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Harimitsu Sumizoku “Aori-Ika Killer”

Finalmente è arrivato il freddo!!! Molte persone si chiederanno “perché finalmente?!?” Ebbene si, perché per chi pratica l’Eging è un gran momento, un momento atteso tutto l’anno.

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Una bella Seppia invernale

Si incomincia a respirare un’aria più’ pulita e l’acqua di conseguenza comincia a raffreddarsi. Il termoclino si abbassa, l’attività’ diminuisce, niente più’ movimenti a galla ne attività’ frenetica di pesce foraggio. Insomma c’è aria di cambiamento anche nel mondo acquatico! Molte specie ittiche diventano fortemente apatiche sia agli stimoli dei nostri “Plasichetti”, sia nelle loro abitudini. Tutto cio’ dovuto all’abbassamento delle temperature sia esterne che di conseguenza interne. C’è pero’una specie che fa eccezione e che proprio in questo periodo risale le profondità tenute durante tutto il periodo estivo giungendo nel sotto costa, dove essendosi raffreddata l’acqua, trova il giusto habitat per procacciare e stazionare fino in primavera. Sovrano incontrastato delle tenebre e non solo, stupefacente predatore forse uno dei miei preferiti proprio per la fisionomia che ricorda un po’ una creatura extraterrestre e per la totale diversificazione da un qualsiasi altro pinnuto che nuoti libero in un qualsiasi altro Mare o Oceano del Mondo. Una creatura estremamente singolare ed unica nel suo genere: il Calamaro (Loligo vulgaris)!!!

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Primo piano di un grosso Calamaro “abbracciato” ad un Egi Sumizoku

 

Rientrando a far parte della famiglia dei Cefalopodi insieme alla Seppia (Sephia officinalis) ed il Polpo (Octopus vulgaris), benché sia presente saltuariamente un po’ tutto l’anno nel sottocosta, in alcuni periodi che vanno dall’autunno inoltrato fino a poco prima dell’inizio della primavera, c’è un’incremento di questo predatore, e in particolar modo di esemplari di taglia notevole che potranno essere insidiati con la tecnica dell’Eging.

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Detto questo volevo introdurre, anche se già utilizzatissime da moltissimi pescasportivi, un’esca di un noto brand giapponese, importato in Italia da T2Distribution SRL. sto parlando degli egi  Sumizoku della Harimitsu. Un brand specializzato nella creazione di attrezzature rivolte all’Eging pesca nata e diffusissima in Giappone da tempo immemore, e successivamente introdotta in Europa e in Italia. Di recente mi sono imbattuto ad utilizzare questo Egi di assoluta qualità. Parlo di assoluta qualità perché è realmente tangibile sin dalla prima volta che si tocca con mano quest’esca, curatissima in modo maniacale nei dettagli, viene presentata in una quantità’ di colorazioni veramente imbarazzante e in 4 differenti modelli:

#2.0 per un peso pari a 6.5gr x 6.3cm

#2.5 per un peso pari a 10gr x 7.8cm

#3.0 per un peso pari a 15gr x 9.5cm

#3.5  per un peso pari a 21gr x 11,5cm

 

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Una bella selezione di Egi Sumizoku pronti per entrare in pesca

Già nell’immagine qui sopra, e da quanto detto precedentemente, le colorazioni e i modelli sono veramente molteplici. Quindi avremmo una vastissima scelta da utilizzare nelle situazioni più disparate di luce, trasparenza dell’acqua, presenza di corrente sostenuta o meno e soprattutto dalle batimetriche che andremmo a battere per insidiare i nostri amici con i tentacoli.

Andiamo ora a descrivere quest’esca entrando nello specifico e tastando i punti fondamentali.

Come si può’ vedere nella prima immagine che rappresenta la parte superiore dell’Egi, il corpo dell’esca (partendo dalla scritta Sumizoku) è curato fin nei minimi dettagli. Le piume sono di primissima qualità, e vi assicuro che basta calarla in acqua per notarne subito la mobilita’ che hanno durante il movimento. Inoltre non si rovinano come in molte altre esche data l’attaccatura al corpo che è veramente solida e ben fatta. La livrea è estremamente realistica e resistente al poderoso becco dei Cefalopodi, un punto di forza se vogliamo un’esca duratura nel tempo.

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Particolare delle finiture di un Egi Sumizoku

 

Passando alla seconda immagine si può’ notare quanto il solido il doppio cestello montato. Personalmente l’ho voluto mettere a paragone con un’altro Egi di fascia media e credo che le immagini parlino da sole. Utilizzandolo ed effettuando diverse catture (e anche incagliandolo molte volte), posso dire che è veramente solido, affilato e difficilmente spuntabile. Caratteristica fondamentale per penetrare le carni di questo predatore che, essendo morbide e delicate, con un cestello ben affilato non ci farà rischiare di slamarlo. Inoltre ogni singolo cestello presenta un Gap (ovvero l’apertura totale dell’amo) che non essendo troppo ampia,farà si che una volta ferrato il Cefalopode, sarà difficile perderlo. Personalmente mi è capitato, quando non disponevo o non avevo a portata di mano un guadino, di sollevare di peso Seppie e Calamari senza problemi.

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Il cestello di una Sumizoku messo a confronto con quello di un Egi di altra marca

 

 Passiamo ora alla parte pratica e alle catture. Solitamente preferisco insidiare questi predatori o all’interno dei porti o su scogliere naturali con fondali misti che possono variare da roccia, sabbia o posedonia ma sempre su batimetriche non troppo importanti (di solito dai 3-4 mt ad un massimo di 15-20 mt). Questo per consentire all’Egi di lavorare egregiamente in quasi tutte le situazioni che ci vengono poste dai fattori ambientali (corrente, luna, acqua etc).

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Un bel Calamaro catturato su scogliera naturale in 15mt di fondo con Sumizoku del 2.5 color Abalon Custom

Una cosa che ritengo molto importante da dire è che questa è una pesca estremamente relativa, nel senso che anche se magari peschiamo su molto fondo e la situazione richiede un’Egi del 3.0-3.5, la cosa più importante da fare è capire in quel momento a quale altezza i cefalopodi stanno cacciando. Personalmente mi è capitato più volte di pescare su alti fondali con corrente sostenuta ma di trovare i Calamari ammucchiati in zone estremamente superficiali della colonna d’acqua. Io utilizzavo una Sumizoku Egi Deep o comunque in grammature pesanti, e non avvertivo abboccate. Invece cambiando Egi con una 2.0-2.5, lasciata molto libera a fluttuare in corrente con un’affondamento lento invece di colpo si sono manifestate le catture. Quindi durante la sessione si deve cercare di variare il più possibile sia nelle grammature, sia nei colori.

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Piccolo esemplare di calamaro catturato al tramonto con Sumizoku 3.0 colore Abalon Custom su un fondale roccioso.

Differentemente dal Calamaro, la Seppia se ne differenza poichè è  insidiabile durante tutto l’arco della giornata, con un’incremento dell’attività nelle prime ore notturne. Il Calamaro invece sarà più attivo al crepuscolo (che reputo il momento topico per catturarlo) e durante la notte. Il Calamaro è un Cefalopode di branco, ed è raro avere momenti di attività continua e costante. Giungono a flotte, predano e poi spariscono, rendendo così la pesca intervallata da momenti di attività frenetica a momenti di totale assenza. Non sono mancate occasioni in cui ho effettuato catture di esemplari estremamente grossi di calamari durante ore diurne, è raro ma non impossibile. Di solito queste catture sono avvenute nei mesi più freddi dell’anno come Gennaio e Febbraio, in condizioni di acqua totalmente ferma e cristallina.

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Seppia in area portuale su Sumizoku del 3.0

Vi saluto con questa foto “Only for adult and perverse anglers”

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Andrea Desiderio a.k.a. SpinPassionCapri

T2 Tribe

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St-Croix Legend Elite 3/16-5/8 la canna filosofale

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La mia smodata voglia di perfezione troppo spesso mi porta a riflettere su cosa possa essere effettivamente valido ed allo stesso tempo possa soddisfare le mie esigenze in pesca,per questo motivo incomincio ad effettuare una serie di ricerche pressoché  infinite per trovare quell’oggetto che puo’ soddisfare ogni mia aspettativa,ed ecco qui che si incominciano a valutare nuove attrezzature,magari non progettate all’utilizzo che ne vorremmo fare noi,ma che in molti casi si possono rilevare adeguate se non che a mio parere superiori a molti altri prodotti creati per quell’utilizzo specifico.

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Foto “St-Croix Legend Elite”,prese direttamente dal sito ufficiale

Era da tempo che pensavo di prendere una cannetta che avrei utilizzato con artificiali dai 7-8gr fino ai 15-17gr, l’idea era una canna da Spigola con la quale avrei potuto pescare anche con gomme spiombate, ma che allo stesso tempo potesse andare bene per piccoli metal jig e micro lures. Iniziata la ricerca mi accorgo che pero’ tutte quelle che avevo visto e che appunto venivano proposte per l’uso “Salso” o erano troppo fast,o erano troppo lunghe, o erano troppo corte oppure monopezzo!!! Insomma, trovare una due pezzi non extra fast con un’azione decente, diciamo moderata, era diventato un problema,poi con l’aiuto del mio amico Luigi Di Ruocco, che come me si era interessato allo stesso tipo di attrezzatura, incominciamo a valutare non più’ l’attrezzatura da Salt Water bensì’ quella da Fresh Water. E qui mi si è aperto un mondo!!! Sbirciando sul catalogo St.Croix ho adocchiato diversi modelli,in particolare la Legend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr). Leggendo le caratteristiche sia di costruzione che quelle effettive della canna mi ha convinto. Sono rimasto così entusiasta di questa canna che alla fine ho deciso di farmi montare il grezzo, dettaglio irrilevante ma l’ho voluto specificare, per far capire a chi vedrà’ successivamente le foto che il fusto è lo stesso ma solo  rivisitato esteticamente e nella componentistica. Infatti le modifiche che gli sono state apportate, a parte i materiali (Eva nero Matagi anzichè il sughero e anelli Fuji serie K), è  stato un prolungamento del manico di qualche centimetro, che a mio avviso è molto comodo. Ma ora vediamo nel dettaglio la canna in questione.

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Vorrei introdurre la descrizione di questa canna con una critica personale su come la penso io per quanto riguarda il giusto utilizzo delle attrezzature nelle nostre acque e perché, anche se in parte l’ho accennato prima, alla fine sono giunto a preferire una canna da “Fresh water ad una da Salt water.

Fondamentalmente, questa canna nasce per il Fresh Water ed in particolare in Italia viene impiegata per la pesca alla trota e altri predatori che popolano i nostri bacini d’acqua dolce. Quindi i criteri di costruzione e la scelta dei fusti da adoperare sono completamente diversi rispetto a quelli che verrebbero adoperati per la costruzione di canne da Salt water anche perchè sempre più’ spesso noto che molte canne proposte per l’impiego in mare, sono dei veri e propri (passatemi il termine) “pali”, con azioni extra extra fast e schiene capaci di fronteggiare pesci inverosimili. Mi sento di dire questo, perché ho paragonato canne nate espressamente per il Salt water della stessa grammatura,lunghezza e con la stessa azione dichiarata che in questo caso per la St-Croix Legend Elite è Fast ma con caratteristiche completamente diverse. Certo non tutte le canne sono uguali, fortunatamente, e le varianti che le rendono diverse sono pressoché infinite come è giusto che sia. Ma che almeno su due canne che sono dichiarate uguali, con lo stesso numero di anelli, stesso modulo di carbonio etc etc …. ci fosse un qualche punto d’incontro!!!! Nulla, nulla di nulla, canne completamente diverse sotto tutti gli aspetti, anche sul Casting weight dichiarato. Molte infatti lanciano di più’, molte lanciano di meno rispetto a quello che viene dichiarato. Ecco perché in questo difficile mondo fatto di fili, mulinelli e canne è così’ difficile trovare cio’ che fa a caso nostro, ed ecco che si spiega il titolo di questa recensioe, perché finalmente dopo tante ricerche e canne provate sono riuscito a trovare cio’ che cercavo e spero che  questa recensione, possa aiutare anche voi lettori ed appassionati come me, a trovare quello che vi serve.

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Azione della Saint Croix in piega con un pesce discreto.

La  St.CroixLegend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr) è una canna fantastica!!! Questo è l’unico aggettivo che gli posso attribuire, un vero e proprio fioretto, con un peso di soli 104gr racchiusi in un fusto con uno spessore veramente esiguo e una riserva di potenza notevole, che si dirama un po’ su tutto il fusto facendo si che la canna non si divida in due, come molte canne potentissime sotto e cedevoli in punta, ma che tutta la canna in fase di combattimento lavori a dovere, con una curva molto progressiva e parabolica quando è completamente sotto sforzo. La cosa spettacolare in fase di combattimento è che si riesce ad avere una padronanza dell’attrezzatura assoluta,arrivando addirittura a sentire la piega della canna sulla mano con cui la si impugna, una sensazione incredibile!!! Questo ci fa capire quanto effettivamente lavori tutto il grezzo e la reattivita’che possiede, tutto cio’ è reso possibile grazie alla tecnologia NSi introdotta nel 2011 da St.Croix , in particolare è una resina realizzata da Nano sfere di silicio, che compongono una miscela omogenea e non abrasiva, utilizzata per riempire gli spazi tra le fibre di carbonio del quale è costruito il grezzo delle canne, permettendo quindi di ottenere un grezzo ancora più robusto, sensibile e potente. St.Croix inoltre afferma, dopo severe verifiche e durante i test di laboratorio, un’ incremento del 30% di resistenza generale del fusto. Questo materiale innovativo è stato utilizzato in particolare per la realizzazione di alcune serie di canne di cui fa parte anche la Legend Elite Series nello specifico su questo modello è stato apportato nella parte inferiore del fusto, per renderlo più’ potente. Inoltre la sua azione Fast (che personalmente reputo Moderat Fast), ci permetterà lanciare a lunghe distanze gestendo però tutti i tipi di esche presenti in commercio, dai jerk, popper, wtd, lipless, casting jig etc etc, senza sforzi. Mi sento di consigliarla in particolar modo a chi fosse interessato a lanciare in modo ottimale esche che vanno dai 12 ai 16g poichè è qui che da veramente il massimo con i lanci. Inoltre l’ho anche provata con soft baits sia pescando spiombato, sia con diverse montature e vi assicuro che è impressionante la sensibilità’ e il movimento che si riesce ad imprimere ad un’esca con una canna del genere.

Nonostante sia una canna che ho improntato sin da subito alla ricerca di sua maestà la Spigola, per testarla fino infondo l’ho portata con me in diverse situazioni come ad esempio in Off-shore alla ricerca di pelagici, che almeno per quanto riguarda le mie parti, durante il periodo estivo accostano dando vita a spettacolari mangianze. E proprio osservando la minutaglia di cui si nutrivano ho deciso di portare con me la  St.CroixLegend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr). Questi predatori mangiano quasi esclusivamente pescetti che vanno dai 4 ai 6cm, diventando così’ molto selettivi nell’attaccare le nostre esche. Mi sono ritrovato più’ volte con i pesci sotto la barca in attività’ ma che proprio non ne volevano sapere di mangiare le mie insidie. Ora avendo una canna del genere tra le mani, capace di gestire con facilita’ esche dalle dimensioni contenute e fronteggiare pesci di una certa mole, tutto diventa più’ facile ed i risultati non sono tardati ad arrivare.

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Un Alletterato di discreta taglia caduto su un Damiki Balhae da 14gr

Ho anche avuto modo  di testarla energicamente in In-shore durante un viaggio al tropico. Si è confrontata con molte Cerniotte che andavano dal mezzo kg fino ai 2 kg, svariate Aguglie over metro e altri pesci colorati ed arrabbiati pronti a fulminare lo shock leader negli anfratti corallini.

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“Variola lotti”più’ comunemente chiamata “Cernia dalla coda a mezza luna”

Cosa dire, un’attrezzo validissimo che da oggi in poi  porterò’ sempre con me e che sicuramente sottoporrò’ a piacevoli ma intensi combattimenti. Il “Set-up” che vi consiglio è:

Mulinello: un qualsiasi mulo che pesi 240gr in modo da bilanciare perfettamente la canna e che porti 200mt di PE1 in bobina.

Trecciato: io ho due bobine che uso in diverse situazioni, una meno capiente  caricata con YGK All Category Pe 0.8 e un’altra più capiente con il Tow R.E.A.L Pe 4-Braid 13lb.

Terminale: utilizzo uno shock che non sia superiore allo 0.285mm,mi sono trovato bene nelle più’ svariate situazioni di pesca.

E per finire vi lascio con questa stravagante doppietta di “Lizard Fish”

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Andrea Desiderio

T2 Tribe.

Damiki:La famiglia dei Jig si allarga,Tokon 3-6gr‏

La Damiki, marchio conosciutissimo ed affermato a livello mondiale,non smette mai di sorprenderci e di venire incontro alle necessita’ dei pescatori più’ esigenti e specializzati nelle varie tipologie di pesca. Quest’anno in particolare, tra le novità’ che ha proposto ha voluto presentare un’esca già conosciuta ed apprezzata da molti ma accontentando tutta quella fascia di pescatori sportivi che praticano il Light Game sia in Fresh Water che in Salt Water. Sto parlando di un piccolo Metal jig che personalmente ho usato e testato al meglio sia nei mari nostrani che nelle difficili acque Sudanesi: il Tokon Jig Jr. Proposto precedentemente in grammature e lunghezze che partivano dai 20gr di peso x 6cm di lunghezza ad un massimo di 60gr x 9cm e che quindi, date le dimensioni, si tirava fuori da questo piccolo e sempre più’ praticato mondo del Light Game.

 

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Come detto precedentemente è un Metal jig che va a collocarsi nell’ormai ampia famiglia dei Casting jig di Damiki. La nuova versione viene prodotta in due grammature:

quella da 3 gr;

e quella da 6gr;

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Come il fratello maggiore,viene proposto con un’ancoretta Owner (in questo caso Black Crome) di eccelsa qualità’ e un’Assist Hook dressato con dei filamenti olografici molto accattivanti e visibili in acqua, che danno un senso di sinuosità’ in più’ all’esca sia in fase di caduta, che in fase di risalita. Per quanto concerne la scelta di montare un Micro Assist su un Micro metal jig la reputo alquanto innovativa e funzionale. L’aggiunta di quest’elemento a mio parere è utilissima, perché avere un ‘assit sul jig fa si che molte tipologie di pesci che sono solite creare un piccolo vortice con la bocca per nutristi (ad esempio Ricciole, piccoli carangidi, Cernie, Sciarrani, ecc…), cadano vittima dell’assist. Questo perché essendo più’ mobile rispetto l’ancoretta sarà’ la prima cosa che giungerà’ in bocca al pesce  nel momento dell’abboccata. Diciamo che il criterio dell’assist è stato studiato proprio per questa ragione, inoltre, se ci ritroveremo a pescare in zone difficili con fondali rocciosi poco regolari e con alte probabilità’ di incaglio potremmo in tutta faciltà rimuovere l’ancoretta e pescare unicamente con l’assist, riducendo notevolmente le probabilità’ di incaglio.

A differenza di altri Jig come il Back Drop oppure il Balhae la forma del Tokon Jig Jr. rimane molto più’ regolare. Non presenta sul corpo scalanature o depressioni ma, si differenzia proprio per avere entrambe le facce simmetriche. Il peso è ben bilanciato su questo jig, in particolare nella parte centrale, caratteristica che permette all’esca di non scendere perfettamente in verticale, ma in posizione semi orizzontale, producendo un movimento “basculante” durante la caduta verso il fondo e facendo in modo di rallentare tutta l’azione di pesca. Quindi in definitiva si può dire che è un jig che ci consentira’ di sondare più’ lentamente i diversi strati d’acqua grazie a questa sua caratteristica di discesa sul fondo.

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Personalmente trovo molto interessante quest’alternativa di bilanciare il peso su tutta la superficie dell’esca, è una realtà’ che si distacca un po dalle solite forme proposte sul mercato oramai sempre più’ particolari e complesse. Il Tokon Jig Jr. si differenzia per la sua forma estremamente semplice ed altrettanto funzionale e soprattutto per la cura nei dettagli che ha voluto far saltare subito all’occhio Damiki. Un piccolo ma grande capolavoro che si è guadagnato un posto nella mia “Light Game Case”in meno di qualche ora di pesca.

Sin da subito ho avuto un riscontro positivo come vedrete dalle catture effettuate qui sotto. Si tratta di una sola sessione di pesca durata 2-3 ore, nella quale sono riuscito a battere diversi spot come: scogliera, area portuale e spiaggia. La scogliera che ho battuto è caratterizzata da massi molto grossi che vanno a formare l’intera struttura del porticciolo. Al di fuori del porto vi è un fondale caratterizzato da questi massi che degrada man mano fino al fondo, per raggiungere all’incirca i 20mt di fondo. I protagonisti di questa pescata sono state le Aguglie, che in questo periodo incominciano ad accostare in fitti banchi dando vita a molteplici catture.

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Ma non sono mancate le sorprese. Infatti mi sono imbattuto in una stupenda Leccia Stella che mi ha fatto divertire con le sue fughe fulminee.

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 L’area Portuale è per me un posto magico dove si è creato un’ecosistema del tutto differente rispetto alla conformazione dell’isola di Capri, e dove si può’ tentare la cattura di molteplici specie.

Dato che avrei utilizzato principalmente il Tokon Jig Jr. mi sono soffermato a pescare in un’area dove il fondale è caratterizzato esclusivamente da sabbia e piccoli sassolini, con una grossa concentrazione di minutaglia, attirata da uno scarico di acqua calda proveniente da una centrale elettrica. Il classico ambiente in cui possiamo trovare i “Pesci lucertola” che in questa sono sono stanziali, e raggiungono pezzature davvero molto interessanti.

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Successivamente ho deciso di cambiare spot e pescare su un fondale di 5-6mt, facendo arrivare il Tokon Jig Jr. a mezz’ acqua e farlo saltellare a ridosso della parete. Da subito ho notato che una quantità’ impressionante di Sparli aggredivano il jig in caduta, e di li a poco le catture non sono mancate.

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Ed infine ultima ma non per importanza la spiaggia. Un altro posto che ritengo molto valido e che puo’ regalarci sorprese inaspettate, come nel mio caso una splendida “Perchia”

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e un coloratissimo “Sciarrano”

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Andrea Desiderio.

Damiki Balhae”Il Casting Jig”

Un saluto da Spin passion capri,oggi recensirò’ un’esca che mi è particolarmente cara,e che mi ha regalato strepitose catture,risolvendo talvolta situazioni difficili o di totale apatia dei predatori.

Ho deciso di descrivere questo “Hard Baits” di casa Damiki,azienda sud coreana con più’ di 40 anni di esperienza nella produzione di attrezzature da pesca,importato in italia da T2 DISTRIBUTION,parlo del Balhae,un casting jig prodotto in 3 grammature7,14 e20 gr ,che andranno a coprire le varie situazioni di pesca.Vorrei soffermare la vostra attenzione sul modello da 7 gr prodotto in ben 5 colorazioni differenti e con componentistica di alta qualità’,quest’ultimo adatto per un’ultralight spining e per il LRF.

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A differenza di molti altri jig il Balhae si differenzia sotto diversi aspetti,uno tra i più’ evidenti è la forma,ovvero,presenta una faccia perfettamente simmetrica,quanto invece l’altra presenta una scalanatura che permette lo spostamento del baricentro verso il basso,consentendo al jig molti vantaggi,ad esempio durante la fase di lancio,avendo il baricentro rivolto verso la parte bassa e quindi un maggiore peso nella parte inferiore il jig si lancerà’ molto più’ lontano,mantenendo un’assetto in aria molto più’ stabile,anche in condizioni di vento.

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Un’altro vantaggio,sempre dovuto alla sua forma,lo si potrà’ notare durante la fase di discesa del jig,la scanalatura riportata sulla parte superiore in contrasto con il baricentro rivolto verso il basso,riprodurranno un movimento scomposto durante la caduta alternato da vistosi sfarfallii,a momenti di discesa veloce del jig,quest’azione ci consentira’ di avere degli intervalli susseguiti da cadute repentine verso il fondo,questo tipo di movimento ci dara’ la possibilità di sondare anche nella fase di caduta del jig tutta la colonna d’acqua e non saranno rari attacchi durante questa fase.

Per quanto riguarada l’azione di jerking del jig,ritengo sia molto personale e differente in base alla situazione in cui ci troveremo,cercherò comunque di descrivere in grandi linee il movimento che gli dovra’ essere conferito,per la cattura dei vari predatori.

Considero Il jig l’esca piu’ versatile in commercio,per il semplice fatto che ci consente di sondare tutti e tre gli strati d’acqua.

In superficie recuperandolo in maniera lineare sotto il pelo dell’acqua,facendolo ondeggiare oppure facendolo “skippare” in meniera molto veloce alternando momenti in cui uscirà’ interamente con il corpo fuori dall’acqua a momenti in cui restera’ di poco sotto la superficie,con questo tipo di recupero’ sarà’ possibile insidiare tutti quei predatori che sostano nello strato più’ superficiale,ovviamente in base al periodo dell’anno,in particolare questo tipo di recupero paga molto durante i mesi estivi per la cattura di aguglie,leccie e altri predatori.

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Il recupero a mezz’acqua,verra’ effettuato facendo rimanere il jig nella colonna d’acqua intermedia,quindi non lo andremo a recuperare velocemente ma facendolo sostare,con piccole e secche jerkate o con ampie jerkate seguite da una ricaduta per fargli mantenere la posizione.

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il recupero sul fondo,invece,è quello che verra’ effettuato facendo mantenere il jig nella partre inferiore della colonna d’acqua,senza farlo alzare e facendolo saltellare tra scogli e anfratti.

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E per ultimo,ma non per importanza,quello che preferisco,consiste nel far toccare il jig sul fondo e recuperarlo in “short” e in “long” con pause alternate durante i cambiamenti di jerking,questo ci consentira’ di sondare molto velocemente i 3 strati d’acqua stimolando al massimo l’aggressività dei predatori in particolare dei piccoli pelagici che accostano
durente i periodi estivi,come alletterati,ricciolette,tombarelli etc,etc.

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Le prede insidiabili con quest’esca spaziano dai piccoli pelagici,ai grufolatoti,personalmente la considero l’esca all around per eccellenza,capace di risolvere molte situazioni e con una pescabilita’ eccezionale,data la sua forma,il suo peso di 7gr e i soli 5 cm di lunghezza.