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LTB Jig-N-Worm – One man gang!

E’ tanto tempo che non pesco con l’amico Francesco, e finalmente riusciamo a far combaciare gli impegni, e programmiamo mezza giornata di pesca insieme.
Si carica l’attrezzatura sul fuoristrada, ed io decido di limitarmi a 3 canne, tanto tra di esse c’è la fida ST. CROIX Legend-Tournament-Bass modello JIG-N-WORM, una vera canna “factotum”.

Dopo il tragitto trarscorso chiaccherando, arriviamo sullo scivolo: l’acqua è piuttosto bassa e torbida, caliamo la barca e siamo pronti a dirigere sul primo spot, dove peschiamo su erbai, manufatti e canneto.

Francesco a gambero riesce a prendere 3 pesci: anche se la taglia non è eclatante, è un ottimo inizio; io sono sinceramente molto contento per lui, ma preferisco insistere ad alternare jig e soft-bait di misura generosa, alla ricerca di un’unica mangiata da un pesce di taglia.

La St. Croix JIG-N-WORM è una canna eccellente, in quanto abbina una notevole potenza, una lunghezza di 6’6″ che la rende maneggevole, e una vetta flessibile: queste caratteristiche la rendono ben adattabile alle svariate tecniche di pesca sia a jig sia a soft-bait, come il pitching, lo skipping, e la pesca in genere con esche in gomma sia spiombate, sia con piombature di peso variabile da pochi grammi a 15 e più grammi, nelle più svariate condizioni, dalle acque libere a tutti i tipi di cover più o meno impegnativi. Pertanto mi basta continuare ad usare lo stesso combo, legando il jig o la soft-bait a seconda del caso.

Decidiamo di cambiare spot, e di battere velocemente una sponda a canneto: con la mia solita fidata Jig-N-Worm , abbinata ad un buon mulinello e all’ottimo nylon Mc. Coy Xtra-Clear da 15 libbre, riesco a skippare egregiamente a filo o appena all’interno del bordo del canneto, finchè a conclusione dell’ennesimo lancio, percepisco un appesantimento sul filo: dico a Francesco che ce l’ho, e piazzo una ferrata potente, visto che il pesce sarà a quasi 20 metri da me! Per fortuna il gran “backbone” della canna manda la ferrata a destinazione, e dopo un bel combattimento, riesco a salpare un bellissimo esemplare per un paio di foto ricordo e il successivo rilascio, risparmiandogli l’inutile stress della pesatura.

L'inconfondibile fusto azzurro della serie Legend-Tournament-Bass

Poco dopo un big-bass, visibilmente più grosso del precedente, segue la mia esca fin sotto barca ma senza sferrare l’attacco, inabissandosi e scomparendo: è bastata qualche alga sul filo ad alterare l’azione dell’esca e fargli “mangiare la foglia”… un pelo di fortuna in più e l’avrei preso!

Il tempo di mangiare un panino, e siamo di nuovo in pesca, Francesco pitchiando il gambero tra gli erbai cattura altri 2 pesci di taglia media, arrivando a ben 5 catture.

E’ l’ora di tirare su la barca e partire per il tragitto di ritorno, stanchi ma soddisfatti dell’andamento della giornata.

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SKIPPING con St.Croix “JIG-N-WORM”

Venerdì 15/07/2011, riesco a prendere mezza giornata di ferie ed organizzare una pescata in compagnia.

Si aggancia la barca, e dopo il traferimento, eccoci sullo scivolo: l’acqua è molto bassa e sporca, e lo scivolo mezzo in secca, ma grazie al 4×4 con marce ridotte, le operazioni vanno per il meglio.

Ci spostiamo sul primo spot, un tratto a canneto con ramaglie, e alterno il flipping con la LTB “Big-Gulp” allo skipping con la LTB “Jig-N-Worm”, canna perfetta per questa presentazione, in quanto abbina la giusta potenza con la flessibilità necessaria per lanci precisi.

Sul primo spot vediamo un solo pesce da 500 grammi, che fugge alla vista della barca.

Decidiamo di cambiare spot, proviamo un tratto di canneto con ramaglie, ma senza nessun risultato; ci spostiamo allora su un altro tratto, dove catturo il primo pesce, sui 500 grammi, flippando una creatura tra gli erbai: qualche pesce si muove allora!

Dopo aver tentato un altro tratto di canneto, dove vediamo solo pesce bianco, ci spostiamo ulteriormente: troviamo un tratto con canneto, erbaio, e una interesante “cover” costituita da un manufatto: Matteo lancia per primo, ma senza risultati.

Tocca a me: grazie alla “Jig-N-Worm” abbinata ad un buon mulinello e all’ottimo nylon Mc.COY xtra clear da 15 libbre, imbobinato di fresco, riesco a “skippare” la mia soft-bait con estrema precisione sotto al manufatto, nel punto desiderato: faccio per uscire dalla cover, quando vedo la sagoma di un grosso bass che esce a razzo, aspira l’esca e resta immobile. Dico a Matteo “Lunker!”, e piazzo una ferrata potente. Segue il combattimento, ma alla fine riesco ad afferrare il pesce, alzarlo per una foto velocissima e il pronto rilascio.

Pochi metri dopo, altra skippata con filo che parte di lato, ed un altro bel pesce oltre il KG si produce in una difesa violentissima, prima di essere slamato e rilasciato.

Segue un’altra cattura, ma ormai gli impegni famigliari ci chiamano, dobbiamo rientrare allo scivolo, procedere con le operazioni di alaggio, quindi rientrare verso casa chiaccherando come sempre di pesci, esche, attrezzature e barche…

di nuovo big…

di Marco Burighel.

l’inaspettata festa dell’Unità d’Italia è un’ottima occasione per verificare se la precedente uscita è stata un caso isolato o se l’AX Craw Maxi di Reins ha veramente un appeal particolare con i big bass.
Il tempo è poco causa impegni famigliari ma 3 orette di pesca alla mattina riesco a ritagliarle. Innesco l’AX Craw Maxi come trailer sul solito jig custom da 1/2 oz  e provo a vedere se il miracolo si ripete. Il cielo è coperto con piogge intermittenti e tira un forte vento che mi fa faticare non poco per tenere in pesca correttamente il pontone. L’attività sembra assente. Solitamente il sole, ad inizio stagione, aiuta i big bass ad attivarsi ma con questo tempo sembra che nulla abbia intenzione di assaggiare il mio jig. Manca poco al momento del rientro così decido di concentrare gli ultimi minuti di pesca su una sponda molto esposta al vento: questo infatti può essere un buon alleato in pesca perchè tende ad ammassare le sostanze nutritive disciolte in acqua su tratti di sponda ben delineati. Ovviamente il pesce piccolo è attratto dalla presenza di nutrimento e a sua volta il pesce piccolo attrae i predatori grossi.

Pitcho il mio jig dentro un grosso albero caduto in acqua. Scavalco lentamente un ramo e percepisco nettamente in canna (grazie anche alla treccia con finale in fluorocarbon di grosso diametro) una tocca. Aspetto qualche istante e metto in tensione il filo: sento solo peso e capisco che è il momento buono; ferro violento grazie anche alla treccia e mi rendo subito conto che il pesce è bello ed è maledettamente infilato all’interno delle cover. Tento di forzarlo subito e fortunatamente la canna molto potente (St Croix Legend Tournament Big Jig) e la treccia mi permettono di tirar fuori dai rami uno splendido bass in ottima forma che alla pesa supera di poco i 2kg.

Giusto il tempo per una foto ed è giunto il momento del rientro. Anche per oggi mi è andata decisamente bene. Speriamo la fortuna prosegua…

Marco Burighel

Big di inizio stagione

di Marco Burighel.

Il 6 di marzo, quando monto in macchina alle 7 del mattino, l’aria è ancora parecchio fredda, 1°, e sull’auto c’è un dito di ghiaccio. Le condizioni non sono le migliori per sperare in numeri interessanti in pesca, ma almeno la giornata promette un bel sole.

Me la prendo con gran calma, sperando che col passare delle ore la giornata si intiepidisca. Arrivo con l’amico Piergiorgio in una grande cava con acqua molto limpida. Facciamo colazione e montiamo i pontoni senza fretta.

Una volta varati i nostri mezzi si capisce subito che anche l’acqua, com’era prevedibile, è molto fredda: 6° dice il termometro, ma speriamo che col sole che comincia a scaldare sempre più qualcosa si metta in movimento.

Monto una St Croix Legend Tournament LTBC79HF Swim Bait con una soft swimbait da far lavorare lentissima sul fondo. Su una seconda canna, Avid 6’6” MF da casting, un minnow da 13 cm da usare con pause di svariate secondi. Sulla terza, sempre St Croix in serie Legend Tourament, LTBC73XHF Big Jig, monto un jig. Proprio quest’ultima è la tecnica su cui, dopo poco, mi concentro maggiormente. Spero che, attratte dal sole che comincia a scaldare, le grosse femmine che cominciano già a formare le uova in vista della frega, si portino in acqua bassa a scaldarsi un po’ in mezzo alla vegetazione della riva. Insisto quindi pitchando un jig da mezza oncia (modello custom) abbinato ad un grosso grub twin tail grub. Dopo qualche centinaio di metri di sponda battuti meticolosamente, uscendo da un grosso albero, sento una mangiata decisa. Aspetto un attimo e ferro violento. La canna dura e la treccia da 65lb fanno arrivare la ferrata a destinazione anche in mezzo ad un intrico infernale di rami. Sento subito che è un bel pesce, ma ben presto mi accorgo che non si tratta di un bass, ma di un luccio sui 2-3kg. Del resto la mangiata piuttosto decisa per la stagione fredda mi aveva fatto fin da subito sospettare che si trattasse di un esocide piuttosto che di un bass. Fortunatamente ho la buona abitudine di usare un finale di circa 1-1,5mt di fluorocarbon grosso (0,82mm) che lego alla lenza madre con un nodo albright e all’artificiale con un perfection loop. Il fluorocarbon di grosso diametro resiste alla dentatura del luccio e mi consente di salpare il pesce senza problemi. Lo slamo e riprendo a pescare ancora più convinto, carico per la cattura. Sono però costretto a cambiare il trailer che il luccio mi ha distrutto con i denti. A quel punto pesco dalla tasca del pontone un AX Craw Maxi della Reins: l’amico Marco la sera prima me ne aveva lasciato giusto un paio di esemplari in prova. L’azione è molto interessante con le chele che sbattono ritmicamente e il profilo privo di appendici ricurve facilità ancora di più la penetrazione nelle cover. Insisto convinto e intanto si alza anche un forte vento che rende un po’ peggiore la visibilità in acqua: in queste condizioni (sole alto, cielo terso e acqua limpida) il vento può essere un ottimo alleato; la luminosità eccessiva infatti inibisce i bass mentre il vento aiuta a rendere l’ambiente subacqueo meno luminoso. Arrivo in un sottoriva con acqua non troppo profonda e alberi semisommersi. Ad un certo punto sento una tocca sul filo, ma nulla si muove; sento solo peso in fondo alla treccia. E’ il segnale che aspettavo: un big bass ha completamente inalato l’esca e se ne sta fermo lì sul fondo. Ferro ancor più deciso di prima e sento subito che il pesce è di taglia notevole. Lo forzo senza farmi pregare per evitare che si infili irrimediabilmente tra la vegetazione. Lo porto sotto il pontone e lo salpo per la mandibola. È un esemplare stupendo, di taglia veramente importante. La bilancia oscilla di poco sotto i 2,5kg (2,48-2,49). Foto di rito e rilascio con speranza di rivederci.

Insisto a pescare ma non sento più neppure una tocca. La giornata mi ha comunque regalato più di quanto sperassi e rientro a casa felice come un bambino.

Marco Burighel.