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Vacanze a ritmo di Rock!

Al giorno d’oggi, la nostra routine quotidiana è sempre la stessa..casa,lavoro..lavoro,casa..stress..noia…
aspettiamo le vacanze per tutto l’anno!
Ma eccole che arrivano,desiderate come non mai..

Si preparano le valigie e via verso gli stabilimenti balneari per passare alcuni giorni in totale relax, magari in buona compagnia, tra aperitivi e giornate a farsi baciare dal sole…….ma il vero Bassman vuole proprio questo??????
Ecco allora che tra le valigie e borsoni trova posto la fidata Damiki High Loader ,compagna di mille avventure, una cannina da finesse (quella che normalmente utilizziamo per la pesca del boccalarga) e una manciata di buone esche..e via si parte! per la gioia delle nostre fidanzate! 🙂
Ci dedicheremo al Light Rock Fishing, in una maniera un pò adattata per l’occasione: come detto siamo in relax, e ricercheremo una pesca che in primis ci faccia divertire utilizzando attrezzature già in nostro possesso, ma adattate per l’occasione. Una pesca senza grosse pretese ma che sappia mantener vivo il fuoco che arde dentro ogni pescatore.

Nel mio caso la canna che mi ha seguito è una St.Croix 3s66MLF , customizzata da un amico, abbinata ad un mulo di dimensioni adeguate caricato con l’infallibile Black Flagg FNSS Fluoro Carbon 4.0lb . Avremo cura di portare con noi delle piccole jigheads di varie dimensioni: andremo a scegliere la più appropriata in base alle dimensioni dell’esca, alle condizioni del mare, alla profondità del nostro spot,ecc. Nel mio caso ho deciso di utilizzare le Damiki Shield Jih Heads, testine molto valide e dall’ottimo rapporto qualità prezzo, le Reins Aji Meba Jig Heads e le più raffinate Keitech Super Round Jig Heads, testine molto raffinate costruite in tungsteno, dunque con un peso più elevato a parità di volume rispetto alle jigheads tradizionali in piombo.

Lo spot lo sceglieremo in base all’ambiente che ci troviamo dinanzi: allontaniamoci dalla bolgia di turisti assetati di tuffi e mojito scegliendo zone più tranquille e scogliose con profondità sufficiente già nel sottoriva, in quanto i nostri lanci non potranno essere stratosferici proprio perchè stiamo utilizzando una attrezzatura “light”. Ottime zone anche quelle adiacenti agli erbai sul fondo, particolarmente adatti a nascondere il predatore in caccia .pesca_pag

Il panorama delle esche in ambito Light Rock Fishing è davvero vasto, possiamo sbizzarrirci tra dimensioni, forme e colori per ogni gusto. La scelta ricadrà comunque su esche di piccola dimensione, tenendo conto che le prede che insidieremo saranno perlopiù di piccole dimensioni ma, come quasi sempre accade, dalle livree stupefacenti.

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Il mio gusto personale mi ha orientato verso piccoli shad: la parte del leone è stata ricoperta dall’ AJI RINGER SHAD col. Strawberry di casa Reins, una piccola softbait di 4 cm di lunghezza particolarmente adatta per una pesca veloce o per dei saltelli sul fondo grazie alla coda che permette un buon movimento d’acqua. Con essa sono riuscito a mietere molte vittime, sopratutto Sciarrani  dai colori affascinati e veramente combattivi in relazione alla loro mole.

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Non solo Sciarrani per l’  AJI RINGER SHAD…..

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Molte catture anche per il Rockwibe Saturn 2.5” : le vibrazioni emesse dalla sua coda “speed tail” hanno ingannato svariate tipologie di pesci, tra cui il mio primo Scorfano in notturna.

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Valide anche la varie tipologie di Grub di casa Damiki, sopratutto nelle situazioni in cui i pesci erano attivi e disposti a “cacciare” letteralmente le nostre imitazioni. In questi casi un bel Damiki C Grub 1.5” e lo Sciarrano è assicurato! Un pesce davvero aggressivo e divertente nonostante la piccola stazza: un vero predatore!

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Volendo salire di dimensione ed utilizzare qualcosa di più consono a noi bassmen consiglierei il Damiki Penn 2 da 4” , un piccolo worm in grado di regalare emozioni inaspettate!

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Gustatevi ogni piccola emozione che questa pesca sa regalare e ne apprezzerete anche i lati che finora non vi entusiasmavano molto. E un po alla volta otterrete risultati che non vi aspettavate…………..

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Come potete vedere la pesca sa fare miracoli! 🙂

Rock on!

e ricordate..la prossima estate non lasciate la vostra attrezzatura da finesse a riposare!

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Hydra Evolution : un’esca, molti impieghi!

Durante la stagione che si appresta a concludersi, ho avuto il piacere di utilizzare un’esca di recente immissione sul mercato da parte dell’azienda Damiki. Stiamo parlando dell’ Hydra Evolution , un esca dai molteplici punti di forza, ma sopratutto dalla versatilità incredibile.
Come sostiene il nome stesso, l’esca prende vita sulla base del famoso Hydra , esca ben nota ai cacciatori di Big Bass d’oltreoceano.

La prima cosa che mi spinse a provare quest’esca fu la mia curiosità : avevo tra le mani un’ esca molto voluminosa ma allo stesso tempo dalle dimensioni ridotte, adatta a ricercare in nostro amato Bass in vari ambienti e adottando differenti strategie d’innesco ed approccio.

L’ Hydra Evolution si presenta essenzialmente cone un classico Hydra dotato di due grub tail ad una estremità, opposte ad uno skirt formato da ben 24 tentacoli aventi ognuno,al suo termine, una sfera cava: questa combinazione permette ai tentacoli stessi di galleggiare nell’elemento liquido e di dotarli di leggerezza e movimento unici. I richiami da parte dell’angler attraverso il vettino della canna imprimono allo skirt un movimento e voluminosità unici, che uniti alle vibrazioni prodotte dalla doppia grub-tail sono in grado di richiamare il Centrachide anche a notevole distanza. Un’attrazione fatale, il tutto racchiuso in 4.5 pollici di lunghezza.

Svariate sono le tecniche di innesco e di impiego della suddetta esca.
La più comune ed utilizzata è il classico Texas Rig : l’innesco antialga che tutti conosciamo.


Con questo innesco siamo difronte ad una presentazione universale,adatta ad una moltitudine di ambienti grazie alle famose doti antincaglio tipiche di questo innesco. Sta poi a noi determinare la velocità di discesa dell’esca agendo sul peso dei “sinkers” adottati. Possiamo utilizzare tranquillamente un classico piombo a proiettile, come i Lead Sinker di Black Flagg oppure i più raffinati Tungsten Slip Sinker di casa Reins, costruiti in Tungsteno, un materiale dall’alto peso specifico che permette di utilizzare,a parità di grammatura, piombi più piccoli del 40% , giovando quindi in termini di discrezione della presentazione e in sensibilità.
Personalmente ho adottato il seguente innesco con molteplici piombature, ma ho ottenuto buoni risultati anche con piombi relativamente leggeri se rapportati al volume dell’esca, come  1/4 oz , che determina un affondamento lento , dando anche al pesce più svogliato la possibilità di attaccare l’esca grazie all’elevato tempo di permanenza nella strike-zone.

Buoni risultati anche con l’esca spiombata: in questo caso entrano in gioco i mitici Black Flagg Liqvidd Hooks nella misura di 2/0.

Grazie a questi ami,dalla particolare molletta da inserire nell’esca stessa,possiamo skippare la nostra imitazione anche tra le cover più intricate mantenedo sempre la sicurezza di un innesco sicuro e pulito. Alcuni bass di generose dimensioni si sono fatti “fregare” dall’ Hydra Evolution skippato e lasciato fermo in sospensione nell’elemento liquido,alternando piccoli richiami: a voi lo sfizio di provare….

Altro innesco che mi ha molto colpito è l’utilizzo delle Black Flagg FNSS Flipping Standup, nelle misure da 1/4 e 5/16 oz.

Una presentazione molto catturante sul fondale,sopratutto in quei luoghi in cui il Bass conosce a memoria gli inneschi convenzionali. Avremo solo l’accortezza di eliminare il “tentacolo” che si interpone tra amo e la guardia della testina, per non intralciare il suo lavoro in fase di ferrata.
Quest’esca però si è guadagnata un posto di tutto rilievo nella mia tackle-box per un grande pregio che conserva: la versatilità.

Dopo una attenta valutazione,possiamo dire che attraverso qualche semplice “trick”, l’Hydra Evolution può essere modificato ed adattato a svariate situazioni di pesca,anche molto differenti tra loro. Basta aver a disposizione un semplicissimo paio di forbici ed il gioco è fatto. Passiamo dunque a vedere nei dettagli ciò che la nostra astuzia può regalarci.

L’Hdra Evolution può essere modificato sostanzialmente in due modi: agendo sullo skirt oppure agendo sulla doppia codina. Analizziamo le variabili nel dettaglio:

Modifica dello Skirt

Come già detto in precedenza, lo skirt è formato da 24 tentacoli disposti a raggio lungo il perimetro dell’esca (considerandone la sua sezione trasversale) ed ognuno di essi presenta alla sua estremità una sfera cava, che dona morbidezza e volume allo skirt stesso.
In taluni casi mi sono trovato in situazioni in cui volevo leggermente diminuire il volume dell’esca stessa ed aumentarne la velocità di affondamento senza però modificare la piombatura utilizzata. Soluzione semplicissima ed immediata: muniamoci di un paio di forbicine…

…ed iniziamo con le operazioni di cutting, tagliando alla base i singoli tentacoli in modo alternato: uno ne tagliamo ed uno ne lasciamo, in modo da asportare solamente 12 tentacoli. Detto fatto,con una semplicissiam operazione abbiamo adattato l’esca alle nostre esigenze,diminuendo il volume complessivo e aumentando la velocità di discesa.
Ma passiamo alle modifiche più consistenti. Passiamo ad una rimozione completa dell’intero skirt!
Impugniamo le già citate forbicine ed iniziamo tagliando i tentacoli alla base,lungo tutta la circonferenza del corpo dell’esca…


alla fine avremo questo risultato!


Siamo difronte ad un semplice grub a doppia coda  dalle dimensioni contenute. Un’esca fantastica per ricercare il Bass ( e non solo….!!!)   che si presta a  svariati inneschi. Il mio preferito consiste nell’innescare il Grub ottenuto su una jighead appropriata, scelta in base all’esca stessa ed al fondale in cui andremo a pescare. Una jighead molto valida viene prodotta dalla casa Keitech ,nello specifico la Super Football Jig Head.

Una testa piombata a forma di pallone da football avente 5 guardie a protezione dell’amo,realizzata in tungsteno e ottima per pescare in tutti i fondali sassosi e rocciosi. In foto potete osservare la versione da 3/8 oz .

Questo innesco mi ha regalato molte catture ..e non solo bass…………………………………

Questo Glanis non ha resistito alla versione “tunned” dell’Hydra Evolution e si è lasciato ingannare,ignaro dell’errore che stava per commettere. Piace proprio a tutti!

Il grub può essere utilizzto efficacemente anche come trailer su jig: qui lo vediamo innescato su un Black Flagg RK Jigg color #211 – Watermelon chart tiger.

Nel caso volessimo ridurre ancora i volumi, il grub ottenuto può essere ulteriormente alleggerito asportando una coda

siamo dinanzi ad un semplicissimo grub, un esca che ha fatto la storia del Bassfishing ( ed un motivo deve pur esserci…)

Modifica della twin-tail

Armiamoci delle nostre fidate forbicine e passiamo alle operazioni chirurgiche!
Asporteremo entrambe le codine atraverso un taglio preciso alla base..

..ed otterremo un Hydra! Un semplice Hydra ma con un vantaggio in più: le dimensioni ridotte. Un Hydra da finesse,se così lo possiamo definire, che si presta ad una infinità di inneschi.

Analizziamone alcuni:

L’innesco wacky ha sempre ricoperto una posizione di privilegio nella mia mente da pescatore di bass, ma con l’avvento dei Neko Sinker di casa Damiki ho incrementato di molto il suo utilizzo.

Qui vediamo il nostro Hydra montato a Neko Rig utilizzando un Damiki Viper Wacky Hook, una presentazione molto efficace grazie alla posizione verticale in cui la nostra esca entrerà in pesca ed amplificherà le singole vibrazioni impresse dal pescatore, il tutto aiutato dalle sfere galleggianti poste sullo skirt. Provatelo in ambienti pressati e ne rimarrete colpiti.
Altra presentazione efficace è su jighead: riprendiamo in considerazione le Keitech Super football Jig Head ( avrete capito che le adoro…) ed inneschiamo il nostro Hydra.

Una presentazione tanto semplice quanto efficace, grazie anche stavolta alle sfere cave proprie dello skirt che donano un movimento tanto naturale quanto catturante, grazie alla loro leggerezza e volatilità nel movimento.

Lo stesso innesco possiamo eseguirlo anche con le Black Flagg FNSS Flipping Standup

Esistono ovviamente una miriade di inneschi possibili, personalmente ho elencato solo i miei preferiti, ma la fantasia non ha limiti e vi invito a provare nuove soluzioni tecniche.

Provate anche voi la versatilità del Damiki Hydra Evolution, un’esca dalle mille potenzialità, sta a voi innescarla con fiducia e ne vedrete delle belle!

Matteo Cicuto

Frecce d’argento

Anno dopo anno..secoli dopo secoli..millenni dopo millenni..la tradizione si rinnova.

Eccole,puntuali come orologi svizzeri,le Cheppie son tornate.

In folti branchi risalgono le insidiose correnti, guidate da un istinto tanto perfetto quanto preciso, un’attitudine che solo la perfezione dell Natura poteva creare.
Un moto perpetuo che ogni anno riesce a turbare le notti dei malati dello Spinning.

La risalita lungo i fiumi del piano delle Cheppie è un appuntamento inderogabile,una valida e divertente alternativa alle nostre tecniche convezionali. Ci indirizziamo verso un pesce possente,un corridore nato ed un lottatore di prima classe:una volta allamato riesce sempre a stupirci per le sue testate, accelerazioni, nonchè per i suoi spettacolari salti fuori dall’acqua che mettono alla prova la nostra attrezzatura.

E’ necessaria però una fondamentale premessa: non scordiamoci che i Clupeidi in questione sono specie anadrome, che raggiungono quindi i corsi fluviali dopo lunghe migrazioni per la deposizione. Il rispetto deve essere assoluto,imponiamo il No Kill ed evitiamo di farle soffrire. Ne và del nostro futuro.

Pescare la Cheppia è un pò come tornare bambini: l’attrezzatura si riduce al minimo,è sufficiente una singola canna accoppiata ad un mulinello contenente del buon nylon, una manciata di “ferraglia” ed un paio di waders e siamo pronti per la sfida.
Nelle mie scorribande sono giunto a selezionare un paio di esche più catturanti: il ruolo da leone lo ricopre il Pica Spoon, in particolar modo nella misura 4.6gr ,novità esclusiva per il 2012.

Si tratta di un piccolo ondulante di 30mm di lunghezza per 4.6gr di peso, che   permette lanci più lunghi e recuperi più a stretto contatto con il fondale rispetto ai fratelli di peso minore : peculiarità necessarie per il successo nei confronti della Cheppia.

L’ondulante è armato di un amo Damiki Viper Special Trout Hook senza ardiglione,al fine di agevolare le operazioni di slamatura per un Catch & Release corretto.

Le colorazioni che preferisco sono quelle dotate di tonalità accese e visibili, in particolar modo mi sento di consigliare il #001 Light Pink,  #013 Pink e #007 Cream White , ma anche altre colorazioni potrebbero risultare vincenti in condizioni diverse di pesca.

L’azione vera e propria di pesca è relativamente semplice, è necessario effettuare lunghi lanci in prossimità di zone d’acqua profonda ed iniziare il recupero del nostro Pica Spoon : proviamo vari recuperi,fino a trovare quello che più stimola le nostre prede. Provate un recupero ad alta,altissima velocità…ne vedrete delle belle 😉
Sia nei recuper lenti che veloci il Pica Spoon manterrà un nuoto estremamente adescante,fatto di scodinzolii irregolari che,aiutati da qualche scatto di polso da parte nostra, scateneranno l’aggressività del predatore…provare per credere!

Attenzione..la sorpresa è sempre dietro l’angolo….

Matteo Cicuto 😉

Penn II : the four season finesse bait

è arrivato l’ inverno…

il freddo comincia a farsi sentire,le giornate si accorciano,le ore di luce sono sempre più spesso flebili e l’atmosfera natalizia ormai invade le nostre case. Le temperature sono basse,l’umidità penetra tra i vestiti e nelle ossa. Le persone con un minimo di ragione opterebbero per uno stile di vita tranquillo,per un dolce risveglio al calduccio accompagnato da un pomeriggio passato a poca distanza dal fuoco scoppiettante di un caminetto, il tutto condito con una cioccolata calda……

Ma noi,i veri malati per il nostro beneamato Bass,con la cioccolata calda della domenica non andiamo d’accordo……….

La sveglia suona comunque di buon’ora,un abbigliamento adeguato e via a sfidare i rigori invernati animati da un entusiasmo sempre forte ed inarrestabile!

Pescando prevalentemente in ex cave di estrazione di ghiaia,l’abbassamento di temperatura corrisponde quasi sempre in un cambiamento di colore dell’acqua,che diventa sempre più limpida permettendo la visuale anche a diversi metri di profondità. Fattore che,unito al rallentamento dell’attività della nostra “preda”,ci impone una pesca con esche piccole e leggere,legate con un fluoro di basso libraggio. La mia scelta deve dunque ricadere come detto su esche leggere e compatte,da manovrare spesso in profondità,che si muovano al minimo richiamo da parte del vettino della canna permettendo una pesca al rallentatore. Caratteristiche che troviamo nel PennII di Damiki,un esca semplice ed essenziale.

Si tratta di un worma da 4″,che presenta un assottigliamento di sezione per poi concludere con un aumento di diametro,a formare una sorte di coda che nei richiami impressi si muove in maniera molto naturale. La gamma colori è sufficientemente varia,dandoci la possibilità di affrontare i vari spot e le varie situazioni di pesca sempre con la garanzia di aver l’esca appropriata.

Oltre che nella stagione invernale,l’esca mi ha regalato buoni risultati anche nei periodi caldi,nei quali il bass diventa allo stesso modo apatico e svogliato,e in generale in tutte quelle situazioni in cui un esca di piccole dimensioni era necessaria,facendo particolar riferimento ai luoghi con elevata pressione di pesca.

Altro punto di forza del Penn II è lo scent: l’esca è impregnata di un insaporitore allo Shrimp (gamberetto) che consente al bass di stringere tra le sue fauci l’esca per qualche secondo in più dandoci il tempo di una ferrata sicura; particolare non da poco….

Il PennII si presta a molteplici inneschi:

  • Drop Shot: in questo caso l’esca ci regala la sua massima espressione in quanto libera di fluttuare liberamente nell’elemento acquatico,accentuando il movimento estrememente naturale che può ricordare un piccolo verme caduto casualmente in acqua e che scende verso il fondale. Sarà sufficiente imprimere un piccolo tremolio alla canna per ottenere un movimento ondulatorio molto adescante.
  • Split Shot: valgono circa le stesse regole date per il drop,ma in questo caso la conformazione della montatura ci permette recuperi ancor più a stretto contatto con il fondale,dandoci la possibilità di effetture delle pause in cui il PennII si adagierà lentamente sul fondo muovendo l’estremità della coda. Micidiale per pesci svogliati e poco attivi.
  • Texas Rig: il classico innesco del bassfishing ben si adatta anche al PennII a patto di utilizzare piombature e ami adeguati alla mole dell’artificiale. Sarà poi nostra discrezione stabilire il peso della zavorra,in base alla profondità di pesca,ad eventuale vegetazione presente eccetra. In caso di pesci particolarmente sospettosi non ho esitato anche a lanciare l’esca completamente spiombata ( weightless ) per ottenere la massima naturalità di nuoto,lasciandola affondare lentamente nelle zone di acqua bassa all’ombra degli arbusti che si protendono dalle rive,ottime zone di rifugio dei bass.
  • Jig Head: uno tra i miei inneschi preferiti. Provate a lanciare un PennII armato di una piccola testina piombata su una sassaia o una riva scoscesa ed attendete… Piccoli richiami donano all’esca un movimento accattivante e nervoso con un conseguente adagiamento della codina sul fondale,fattori che convincono il bass più sospettoso (e spesso più grosso!!!) all’attacco. Nel corso delle mie uscite di pesca ho avuto modo di testare spesso questo innesco,che mi ha regalato ottime soddisfazioni anche in luoghi di pesca molto pressati!
  • Trailer su MircoJig: il PennII ben si presta ad essere innescato come trailer su microjig. Perfetti a questo scopo i Tiny Jig della linea
    Damiki.
  • Wacky: un innesco tanto strano quanto funzionale che uso spesso quando il bass non ne vuole sapere di cibarsi oppure insegue l’esca senza aggredirla. Una piccola vibrazione del PennII fermo sul fondo può fare la differenza. Ottimi a tal proposito i Damiki Viper Wacky Hooks.
  • Neko Rig: una chicca. Movimento davvero ottimo,se ben bilanciato il PennII al richiamo assume una sorta di posizione “stand up” per poi adagiarsi lentamente. In accoppiata con i pratici ed indispensabili Neko Sinkers di Damiki (consiglio la misura da 1/16oz) e con i già citati Damiki Viper Wacky Hooks rappresenta l’asso nella manica in svariate situazioni.

Queste elencate sono le principali tecniche di innesco del PennII che ho adottato nelle mie uscite,sia nella pescatina in solitaria del dopolavoro sia nelle varie gare a cui ho partecipato. Ma c’è da dire che la fantasia non ha limiti e l’esca può essere impiegata anche in maniere non da me elencate senza perderne in efficacia…anzi!!

Doveroso dire che in più di una occasione l’esca descritta mi ha permesso di risolvere situazioni difficili e per questo occuperà sempre un posto di rilievo nelle mia dispensa di esche.

Matteo Cicuto