mojo Bass” di St Croix e come crank i Damiki “dc400”.

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Sicuramente in una sponda con presenza di sasso, molto in uso e’ il jig, efficace nei recuperi lenti sondando alla perfezione il fondo facendolo scendere dai drop off salendo su sassi e resti di legnaie. In particolare io preferisco usare il “model1” di keitech  Il jig in questione non ha bisogno di presentazioni, conosciuto e adorato ormai da tutti i bassman! con la sua testa molto compatta ricoperta da una resina in tungsteno ha la capacita’ di trasmettere tutte le vibrazioni avvertite sul fondale.Per non parlare poi del suo “fine” gonnellino realizzato con del materiale di tipo SR-40, dotato di grande flessibilità e resistenza.

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La mia scelta del trailer e’ andata sullo “Skyy Craww H.P” di Black Flagg, questo in primis per non rovinare l’effetto compattezza ma anche per la sua fantastica sinuosità che ha nel nuoto! Ricordo in oltre il fantastico scent “latte+” !!

Ultima tecnica molto proficua e’ sicuramente il finesse come ad esempio lo split shot e la jig head, sempre comunque esche che rimangono a contatto con il fondo. Magari sapendo che si pescherà in fondali con strutture di vario genere  io starei alto con il libraggio, penso che un 8 libre sia necessario…teniamo conto che comunque si pesca spesso lontano dalla strike zone e se dopo la mangiata il pesce ha tempo di infilarsi sotto qualche struttura i pericoli sono la slamatura e nella maggior parte dei casi la rottura della lenza. Dico che comunque sicuramente con il finesse il numero delle mangiate e’ sempre piu’ alto ma le probabilità di stanare il pesce dal suo habitat diventano minori. Ecco perchè ho scelto di pescare con un 8 libre fluoro carbon di black flagg, un filo con alta resistenza all’abrasione.

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Questo bass e’ stato preso su circa 4 metri di fondale nei pressi di un albero sommerso,…immediata e’ stata la ferrata al momento della mangiata sapendo che sul fondo c’era una cover..devo dire grazie al mio fidato “FNSS fluoro carbon” di Black Flagg da 8lb che dopo un pò di forzatura sono riuscito a far fuoriuscire il pesce dai rami dell’albero.

Per adesso queste banali regole con l’arrivo dell’inverno mi hanno sempre dato buoni risultati, il problema e’ quando arriva il vero inverno…gennaio e febbraio sono mesi veramente rigidi per il bass, ma non arrendiamoci a volte la passione e la costanza può pagare anche in quei mesi!!

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Gabriele Gervasoni

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