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Il post apertura

Reduci da poco dalla fatidica apertura della trota, che più che una vera uscita di pesca spesso si trasforma in rito propiziatorio, molti di noi, amanti dei piccoli torrenti e dei rii, avranno già fatto i conti con la scarsa attività dei nostri amici salmonidi in questo periodo. Per quanto nei grossi torrenti di fondo valle e fiumi, il periodo post-frega possa regalare delle soddisfazioni, in ambienti più ristretti e con un portata d’acqua nettamente inferiore la situazione risulta differente. Come affrontare questo periodo, tecnicamente parlando? Quali le attrezzature? Proverò a rispondere in maniera veloce e chiara affidandomi a quel po’ di esperienza che ho potuto fare negli ultimi anni in questa tipologia di ambienti.

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TECNICA ED ATTREZZATURA
Come noi tutti ben sappiamo lo spinning alla trota è una tecnica decisamente dinamica, spesso molto veloce, con rapidi spostamenti e lanci precisi caratterizzati da recuperi altrettanto ”allegri”. Come molti di noi avranno sperimentato, soprattutto nei piccoli corsi d’acqua, difficilmente avremo delle catture dopo i primi due\tre lanci (se ben piazzati ovviamente); in questa stagione però la situazione ambientale e l’attività dei pinnuti ci porteranno a modificare in nostro abituale approccio di pesca. L’attrezzatura in compenso non dovrà subire particolari cambiamenti. Una regola sicuramente valida in questo periodo è di non soffermarsi ai primi lanci ma sondare al meglio ogni nicchia, ogni pozza e ogni possibile nascondiglio del corso d’acqua. Per far ciò bisogna poter contare su attrezzi sensibili ma che allo stesso tempo ci possano garantire un’ottima reattività in ferrata; da poco ho trovato nella mia St.Croix Trout Series TSS64LF2 lunga 6’4″ con grammatura di lancio fino a 1/4 oz (circa 7 grammi), la compagna ideale per questa tipologia di pesca. I tiri dovranno essere precisi e questa canna, grazie alla particolare disposizione degli anelli, permette di direzionare al meglio la nostra esca; inoltre per quanto il grezzo sia sottile e leggero possiede una buona riserva di potenza che potrà sempre tornarci utile nel caso di pesci importanti.

b4Altro accorgimento che potrà fare la differenza sarà la tipologia di recupero. Di norma, in periodi di attività, il recupero veloce a favore di corrente sarà la soluzione più classica sia che si tratti di correntini, di buche o lame profonde; i pesci però in questa stagione tenderanno a stazionare sul fondo, spesso al riparo di strutture quali possono essere massi, piccole massicciate, vecchi muretti scavati dalla corrente, ecc… Con pesci nascosti e apatici spetterà dunque a noi far arrivare l’esca il più vicino possibile a loro e soprattutto cercare di farla stazionare di più nei pressi di presunti nascondigli per poter dare il tempo alla trota di venirsela a prendere senza troppo sforzo, sia che sia mossa da fame piuttosto che da semplice territorialità. Detto ciò, affrontiamo la scelta delle esche: personalmente uso molto i cucchiaini, nello specifico i Black Flagg BackDrop Spin nei numeri dell’ #1 e del #2. Disponendo di un’ampia gamma di colori dovremo valutare noi in base alla nostra esperienza quale sarà quello vincente per un determinato spot. La particolare forma della paletta a goccia e il peso di questi artificiali li rendono particolarmente adatti al tipo di pesca sopra citato, permettendoci di stare in pesca vicino al fondo e passare il più vicino possibile alle nostre prede.

b1Anche piccoli crank come i Damiki MU 45, nella versione Slow sinking o Suspending, risulteranno vincenti soprattutto recuperati con piccoli scatti e pause abbondanti. Per quanto riguarda la lenza la nostra scelta potrà ricadere sostanzialmente su due tipologie: fluorocarbon o trecciato. Con pesci che di norma non richiedo particolari sforzi per essere salpati, viste le dimensioni ridotte degli spot, preferire l’una piuttosto che l’altra tipologia di lenza madre non creerà sostanziali cambiamenti nel risultato finale; personalmente mi sento di consigliarvi il T.O.W FNSS Fluorocarbon sia come spezzone finale sia come lenza madre. Viste le doti di invisibilità quasi totale e buona reattività in ferrata sarà la soluzione ideale per cercare di ingannare qualche trota diffidente e\o apatica.
Sicuramente questo periodo non sarà particolarmente ricco di movimento e soprattutto di catture, proprio per questo motivo però, credo che sia il momento che più possa mettere alla prova le nostre capacità tecniche, la nostra esperienza e la conoscenza di uno spot. Con queste premesse anche la più piccola trota sarà un enorme ricompensa e ci ripagherà di tutti gli sforzi fatti!

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Maurice Loic Mingozzi

T2 Tribe.

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