• St. Croix

  • Stanley

  • Damiki

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 100 follower

  • Annunci

Light Rock (Trout) Fishing

Reins Hog Tiny brown trout

Ogni tanto mi entra qualche tarlo in testa, un’idea strana. Dapprima solo come un pensiero vago ed indistinto che piano piano prende sempre corpo fino a diventare un’ossessione.
Quest’anno è toccato alla Trota in torrente. Alcune belle foto viste in rete hanno “acceso la miccia” che piano piano ha iniziato a bruciare fino ad esplodere.

T2 Tribe trout fishing

Dal mare, mio solito ambiente di pesca, al torrente il salto è enorme sia dal punto di vista dell’approccio che dell’attrezzatura. Già, l’attrezzatura… è il primo problema che mi trovo ad affrontare. Come regolarmi? Vale la pena acquistare, magari per una sola uscita in tutta la stagione del materiale specifico? Alla fine la soluzione è a portata di mano… perché non sfruttare il materiale che normalmente utilizzo per il Light Saltwater Game?

Controllo in garage per vedere come posso arrangiarmi…
Filo… tra le varie soluzioni a disposizione quella che reputo più idonea alle “esigenze torrentizie” è senz’altro il fluorocarbon diretto. Nelle uscite a Light Saltwater Game, ho avuto modo di conoscere ed apprezzare il T.O.W. FNSS Fluorocarbon; testato e “stressato” tra pietre e scogli si è sempre comportato egregiamente e si è conquistato la mia fiducia! Tenuta al nodo e all’abrasione fenomenali, lanci tra pietre e legni veramente senza paura!!!

TOW_FNSS-Fluorocarbon_whiteEsche… il torrente che ho in mente, come la maggior parte di quelli nella mia regione, è molto piccolo e caratterizzato da buche non molto ampie dove l’impiego di Cucchiaini rotanti e Minnow è veramente molto molto difficoltoso. Quindi ripiego su Jighead e Micro softbaits!!! Ok, ma quali?
Per quanto riguarda le Jighead la scelta è vasta. Personalmente preferisco le Black Flagg LG Ballheadz: affilate, resistenti e dal costo contenuto (aspetto di primaria importanza quando si pesca in ambienti dove è facile incagliare).

BF_Light-Game-Specific-jighead_logo

Come sappiamo ne esistano tre versioni:

Black Flagg LG Darting Headz: la tipica forma a tronco di cono di questa Jighead consente all’esca di avere, durante il recupero, un movimento molto “schizofrenico” con secchi scarti laterali molto adescanti.

Black Flagg LG Bullet Jig: dalla forma a proiettile sono Jighead specifiche per “esaltare” l’azione swimming di determinate esche. Assolutamente letali per innescare piccoli soft shad o comunque tutte quelle esche che fanno del nuoto la loro carta vincente.

Black Flagg LG Ballheadz: il più classico dei classici. La forma tonda della testina, oltre che ad adattarsi a tutte le esche ed a tutti gli inneschi, è meno facile da incagliare.

E’ proprio questa ultima carattetristica che mi ha fatto optare per questa versione.

Scelta la testina cosa innesco? Come insegna Wikipedia la Trota fario (Salmo trutta)E’ un predatore voracissimo e si può dire che divori qualunque animale possa inghiottire, dagli insetti ai crostacei, ai pesci, anche trote più piccole, ai topi ed alle rane”. Perché non utilizzare i piccoli gamberi di Reins che già belle soddisfazioni mi han dato a Scorfani

(https://t2distribution.wordpress.com/2013/07/15/a-scorfani-con-reins/

https://t2distribution.wordpress.com/2014/08/27/light-rock-fishing-in-estate-damiki-air-craw-2/ )?

Reins Hog TinyMa alla fine? Devo dire che le scelte hanno dato ottimi risultati in pesca, facendomi fare numerose catture con qualche pesce veramente bello! Perlopiù catturate in buche, nelle correnti di uscita delle buche o nei giri di corrento dietro a qualche sasso.

Reins Hog Tiny trota fario

Sono estremamente soddisfatto e deciso a sperimentare ancora questa nuova (per me) pesca! Tanto che sto pensando di acquistare una canna specifica.
In effetti l’unico tasto dolente è stata la canna impiegata. Seppur perfetta come Casting Weight e azione, i suoi 7’4” sono un po’ troppi per muoversi agilmente negli spazi ristretti del torrente.

reins ax craw mini

Sono diverse, nella produzione St. Croix le canne che ho già adocchiato, Trout Series TSS64LF2 e Avid Series AVS60LF in primis… ne risentirete parlare prossimamente!!!

T2 Tribe trota

Certamente non voglio passare il messaggio che sia un ambiente “facile”, tutt’altro, ma credo che, pur in assenza di competenze specifiche, con un po’ di buona voltà il torrente sia alla portata di tutti. E se ci sono riuscito io…

T2 Distribution trota

Alla prossima!
Luca Lorenzini
T2 Tribe.

 

Annunci

Damiki Bing 1.5″…. piccola esca grandi soddisfazioni

L’esca che recensirò oggi è una nuova soft bait di Damiki, il Bing da 1.5″.

Si tratta di un piccolo pesciolino di gomma, disponibile in Italia in 6 colori: Pink Panther, Green, Glow, Mango, Cream White e Orange Silver.

Ecco l’esca nella versione Green

FOTO 1 BLOG

Si tratta di un pesciolino dalla sezione piatta, schiacciata, dal corpo cavo e dalla coda piatta.

La coda quindi non si muoverà come la coda di uno shad con il recupero lineare, ma darà mobilità all’esca durante le jerkate.

Gli occhi non sono disegnati ma sono di materiale plastico più duro.

Sulla busta, che contiene ben 20 pezzi, viene specificato un peso di 0,7 grammi dell’esca.
Per quanto riguarda gli inneschi a cui si presta, io ho pescato esclusivamente con il tipo di innesco secondo la mia opinione migliore per questa esca, il Jighead rig.

Per quanto riguarda gli altri inneschi penso che possano avere ottime potenzialità il Drop shot e lo Split shot, ma non li ho provati personalmente, perché li ritengo più adatti ad esche con sezione circolare o comunque più regolare.
Il Damiki Bing 1.5″ è quindi perfetto per la pesca a Jighead e si presta ad essere utilizzato in questo modo nei più svariati ambienti..

Ovviamente a seconda del pesce che andremo ad insidiare utilizzeremo testine dal peso differente.
In FW l’ho provato a Trote, nei suoi colori più accesi, sia in torrente sia in laghetto..

FOTO 2 BLOG

In mare invece le Spigole (Dicentrarchus labrax) sono secondo me il bersaglio più adatto per questa esca….

Per questo predatore consiglio un abbinamento a una testina leggera, massimo 3,5 grammi, e un recupero abbastanza frenetico ma lento, fatto di jerkatine continue. Ovviamente più sarà leggera la testina più riusciremo a recuperare lentamente, ma il tutto va commisurato anche all’ambiente in cui peschiamo.

FOTO 3 BLOG

….a volte possono capitare anche Spigole che proprio spigolette non sono…

FOTO 4 BLOG

Questa super cattura è la prova che non sempre i pesci grossi mangiano su esche grandi. Il Damiki Bing 1.5″ è un girino in confronto a questa Spigola, ma in ogni caso è riuscito ad attirare la sua attenzione.

Questo perché capita che le grosse Spigole caccino piccoli pesci; in ogni caso questa cattura si può considerare un grande colpo di fortuna, non certo la regola.
Altra preda del Damiki Bing 1.5″ è il Sugarello (Trachurus trachurus), che però deve ovviamente essere insidiato con testine piombate più leggere…

FOTO 5 BLOG

Cambiando lo stile di pesca si possono insidiare anche pesci che sono soliti cibarsi vicino al fondo, come le Mormore (Lithognathus mormyrus), sempre attive in questo periodo dell’anno

FOTO 6 BLOG

…e i grossi Ghiozzi testoni (Gobius cobitis), che cacciano i pesciolini che passano davanti alle loro tane

FOTO 7 BLOG

Manca all’appello soltanto lo Scorfano (Scorphaena scrofa), che ovviamente apprezza qualsiasi tipologia di esca in gomma, tra cui anche il Damiki Bing 1.5″. Vista però la sua predilezione per esche più allungate, oppure più a forma di crostaceo, non mi sento di consigliare il Damiki Bing 1.5″ per mirare specificamente a questo pesce.

In conclusione si può dire che il Damiki Bing 1.5″ sia un’esca estremamente duttile, nonostante la sua forma non ci consenta di praticare molte tipologie di innesco.

I pesci insidiabili sono praticamente tutti; la difficoltà sta nel capire quanto piombare l’esca a seconda della situazione e del tipo di pesce che si vorrà cercare.

Marco “Rollingstoner” Bozzo
T2 Tribe.

 

Il post apertura

Reduci da poco dalla fatidica apertura della trota, che più che una vera uscita di pesca spesso si trasforma in rito propiziatorio, molti di noi, amanti dei piccoli torrenti e dei rii, avranno già fatto i conti con la scarsa attività dei nostri amici salmonidi in questo periodo. Per quanto nei grossi torrenti di fondo valle e fiumi, il periodo post-frega possa regalare delle soddisfazioni, in ambienti più ristretti e con un portata d’acqua nettamente inferiore la situazione risulta differente. Come affrontare questo periodo, tecnicamente parlando? Quali le attrezzature? Proverò a rispondere in maniera veloce e chiara affidandomi a quel po’ di esperienza che ho potuto fare negli ultimi anni in questa tipologia di ambienti.

b2

TECNICA ED ATTREZZATURA
Come noi tutti ben sappiamo lo spinning alla trota è una tecnica decisamente dinamica, spesso molto veloce, con rapidi spostamenti e lanci precisi caratterizzati da recuperi altrettanto ”allegri”. Come molti di noi avranno sperimentato, soprattutto nei piccoli corsi d’acqua, difficilmente avremo delle catture dopo i primi due\tre lanci (se ben piazzati ovviamente); in questa stagione però la situazione ambientale e l’attività dei pinnuti ci porteranno a modificare in nostro abituale approccio di pesca. L’attrezzatura in compenso non dovrà subire particolari cambiamenti. Una regola sicuramente valida in questo periodo è di non soffermarsi ai primi lanci ma sondare al meglio ogni nicchia, ogni pozza e ogni possibile nascondiglio del corso d’acqua. Per far ciò bisogna poter contare su attrezzi sensibili ma che allo stesso tempo ci possano garantire un’ottima reattività in ferrata; da poco ho trovato nella mia St.Croix Trout Series TSS64LF2 lunga 6’4″ con grammatura di lancio fino a 1/4 oz (circa 7 grammi), la compagna ideale per questa tipologia di pesca. I tiri dovranno essere precisi e questa canna, grazie alla particolare disposizione degli anelli, permette di direzionare al meglio la nostra esca; inoltre per quanto il grezzo sia sottile e leggero possiede una buona riserva di potenza che potrà sempre tornarci utile nel caso di pesci importanti.

b4Altro accorgimento che potrà fare la differenza sarà la tipologia di recupero. Di norma, in periodi di attività, il recupero veloce a favore di corrente sarà la soluzione più classica sia che si tratti di correntini, di buche o lame profonde; i pesci però in questa stagione tenderanno a stazionare sul fondo, spesso al riparo di strutture quali possono essere massi, piccole massicciate, vecchi muretti scavati dalla corrente, ecc… Con pesci nascosti e apatici spetterà dunque a noi far arrivare l’esca il più vicino possibile a loro e soprattutto cercare di farla stazionare di più nei pressi di presunti nascondigli per poter dare il tempo alla trota di venirsela a prendere senza troppo sforzo, sia che sia mossa da fame piuttosto che da semplice territorialità. Detto ciò, affrontiamo la scelta delle esche: personalmente uso molto i cucchiaini, nello specifico i Black Flagg BackDrop Spin nei numeri dell’ #1 e del #2. Disponendo di un’ampia gamma di colori dovremo valutare noi in base alla nostra esperienza quale sarà quello vincente per un determinato spot. La particolare forma della paletta a goccia e il peso di questi artificiali li rendono particolarmente adatti al tipo di pesca sopra citato, permettendoci di stare in pesca vicino al fondo e passare il più vicino possibile alle nostre prede.

b1Anche piccoli crank come i Damiki MU 45, nella versione Slow sinking o Suspending, risulteranno vincenti soprattutto recuperati con piccoli scatti e pause abbondanti. Per quanto riguarda la lenza la nostra scelta potrà ricadere sostanzialmente su due tipologie: fluorocarbon o trecciato. Con pesci che di norma non richiedo particolari sforzi per essere salpati, viste le dimensioni ridotte degli spot, preferire l’una piuttosto che l’altra tipologia di lenza madre non creerà sostanziali cambiamenti nel risultato finale; personalmente mi sento di consigliarvi il T.O.W FNSS Fluorocarbon sia come spezzone finale sia come lenza madre. Viste le doti di invisibilità quasi totale e buona reattività in ferrata sarà la soluzione ideale per cercare di ingannare qualche trota diffidente e\o apatica.
Sicuramente questo periodo non sarà particolarmente ricco di movimento e soprattutto di catture, proprio per questo motivo però, credo che sia il momento che più possa mettere alla prova le nostre capacità tecniche, la nostra esperienza e la conoscenza di uno spot. Con queste premesse anche la più piccola trota sarà un enorme ricompensa e ci ripagherà di tutti gli sforzi fatti!

b3

Maurice Loic Mingozzi

T2 Tribe.

St.Croix Avid X: rompere con la tradizione

AXCS_BTY

La nuova serie di canne AVID X di ST. CROIX, comprendente sia modelli da spinning che da casting, rappresenta una versione “radical” della classica serie AVID.

Costruita sempre in carbonio alto modulo SCIII con IPC Technology (Integrated Poly Curve tooling technology) per una sensibilità ed una leggerezza estrema.

AXCS_Labels

Si presenta con una impugnatura split in sughero di primissima qualità, un porta mulinello Fuji con finitura canna di fucile ed un esclusivo hook-keeper che ben si adatta a diverse tipologie di esche e che esclude ogni possibilità di aggancio accidentale del filo.

AXCS_Reel Seats

La nuove AVID X sono montate con micro anelli KIGAN Z pensati per ridurre il peso dell’attrezzo pur mantenendo elevata capacità di scorrimento del filo grazie alla pietra in zirconio. Gli anelli sono legati con filo in nylon e due strati di flex coat a lenta essiccazione.

AXCS_Stripper Guides

La nuova serie include ben 18 modelli sia mono pezzo che in due pezzi,  nelle versioni Spinning e Casting.

STC Dealer KitProgettata e costruita nei nostri stabilimenti di Park Falls, Winsconsin (USA), e protetta da ben 15 anni di garanzia trasferibile e sostenuta dal ST. CROIX SUPER STAR SERVICE.

Avid X Logo

Disponibile presso tutti i rivenditori St.Croix d’Italia.

TIDEMASTER® INSHORE TRAVEL CASTING RODS

St.Croix logo

“CASTING in Treno, Metropolitana, autobus, motorino e macchina (tenendo il baule ingombro)?

Yes indeed!!!”

SC_TM_1

Le canne della serie ST. CROIX TIDEMASTER INSHORE CASTING RODS (che se vanno bene in mare vanno bene ovunque ndr) in versione TRAVEL ce ne offrono l’opportunità grazie al tubo rigido contenente i suoi 3 pezzi e alla possibilità di riporle comodamente in zaino/borsa assieme a mulinello ed esche.

SC_TM_2

Pochissime aziende sul mercato offrono questa opportunità e paradossalmente, toccando con mano, offrono una sensibilità e prestazione superiore ad attrezzi in 2 pezzi….molto simile ad una monopezzo in tutto e per tutto.

Essendo nate e studiate per la pesca INSHORE ci consentono di approcciare la pesca al bass ed al luccio con esche voluminose coprendo tutta la gamma di applicazioni e senza rinunciare alla qualità che potremmo dare per scontata solo su attrezzi più specifici.

In poche parole senza rinunciare alla qualità di un prodotto ST. CROIX, disegnato e costruito in USA!

SC_TM_3

 

Giornate alternative in periodo di frega

E’ inutile della pesca non posso farne a meno e se ti capitano un paio di giorni di ferie nel pieno della frega, meglio cambiare obbiettivo, di predatori ce ne sono tanti e tutti divertentissimi da insidiare.
Questa volta decido di sfogare un pò di “fotta” alla ricerca di qualche trota.
Come è noto per andare a trote basta pochissima attrezzatura o meglio, essendo una pesca di ricerca a piedi, lo stretto indispensabile più, ovviamente, una canna con mulinello… ma il mio approccio è un tantino differente necessita di 15 kg di esche e 3 canne (inutili, tanto poi lascio tutto in macchina!!).IMG_1738
Parto con Nicola, un paio d’ore e siamo sullo spot…bellissimo pescare durante un giorno lavorativo…non trovi nessuno che ti rompe le balle in pesca.
Montiamo le esche e via!
Nicola parte a mosca, io invece inizio con esche di reazione montando sulla mia vecchia Series One qualche jerkettino DUO e con il nuovo RW MINNOW di casa BLACKFLAGG: visto che si vedono parecchie cacciate potrebbe essere la scelta giusta!
Lancio e rilancio ma niente, cambiamo approccio!
Decido di cambiare stile di pesca: ST.CROIX LEGEND EXTREME 6,10″ MEDIUM XF 1/8 5/16, bobina carica di TOW FNSS FLUOROCARBON da 5 lb, amino opaco super penetrante VANFHOOK DS-21 #4 e BF FNSS WORM 4.95″ #010 BIG BABOL innescato a wacky.
Lancio fiduciosissimo, metto il filo leggermente in tensione ed eccola…impercettibile ma è lei, la prima tocca.
Ovviamente la sbaglio e mi mangio le palle, ma rilancio subito e non era un caso, la tecnica funziona. OLYMPUS DIGITAL CAMERA
E’ proprio per sentire queste mangiate infime e per avere maggior tenuta all’abrasione che monto del fluorocarbon anche sul mulo da spinning.
Ho impiegato parecchio tempo a convincere i miei compagni di pesca ad usare il fluoro anche nello spinning e grazie al FNSS che ha sia le caratteristiche di maneggevolezza proprie del nylon che quelle di sensibilità del fluorocarbon, ci sono riuscito!
Nonostante stia pescando spiombato, riesco a lanciare molto lontano grazie al peso e alla densità della LSI (LIQUID SALT INJECTION) con cui sono prodotte le esche siliconiche di casa Black Flagg.
Le catture non si fanno aspettare,  faccio invidia a Nicola che presto impugna la canna da spinning iniziando a catturare trote come se non ci fosse un domani!
Gira il vento e le catture calano…inizia così il carosello delle esche….KEITECH ma affonda troppo in fretta, REINS ma galleggia troppo…torno al FNSS WORM che mantiene un ottima galleggiabilità affondando in maniera molto lenta e naturale, ma cambio colore, #024 smoke gold silver flake e si ricomincia a catturare. OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Prendiamo pesce per tutta la giornata e in tutti gli spot tranne che nelle prime ore del pomeriggio quando l’abilità della cameriera nel presentarci un piatto di tagliatelle con i funghi riesce a distoglierci dalla frenesia delle catture!
Si fa tardi e arriva la pioggia…meglio andare, la strada è lunga e le morose sicuramente incavolate per il ritardo…che dire GRAN GIORNATA,
anche se non abbiamo estirpato bass!!!
alla prossima!

DUO SPEARHEAD RYUKI 45S

DUO SPEARHEAD RYUKI 45S (45mm 4,0g)

Il piccolo della serie Spear-Head di casa DUO è un minnow dal design accattivante e dalle performance sbalorditive. Grazie al suo corpo sottile, questo artificiale può essere lanciato a maggiore distanza rispetto ai modelli di pari peso e dimensione per la minor superficie esposta nel lancio. Anche sotto acqua questa caratteristica spicca subito in evidenza per il minimo attrito alle correnti durante la pesca nelle acque di torrentini di vallata. E’ proprio in questi ambienti che lo uso spesso cercando dei salmonidi dalle taglie che iniziano a farsi interessanti.

casettaandrea5327 DSCN5331

Sia se pesco in acque libere che in concessione, da praticante del no-kill sostituisco le ancorette con un amo singolo senza ardiglione che andrò a posizionare in coda in quanto le dimensioni ridotte dell’artificiale non mi creano i classici dubbi che si hanno quando si cercano trote ben più grosse con artificiale più voluminosi. Per una corretta presa della preda, ho imparato anche grazie ai consigli di “mostri sacri” dello spinning che la punta dell’amo va posizionata verso l’alto per penetrare nella parte fissa dell’apparato boccale del pesce riducendo di molto la percentuale di slamature.

DSCN5423 DSCN5426

In torrenti dalla corrente moderata e dalle profondità massime attorno al metro, non mi serve un artificiale che spanci vistosamente scendendo a grosse profondità. Tutto quello che può fare la differenza è saper tenere la corrente e farsi notare. Il corpo flat taglia bene l’acqua e la paletta minimale lo fa sbandare velocemente con un’oscillazione stretta che produce molte vibrazioni per una veloce localizzazione da parte del pesce. Localizzazione che è anche visiva in quanto il movimento frenetico e corto non ne alterano troppo la visione della sagoma sotto acqua.

casettaandrea_2003

Riporto di seguito alcune catture effettuate in una delle recenti uscite con gli amici di sempre Christopher e Christian.

DSCN5334-001 DSCN5343-001 DSCN5351 DSCN5361-001 DSCN5365 DSCN5375-001 DSCN5395

P1030520

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Casetta

http://andreacasetta.blog.com/