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LA POLIVALENTE St. Croix LIS70MF

 

Era un po’ di tempo che mi frullava in testa l’idea di cambiare la mia canna “polivalente”, cosi’, circa un anno fa decisi di sostituirla e iniziai a spulciare il catalogo St.Croix per vedere se c’era qualcosa che potesse fare al caso mio, mi serviva una canna che potesse andare bene per pescare principalmente Spigole in mareggiata, Barracuda/Serra da scogliera, porti ecc che lanciasse e gestisse jerk, wtd o soft bait all’occorenza, mantenendo una buona sensibiltà con l’esca e non ultimo che si bilanciasse con un mulinello taglia 4000 sui 270gr. che già avevo.

Dopo aver letto un po’ di dati sul catalogo, alla fine scelsi e ordinai senza averla mai vista dal vero, una St. Croix Legend Inshore FRS ¾ oz 7” che dopo un breve periodo mi arrivò a casa.

Le prime impressioni furono più che positive, l’impatto estetico per i miei gusti era indovinato, leggera, bilanciata con il mulinello che avevo.

In pesca che è la parte fondamentale, si è rilevata molto piacevole, il suo maggior pregio è che nonostante la leggerezza unita ad un ottima bilanciatura (non cade di vetta) è molto potente per essere una 17 libbre ¾ quindi possiamo forzare anche grossi pesci pur avendo in mano un attrezzo maneggevole e di peso esiguo.

È leggermente sottostimata nel C.W, lavora bene sia jerk che wtd fino all’oz mantenendo però una vetta sensibile se si passa a gomme da 4” montate su testine da 4-5gr a salire.

Ha un’ azione tipica delle canne dedicate allo spinning marino che in generale hanno una vetta abbastanza cedevole e “chiudono” con una schiena dura, la curva però è omogenea, non si vedono spezzature tra vetta e fusto ed è anche molto rapida, nel senso che dopo un lancio la vetta ritorna subito in posizione senza oscillare.

Anche la componentistica è buona, la placca Fuji SK2 che in foto non mi convinceva perchè in due pezzi, in realtà assicura un ottima presa e non è scomoda durante la pesca come ipotizzavo fosse prima di provarla, manico in sughero di buona qualità e annelli Kigan in titanio che praticamente sono molto simili ai classici Fuji serie K come funzionalità.

Barracuda,23

Spigola,456Serra,

7

Rombo chiodato,8

A presto,

Simone Granci.

 

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Big Branzino

Avendo la piccola fortuna di vivere a 10 muniti dal mare, durante l’inverno quando l’alba cade verso le sette – sette e trenta del mattino, con i miei amici, mi succede spesso di organizzare all’ultimo momento un uscita di pesca, anche per una sola ora durante l’alba prima di andare a lavorare.

Quindi, come altre volte, qualche sera fa mi sento per telefono attorno alle 22 con un mio amico e decidiamo di andare la mattina successiva per un oretta e mezzo in un porto/canale vicino alla nostra città perchè dalle previsioni meteo doveva esserci una scaduta.

Qualche ora dopo, alle 6:30 eravamo in macchina diretti verso la meta prescelta, arrivati sul posto però vediamo che le condizioni non erano come speravamo, causa megamareggiata e pioggia dei giorni precedenti,

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l’acqua era torba, la forte corrente non faceva stare in pesca correttamente, proviamo comunque dieci lanci ma senza esito.

Dato che il tempo a disposizione era poco decidiamo subito di rimontare in macchina e spostarci in un altro porto distante cinque minuti di macchina dove l’imboccatura rimaneva piu’ riparata dalle correnti del mare e dalla piena dei fiumi/canali della zona.

Arrivati monto una classica Jig head da 6 grammi con un Keitech Swing Impact Fat 3’8” facendolo viaggiare vicino al fondale, ma niente neanche una toccata, la testina troppo leggera sia in caduta che durante il recupero faceva lavorare male il Fat, quindi cambio mantenendo la solita gomma passando a 11 grammi di testina… finalmente stavo correttamente in pesca.

Continuo con i lanci, finchè non arrivo all’imboccatura del porto dove il fondale da inizialmente basso,  in centro foce degradando velocemente formando un canalone.

Lancio lungo cercando di arrivare sul fondale basso della parte opposta a me, inizio a recuperare facendo scendere l’esca sul fondo del canalone centrale, al secondo lancio la canna si inchioda e inizia la bisboccia! 🙂

Mi accorgo subito che è un pesce di taglia, peso e forte, inizialmente tiene il fondo e si difende con delle violente testate, il tutto alternato da delle potenti fughe.

Con molta calma riesco a staccarlo dal fondo, mi arriva quasi in superficie dove vedo due gorghi che mi fanno stimare il pesce sui 4-5 kg, pero’ ancora aveva molta energia, era molto tenace e riparte con le fughe, nonostante la frizione fosse tarata per fargli sudare la treccia, quando voleva prendersi qualche metro non avevo modo di fermarla, andava come un treno.. il combattimento andava per le lunghe, mi iniziava il timore che tra il tira e molla si allargasse il foro dell’amo e si slamasse senza averla vista.

Alla fine il Branzinone inizia a cedere e di li a poco arriva la fotografia ricordo con questo trofeo di 7,5 kg 🙂 .

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Alla prossima,

Simone Granci.

PRIMAVERA E CHEPPIE 2013.

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Le Cheppie ogni anno in primavera, risalgono parte dei fiumi Italiani per depositare le uova, fiumi apparentemente uguali e a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro, è possibile che in uno risalgono, nell’altro no, oppure in un fiume la media/peso e le dimensioni dei branchi cambino rispetto ad altri corsi d’acqua.

I letti di frega si formano su fondali sassosi però non è detto di trovarle automaticamente, per qualche loro motivo preferiscono un fondale sassoso rispetto ad un altro.

Per la loro combattività fatta di fughe veloci e salti fuori dall’acqua, la ricerca del posto e considerando che il tutto si svolge in un mese all’anno, questo pesce attira un gran numero di appassionati “spinnofili” e “moschisti” :-).

Nella zona dove vivo risalgono in due fiumi, in uno in grossi branchi con una media/peso molto alta rispetto anche ad altri fiumi della penisola, confermato più volte dai vari appassionati di mezza Italia che incontro durante le mie uscite, però il periodo di divieto di pesca per la frega inizia presto, il primo di Aprile e termina a fine Giugno quando oramai sono scese nuovamente a mare.

Qua la loro presenza è anticipata o posticipata a seconda delle piene invernali, in questo fiume la pesca alla cheppia si svolge al massimo in due settimane di Marzo.

Quest’anno purtroppo, per impegni vari non ho avuto tempo di pescarci nel momento giusto, feci un uscita inizio Marzo ma era troppo presto, non erano ancora risalite e nei giorni a seguire non sono potuto più tornare.

Quando ebbi un po’ di tempo libero, Aprile era già arrivato cosi’ ripiegai nell’altro fiume della mia zona poco più a sud, dove il periodo di divieto inizia a Giugno terminando ad Agosto quindi nel momento di risalita (Aprile, Maggio) è possibile pescarle.

L’ambiente qua è stretto, fondale basso e sassoso, i pesci è possibile trovarli ai lati della corrente principale e nei giri di corrente che si formano sopra le buche più profonde, quindi lanci corti e precisi e camminare lungo il fiume 🙂 .

Waders, St.Croix Legend Elite 5/8oz – 6,8” e una manciata di ondulanti Damiki inizia a risalire il fiume/torrente….

b

ccd

Anche se per quest’anno il peso delle Cheppie è stato modesto mi hanno stupito ugualmente per la tenacia nei combattimenti, pesci forti e delicati allo stesso tempo infatti andrebbero sempre pescate senza ardiglione, maneggiarle il meno possibile e rilasciarle subito senza tenerle troppo fuori dall’acqua.

 

Saluti e buone feste,

Simone Granci.

Giugno freddo

Come accennavo nel precedente report, Primavera e inizio Estate 2013, era ancora molto fresco, soprattutto nelle temperature minime, l’acqua con tutto l’inverno alle spalle era sempre molto fredda.

Di norma in questo momento dell’anno, nelle zone che abitualmente frequento, dovrebbe esserci già qualche pelagico sotto costa, che con l’innalzarsi delle temperature, aumenta progressivamente di quantità durante tutta l’estate raggiungendo il culmine in autunno, ma dopo qualche viaggio a vuoto, riposi nuovamente l’attrezzatura “da tiro alla fune” e continuai a pescare Spigole come avevo fatto per tutta la stagione fredda che sembrava non finire più.

Ho pescato prevalentemente in fiume, ma anche qua la situazione non era migliore, per qualche uscita di pesca sembrava di lanciare nel vuoto totale, la  pesca è anche questo… però qua avevo la certezza che qualche spigola in giro doveva esserci, Cefali, Anguille e cibaglie varia c’erano, quindi anche loro, cosi’ con moooolta pazienza :-), provando qualche esca e camminando lungo le sponde per cercarle, qualche risultato è arrivato.

Pescando a gomma, oltre ai Keitech Swing Impact Fat 3,8”, mi hanno reso molto i Reins Bubbling Shaker 5”e i Damiki Finess Miki 6.5” , i primi montati su classica Jig Head per recuperi più allegri e lineari, i secondi a Texas Rig facendoli scendere nelle buche libere tra le alghe e muovendoli con continue e frenetiche Twicchate, poi quando il filo si allentava troppo, veloce pausa per recuperare col mulinello il bandone di treccia che si era allentato e ripartivo da capo col Twitching.

Due scatti di inizio Primavera 2013 durante le serate ancora fredde.

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Poi da metà Giugno inizio Luglio, finalmente anche le temperature minime si alzarono ritornando nella norma del periodo dell’anno…..

dopo quest’ultima bella Spigola di inizio luglio…

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arrivarono finalmente i protagonisti dell’estate appena trascorsa. 🙂

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Saluti,

Simone Granci.

ESTATE PARTICOLARE

In inverno, specialmente verso la metà di marzo anche se la stagione fredda mi ha regalato qualche soddisfazione, mi prende in automatico la voglia d’estate, del caldo, delle belle giornate, di mettere al chiodo per qualche mese la “combo” da Spigola e rispolverare quella da Pelagici, per andare a lanciare popperoni, grossi wtd e gli immancabili Duo Tide nella speranza di sentir cantare la frizione.Invece quest’anno, fantasie a parte, l’estate non voleva arrivare, a metà giugno, durante le uscite notturne ho continuato a mettermi felpa e giubbotto dal freddo che faceva, per questo motivo credo, ho dovuto aspettare per vedere i classici pesci di questa stagione.

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Per colpa dell’inizio estate anomalo, di Serra & Barra non se ne vedeva ombra, cosi’ l’attrezzatura estiva se ne è ritornata al chiodo dove era ancora per un pò, per fortuna però che contemporaneamente era il periodo della risalita delle cheppie cosi’ gli ho dedicato qualche uscita e ho continuato a pescare Spigole (che racconterò nei prossimi report).

Poi verso inizio luglio le cose sono cambiate 🙂 temperatura nella norma, tempo stabile e pelagici finalmente sotto costa, dopo una lunga attesa la sorpresa! soprattutto nella taglia media…. mai come quest’anno! Purtroppo! 🙂

Infatti verso la fine dell’estate mi prendono le stesse fantasie dell’inverno soltanto all’inverso, freddo, canna da gomma e Spigole, quest’anno no, anzi ne sento la mancanza! 🙂

Ho pescato prevalentemente in interno foce dove l’acqua era sempre piatta, vedere cacciate di Serra dai 5-6-7 kg a salire, su top water è stato spettacolare… piu’ volte mi è successo, mentre recuperavo un wtd, di arrivare all’ultimo giro di manovella, prima di alzare l’esca dall’acqua per rilanciare e in quell’istante uno scoppio improvviso sotto i piedi di un grosso pesce che mi faceva letteralmente sobbalzare e in un attimo sentirmi tirare via la canna di mano per la fuga improvvisa.

Quest’anno mi è sembrato realmente di avere le Maldive a 5 minuti da casa!

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Per la parte tecnica niente di nuovo, in prevalenza grosse esche da superficie, recuperi più o meno veloci e la mia St.croix Avid Inshore.

Saluti,

Simone Granci

Damiki Striker 90: er meio!!!

Da un po’ di tempo avevo parcheggiato in cassetta questo interessante jerkettino di 9cm x 10gr della casa coreana Damiki, senza averlo mai utilizzato, con l’inizio del nuovo anno, ho deciso testarne le potenzialità dedicandogli qualche uscita.

Lo Striker 90 è un bel jerkbait suspending dalla forma compatta, molto facile e divertente da utilizzare, grazie all’ottima bilanciatura in acqua, si presta bene ai vari tipi di recupero, dal jerking al twitching, grazie al suo bel nuoto vibrante, possiamo recuperarlo anche semplicemente “a dritto” alternando pause più o meno lunghe, rimanendo sempre molto adescante.

Una buona uscita da ricordare, risale a poco tempo fa, quando con il mio compagno di merende Luca, eravamo in un canale della nostra zona, culmine di alta marea e scarsa corrente, stavamo cercando lo “strike” sul fondo, pescando a gomma senza esito, le spigole non collaboravano, forse l’eccessivo freddo le rendeva apatiche e svogliate, cosi’ decisi di usare lo Striker 90, sfruttando l’ottima lanciabilità, iniziai con dei lanci lunghi e paralleli ai canneti, recuperandolo velocemente a piccole jerkatine e pause, riuscii a stimolare l’aggressività di due pesci che portai a terra per la foto di rito e il pronto rilascio.

Anche in notturna dice la sua….. altra situazione, piccola foce di un canale, acqua cristallina, forte corrente in discesa e spigole in caccia su branchetti di cefaletti, recuperandolo contro corrente con continui rilasci, riuscii ad avere numerose abboccate di piccole spigole finche non arrivò questa bella “signorina” davanti all’obbiettivo.

Ottimo e versatile artificiale da avere in cassetta!

Alla prossima,

Simone Granci.

Damiki Shadow Tail 110

La spigola è sicuramente il predatore marino che preferisco insidiare per sportività e tecnica.

Con un po’ di esperienza, in base alle stagioni dell’anno, condizioni meteo, possiamo cercarla in ambienti con caratteristiche diverse fra loro, utilizzando all’occorrenza una grande varietà di esche artificiali e attrezzature che rendono variegata la ricerca della spigola.

Ultimamente ho deciso di fare qualche prova con delle swimbait, esche che non avevo mai utilizzato in precedenza, cosi mi sono affidato allo Shadow Tail 110  della Damiki e non sapendo come utilizzarla ho preso spunto dalla descrizione della casa produttrice, che scrive:

Piccola swimbait sodata di 11cm x 20gr. L’affondamento lento (paragonabile più ad un suspendig minnow) accoppiato ad un nuoto ribattezzato “S-Stroke”  stretto, costituiscono le armi principali dello Shadow Tail 110.

Pur faticando nei recuperi con jerkate violente, si dimostra estremamente efficace con colpi più morbidi che conferiscono un ampio movimento a zig-zag tipico dei suspending  jerkbait, il quale si conclude con una “S” pronunciata quando ci si arresta di colpo.

Provandola in pesca, poi ho notato la buona lanciabilità, la resistenza della livrea e della codina in gomma anche dopo molteplici attacchi dei pesci.

L’ho utilizzata in ambienti con poca corrente tipo porti e lagune, facendola scodinzolare rasentando delle strutture  come pontili galleggianti, scogli e alberi semisommersi nella speranza che delle spigole ferme negli anfratti ad aspettare ed aggredire, un pasto facile davanti la bocca…

Qualcuna ha gradito……

Sicuramente in futuro approfondirò l’argomento per me molto entusiasmante, per adesso questo è tutto.

A presto,

Simone Granci