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Salento on the (Light) rock…..

Ormai quando organizzo un viaggetto sto sempre ben attento a lasciare un pò di posto per il minimo necessario per una pescatina veloce, bastano davvero un marsupietto con un po di minuteria varia ed una decina di buste di gomma per poter affrontare spot e predatori diversi sia in acqua salata che dolce….è così che quel poco spazio a disposizione è sempre riservato alla mia fedelissima due pezzi: la Reins Aji Ringer Raz 7’2’’ UL

Reins RAZ Solid Tip

Quest’ultimo weekend mi ha portato lontano dal mio amato/odiato Adriatico romagnolo verso le coste ioniche della Puglia, non vi ero mai stato prima, ma le foto ed i racconti di alcuni amici salentini mi avevano preparato ad un ambiente totalmente differente da quello che trovo solitamente nelle mie zone, e sicuramente notevolmente più invidiabile.

Sapevo di avere soltanto uno spezzone di pomeriggio da dedicare alla cattura di qualche nuova specie ed ho deciso di passarlo nella bellissima cornice della Perla dello Ionio, Gallipoli.
Tutta la città vecchia è situata su una piccola isola calcarea circondata da scogliere sia naturali che artificiali e da un mare da far invidia a mete molto più blasonate o esotiche.

Black Flagg Syndicate Salento

La preda che desideravo maggiormente era lo Scorfano (Scorphaena scrofa), ma non ne avrei naturalmente disdegnata qualsiasi altra non presente nelle mie zone.
Ho optato da subito per una montatura Light Texas rig (amo Vanfook Worm 35B #6, Black Flagg Leadd Sinkerz da 1/8 oz ) per poter scendere anche negli anfratti più bui e profondi tra le scogliere; ed è proprio in questi ambienti, rispetto alle acque leggermente più aperte, nei quali ho sentito già dai primi lanci il maggior numero di attacchi.

Reins Hog Tiny

Come esca ho optato per il Reins Hog Tiny 2″, le sue appendici e codine muovono più acqua rispetto ad un esca dritta e ne rallentano la discesa risultando perciò catturante anche in fase di affondamento; la colorazione #310 Stawberry mi è sembrata da subito molto apprezzata, sono infatti bastati pochi minuti per avere all’amo la prima preda…un discreto Ghiozzo paganello (Gobius paganellus)…ironia della sorte proprio quello che “infesta” le acque di casa mia…continuo comunque fiducioso e di fatti alla seconda mangiata arriva il primo Scorfanotto squamoso (Scorphaena maderensis)!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Nonostante le ridotte dimensioni capisco subito che è una preda molto “scomoda”!!! Ha forza e velocità e stanarlo da diversi metri d’acqua tra piccoli anfratti rocciosi non è affatto semplice, per fortuna il T.O.W. Fnss Fluorocarbon da 6 lb sopporta adeguatamente gli sfregamenti sulle rocce e mi permette di osare di più rispetto ad un comune nylon.

T.O.W. Fnss Fluorocarbon

Le catture si susseguono abbastanza regolari, porto alla luce diversi Scorfanotti (Scorphaena maderensis) di piccole dimensioni con delle colorazioni davvero stupende, aspettando solo qualche esemplare più “cicciotello”.

Reins RAZ scorfanottoL’acqua appena fuori dagli scogli è di un limpido incredibile, vedo lavorare l’esca a diversi metri di profondità e cerco di farla arrivare nelle fessure tra gli scogli sommersi, una piccola pausa, qualche saltello e sento una bella mangiata, più decisa delle precedenti…in ferrata la canna si piega e sento il peso di un esemplare più importante…il combattimento dura alcuni secondi, in questi ambienti non bisogna lasciare neanche un centimetro di filo al pesce o si rischia di perderlo e così, con un po’ fortuna, riesco a stanare uno Scorfano (Scorphaena scrofa) decisamente più bello dei precedenti!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Ha una colorazione diversa ma è comunque bellissimo e dopo un paio di veloci foto sono contento di rilasciarlo alle sue acque!!!

Reins scorfano

Ormai il tempo a disposizione stava finendo e sarei già contento di come stava andando e mi avvio di nuovo verso la città vecchia, gli ultimi tre lanci prima di andare e “sbam”!!!! Una gran botta ed a farmi visita questo volta è una bella Cerniotta bruna (Ephinepelus guaza)…anche lei inedita tra le mie catture!!!

Reins Hog Tiny cernia

Le poche ore a mia disposizione mi fan lasciare lo spot con tanta voglia di continuare e tanta voglia di scoprire cosa nascondono queste bellissime acque, ma il Light Rock Fishing è anche questo, un modo semplice, veloce e divertente di vivere la nostra passione in qualsiasi posto abitato da predatori di scogliera e non!! Un ultimo selfie per far invidia a qualche amico Romagnolo e si torna a casa, sperando di tornare presto in questo “paradiso”

Black Flagg Syndicate

Giacomo Pozzi
Black Flagg Syndicate

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Il post apertura

Reduci da poco dalla fatidica apertura della trota, che più che una vera uscita di pesca spesso si trasforma in rito propiziatorio, molti di noi, amanti dei piccoli torrenti e dei rii, avranno già fatto i conti con la scarsa attività dei nostri amici salmonidi in questo periodo. Per quanto nei grossi torrenti di fondo valle e fiumi, il periodo post-frega possa regalare delle soddisfazioni, in ambienti più ristretti e con un portata d’acqua nettamente inferiore la situazione risulta differente. Come affrontare questo periodo, tecnicamente parlando? Quali le attrezzature? Proverò a rispondere in maniera veloce e chiara affidandomi a quel po’ di esperienza che ho potuto fare negli ultimi anni in questa tipologia di ambienti.

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TECNICA ED ATTREZZATURA
Come noi tutti ben sappiamo lo spinning alla trota è una tecnica decisamente dinamica, spesso molto veloce, con rapidi spostamenti e lanci precisi caratterizzati da recuperi altrettanto ”allegri”. Come molti di noi avranno sperimentato, soprattutto nei piccoli corsi d’acqua, difficilmente avremo delle catture dopo i primi due\tre lanci (se ben piazzati ovviamente); in questa stagione però la situazione ambientale e l’attività dei pinnuti ci porteranno a modificare in nostro abituale approccio di pesca. L’attrezzatura in compenso non dovrà subire particolari cambiamenti. Una regola sicuramente valida in questo periodo è di non soffermarsi ai primi lanci ma sondare al meglio ogni nicchia, ogni pozza e ogni possibile nascondiglio del corso d’acqua. Per far ciò bisogna poter contare su attrezzi sensibili ma che allo stesso tempo ci possano garantire un’ottima reattività in ferrata; da poco ho trovato nella mia St.Croix Trout Series TSS64LF2 lunga 6’4″ con grammatura di lancio fino a 1/4 oz (circa 7 grammi), la compagna ideale per questa tipologia di pesca. I tiri dovranno essere precisi e questa canna, grazie alla particolare disposizione degli anelli, permette di direzionare al meglio la nostra esca; inoltre per quanto il grezzo sia sottile e leggero possiede una buona riserva di potenza che potrà sempre tornarci utile nel caso di pesci importanti.

b4Altro accorgimento che potrà fare la differenza sarà la tipologia di recupero. Di norma, in periodi di attività, il recupero veloce a favore di corrente sarà la soluzione più classica sia che si tratti di correntini, di buche o lame profonde; i pesci però in questa stagione tenderanno a stazionare sul fondo, spesso al riparo di strutture quali possono essere massi, piccole massicciate, vecchi muretti scavati dalla corrente, ecc… Con pesci nascosti e apatici spetterà dunque a noi far arrivare l’esca il più vicino possibile a loro e soprattutto cercare di farla stazionare di più nei pressi di presunti nascondigli per poter dare il tempo alla trota di venirsela a prendere senza troppo sforzo, sia che sia mossa da fame piuttosto che da semplice territorialità. Detto ciò, affrontiamo la scelta delle esche: personalmente uso molto i cucchiaini, nello specifico i Black Flagg BackDrop Spin nei numeri dell’ #1 e del #2. Disponendo di un’ampia gamma di colori dovremo valutare noi in base alla nostra esperienza quale sarà quello vincente per un determinato spot. La particolare forma della paletta a goccia e il peso di questi artificiali li rendono particolarmente adatti al tipo di pesca sopra citato, permettendoci di stare in pesca vicino al fondo e passare il più vicino possibile alle nostre prede.

b1Anche piccoli crank come i Damiki MU 45, nella versione Slow sinking o Suspending, risulteranno vincenti soprattutto recuperati con piccoli scatti e pause abbondanti. Per quanto riguarda la lenza la nostra scelta potrà ricadere sostanzialmente su due tipologie: fluorocarbon o trecciato. Con pesci che di norma non richiedo particolari sforzi per essere salpati, viste le dimensioni ridotte degli spot, preferire l’una piuttosto che l’altra tipologia di lenza madre non creerà sostanziali cambiamenti nel risultato finale; personalmente mi sento di consigliarvi il T.O.W FNSS Fluorocarbon sia come spezzone finale sia come lenza madre. Viste le doti di invisibilità quasi totale e buona reattività in ferrata sarà la soluzione ideale per cercare di ingannare qualche trota diffidente e\o apatica.
Sicuramente questo periodo non sarà particolarmente ricco di movimento e soprattutto di catture, proprio per questo motivo però, credo che sia il momento che più possa mettere alla prova le nostre capacità tecniche, la nostra esperienza e la conoscenza di uno spot. Con queste premesse anche la più piccola trota sarà un enorme ricompensa e ci ripagherà di tutti gli sforzi fatti!

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Maurice Loic Mingozzi

T2 Tribe.

Light Vertical Game 2.0

Continuano gli esperimenti con la tecnica light in verticale con risultati sempre positivi, se vi siete persi la prima parte potete leggervi l’articolo cliccando il link qui a fianco LIGHT VERTICAL GAME

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La premessa è la stessa, il Light Vertical Game (L.V.G.) non mira a sostituire le tecniche destinate a pesci di mole importante, insidiabili dalla barca, quando sussistono le condizioni ideali; piuttosto è un’ approccio molto divertente ed utile quando si hanno condizioni di mare estremamente calmo con corrente assente e pesce decisamente apatico.

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Le profondità alle quali abbiamo applicato questo approccio variano dai -30m ai -60m su fondali misti fango-roccia. Sintetizzando al massimo, le soluzioni tecniche sono due che in ogni caso prevedono l’utilizzo del Damiki Mausrin (14gr o 21 gr) oppure del Damiki Big Mausrin (30-40-50 gr). La prima soluzione prevede l’utilizzo del corpo in piombo dell’artificiale privato degli skirt e dell’assist, che verranno sostituiti da una girella a cui legheremo un corto finale in fluorcarbon di ottima qualità ed un’ amo di misura idonea all’innesco di una piccola gomma da light da 2” o 3”; io mi sono trovato particolarmente bene con le soft bait della Reins e della Keitech che grazie alla loro mescola morbida e aromatizzata risultano irresistibili sia per i grufolatori che per i predatori. Aji Caro Swamp, Micro G-Tail Saturn 2″, Easy Shiner, Swing Impact sono solo alcuni dei modelli che hanno catturato in maniera costante, ma ciascuno saprà trovare la sua preferita tra la vasta gamma. Il movimento da imprimere una volta arrivati sul fondo è piuttosto lento e morbido in risalita per alcuni metri. I flash del corpo metallico del Damiki Mausrin attirano da lontano il pesce e la piccola gomma flottante fa il resto.

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La seconda soluzione prevede l’utilizzo del  Damiki Mausrin e del Damiki Big Mausrin così come è montato, con la sola accortezza di aggiungere una gommina calzandola direttamente sull’amo dell’assist per aggiungere volume e movimento alla presentazione. L’efficacia è simile alla precedente ma spesso si riesce a selezionare qualche predatore più aggressivo e di taglia più considerevole. Il recupero può essere anche un po’ vivace e ci si può staccare diversi metri dal fondo.

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L’attrezzatura riveste un tassello importante per applicare il L.V.G. in maniera corretta. Giocoforza dovremo ricorrere a libbraggi sottodimensionati, che fanno quasi spavento per un’ utilizzo da natante. Come treccia ho avuto la fortuna di utilizzare il T.O.W. R.E.A.L. PE4 9LB che grazie al suo diametro sottile taglia l’acqua in maniera spettacolare (cosa indispensabile per pescare in profondità con pesi esigui), ed in più ha dimostrato sul campo una resistenza alla trazione davvero notevole. Come terminale impiego l’ormai super-collaudato T.O.W. FNSS Fluorcarbon da 8lbDSC_7138 - Cook

La canna che andremo ad utilizzare deve avere grandi doti di sensibilità, soprattutto nella vetta, per muovere in maniera sinuosa ed adescante la nostra insidia; ma allo stesso tempo deve avere un fusto capace di contrastare le potenti fughe del pesce allamato. Io ho trovato la mia “partner” ideale nella St.Croix Legend Tournament Walleye, precisamente la LTWS70LF (che utilizzo con soddisfazione anche a light dalla costa) ed ha dimostrato prestazioni e doti di affidabilità ben al di sopra del suo target. Comunque anche nella serie St.Croix Eyecon vi sono alcuni modelli che si prestano egregiamente. Vi consiglio di provare il L.V.G. , e se all’inizio vi sembrerà un po’ difficile da applicare, dopo poco vi renderete conto che avrete una bella mossa da giocarvi in mare. E quando, dopo l’attacco di un bel pesce e 5 minuti di pura follia e divertimento durante il combattimento, porterete la vostra preda a tiro di guadino, vi renderete conto di aver realizzato una cattura speciale, che accompagnerà per sempre i vostri ricordi di pesca.

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Francesco Li Bianchi

Harimitsu Sumizoku “Aori-Ika Killer”

Finalmente è arrivato il freddo!!! Molte persone si chiederanno “perché finalmente?!?” Ebbene si, perché per chi pratica l’Eging è un gran momento, un momento atteso tutto l’anno.

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Una bella Seppia invernale

Si incomincia a respirare un’aria più’ pulita e l’acqua di conseguenza comincia a raffreddarsi. Il termoclino si abbassa, l’attività’ diminuisce, niente più’ movimenti a galla ne attività’ frenetica di pesce foraggio. Insomma c’è aria di cambiamento anche nel mondo acquatico! Molte specie ittiche diventano fortemente apatiche sia agli stimoli dei nostri “Plasichetti”, sia nelle loro abitudini. Tutto cio’ dovuto all’abbassamento delle temperature sia esterne che di conseguenza interne. C’è pero’una specie che fa eccezione e che proprio in questo periodo risale le profondità tenute durante tutto il periodo estivo giungendo nel sotto costa, dove essendosi raffreddata l’acqua, trova il giusto habitat per procacciare e stazionare fino in primavera. Sovrano incontrastato delle tenebre e non solo, stupefacente predatore forse uno dei miei preferiti proprio per la fisionomia che ricorda un po’ una creatura extraterrestre e per la totale diversificazione da un qualsiasi altro pinnuto che nuoti libero in un qualsiasi altro Mare o Oceano del Mondo. Una creatura estremamente singolare ed unica nel suo genere: il Calamaro (Loligo vulgaris)!!!

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Primo piano di un grosso Calamaro “abbracciato” ad un Egi Sumizoku

 

Rientrando a far parte della famiglia dei Cefalopodi insieme alla Seppia (Sephia officinalis) ed il Polpo (Octopus vulgaris), benché sia presente saltuariamente un po’ tutto l’anno nel sottocosta, in alcuni periodi che vanno dall’autunno inoltrato fino a poco prima dell’inizio della primavera, c’è un’incremento di questo predatore, e in particolar modo di esemplari di taglia notevole che potranno essere insidiati con la tecnica dell’Eging.

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Detto questo volevo introdurre, anche se già utilizzatissime da moltissimi pescasportivi, un’esca di un noto brand giapponese, importato in Italia da T2Distribution SRL. sto parlando degli egi  Sumizoku della Harimitsu. Un brand specializzato nella creazione di attrezzature rivolte all’Eging pesca nata e diffusissima in Giappone da tempo immemore, e successivamente introdotta in Europa e in Italia. Di recente mi sono imbattuto ad utilizzare questo Egi di assoluta qualità. Parlo di assoluta qualità perché è realmente tangibile sin dalla prima volta che si tocca con mano quest’esca, curatissima in modo maniacale nei dettagli, viene presentata in una quantità’ di colorazioni veramente imbarazzante e in 4 differenti modelli:

#2.0 per un peso pari a 6.5gr x 6.3cm

#2.5 per un peso pari a 10gr x 7.8cm

#3.0 per un peso pari a 15gr x 9.5cm

#3.5  per un peso pari a 21gr x 11,5cm

 

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Una bella selezione di Egi Sumizoku pronti per entrare in pesca

Già nell’immagine qui sopra, e da quanto detto precedentemente, le colorazioni e i modelli sono veramente molteplici. Quindi avremmo una vastissima scelta da utilizzare nelle situazioni più disparate di luce, trasparenza dell’acqua, presenza di corrente sostenuta o meno e soprattutto dalle batimetriche che andremmo a battere per insidiare i nostri amici con i tentacoli.

Andiamo ora a descrivere quest’esca entrando nello specifico e tastando i punti fondamentali.

Come si può’ vedere nella prima immagine che rappresenta la parte superiore dell’Egi, il corpo dell’esca (partendo dalla scritta Sumizoku) è curato fin nei minimi dettagli. Le piume sono di primissima qualità, e vi assicuro che basta calarla in acqua per notarne subito la mobilita’ che hanno durante il movimento. Inoltre non si rovinano come in molte altre esche data l’attaccatura al corpo che è veramente solida e ben fatta. La livrea è estremamente realistica e resistente al poderoso becco dei Cefalopodi, un punto di forza se vogliamo un’esca duratura nel tempo.

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Particolare delle finiture di un Egi Sumizoku

 

Passando alla seconda immagine si può’ notare quanto il solido il doppio cestello montato. Personalmente l’ho voluto mettere a paragone con un’altro Egi di fascia media e credo che le immagini parlino da sole. Utilizzandolo ed effettuando diverse catture (e anche incagliandolo molte volte), posso dire che è veramente solido, affilato e difficilmente spuntabile. Caratteristica fondamentale per penetrare le carni di questo predatore che, essendo morbide e delicate, con un cestello ben affilato non ci farà rischiare di slamarlo. Inoltre ogni singolo cestello presenta un Gap (ovvero l’apertura totale dell’amo) che non essendo troppo ampia,farà si che una volta ferrato il Cefalopode, sarà difficile perderlo. Personalmente mi è capitato, quando non disponevo o non avevo a portata di mano un guadino, di sollevare di peso Seppie e Calamari senza problemi.

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Il cestello di una Sumizoku messo a confronto con quello di un Egi di altra marca

 

 Passiamo ora alla parte pratica e alle catture. Solitamente preferisco insidiare questi predatori o all’interno dei porti o su scogliere naturali con fondali misti che possono variare da roccia, sabbia o posedonia ma sempre su batimetriche non troppo importanti (di solito dai 3-4 mt ad un massimo di 15-20 mt). Questo per consentire all’Egi di lavorare egregiamente in quasi tutte le situazioni che ci vengono poste dai fattori ambientali (corrente, luna, acqua etc).

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Un bel Calamaro catturato su scogliera naturale in 15mt di fondo con Sumizoku del 2.5 color Abalon Custom

Una cosa che ritengo molto importante da dire è che questa è una pesca estremamente relativa, nel senso che anche se magari peschiamo su molto fondo e la situazione richiede un’Egi del 3.0-3.5, la cosa più importante da fare è capire in quel momento a quale altezza i cefalopodi stanno cacciando. Personalmente mi è capitato più volte di pescare su alti fondali con corrente sostenuta ma di trovare i Calamari ammucchiati in zone estremamente superficiali della colonna d’acqua. Io utilizzavo una Sumizoku Egi Deep o comunque in grammature pesanti, e non avvertivo abboccate. Invece cambiando Egi con una 2.0-2.5, lasciata molto libera a fluttuare in corrente con un’affondamento lento invece di colpo si sono manifestate le catture. Quindi durante la sessione si deve cercare di variare il più possibile sia nelle grammature, sia nei colori.

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Piccolo esemplare di calamaro catturato al tramonto con Sumizoku 3.0 colore Abalon Custom su un fondale roccioso.

Differentemente dal Calamaro, la Seppia se ne differenza poichè è  insidiabile durante tutto l’arco della giornata, con un’incremento dell’attività nelle prime ore notturne. Il Calamaro invece sarà più attivo al crepuscolo (che reputo il momento topico per catturarlo) e durante la notte. Il Calamaro è un Cefalopode di branco, ed è raro avere momenti di attività continua e costante. Giungono a flotte, predano e poi spariscono, rendendo così la pesca intervallata da momenti di attività frenetica a momenti di totale assenza. Non sono mancate occasioni in cui ho effettuato catture di esemplari estremamente grossi di calamari durante ore diurne, è raro ma non impossibile. Di solito queste catture sono avvenute nei mesi più freddi dell’anno come Gennaio e Febbraio, in condizioni di acqua totalmente ferma e cristallina.

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Seppia in area portuale su Sumizoku del 3.0

Vi saluto con questa foto “Only for adult and perverse anglers”

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Andrea Desiderio a.k.a. SpinPassionCapri

T2 Tribe

St.Croix Avid X: rompere con la tradizione

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La nuova serie di canne AVID X di ST. CROIX, comprendente sia modelli da spinning che da casting, rappresenta una versione “radical” della classica serie AVID.

Costruita sempre in carbonio alto modulo SCIII con IPC Technology (Integrated Poly Curve tooling technology) per una sensibilità ed una leggerezza estrema.

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Si presenta con una impugnatura split in sughero di primissima qualità, un porta mulinello Fuji con finitura canna di fucile ed un esclusivo hook-keeper che ben si adatta a diverse tipologie di esche e che esclude ogni possibilità di aggancio accidentale del filo.

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La nuove AVID X sono montate con micro anelli KIGAN Z pensati per ridurre il peso dell’attrezzo pur mantenendo elevata capacità di scorrimento del filo grazie alla pietra in zirconio. Gli anelli sono legati con filo in nylon e due strati di flex coat a lenta essiccazione.

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La nuova serie include ben 18 modelli sia mono pezzo che in due pezzi,  nelle versioni Spinning e Casting.

STC Dealer KitProgettata e costruita nei nostri stabilimenti di Park Falls, Winsconsin (USA), e protetta da ben 15 anni di garanzia trasferibile e sostenuta dal ST. CROIX SUPER STAR SERVICE.

Avid X Logo

Disponibile presso tutti i rivenditori St.Croix d’Italia.

St-Croix Legend Elite 3/16-5/8 la canna filosofale

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La mia smodata voglia di perfezione troppo spesso mi porta a riflettere su cosa possa essere effettivamente valido ed allo stesso tempo possa soddisfare le mie esigenze in pesca,per questo motivo incomincio ad effettuare una serie di ricerche pressoché  infinite per trovare quell’oggetto che puo’ soddisfare ogni mia aspettativa,ed ecco qui che si incominciano a valutare nuove attrezzature,magari non progettate all’utilizzo che ne vorremmo fare noi,ma che in molti casi si possono rilevare adeguate se non che a mio parere superiori a molti altri prodotti creati per quell’utilizzo specifico.

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Foto “St-Croix Legend Elite”,prese direttamente dal sito ufficiale

Era da tempo che pensavo di prendere una cannetta che avrei utilizzato con artificiali dai 7-8gr fino ai 15-17gr, l’idea era una canna da Spigola con la quale avrei potuto pescare anche con gomme spiombate, ma che allo stesso tempo potesse andare bene per piccoli metal jig e micro lures. Iniziata la ricerca mi accorgo che pero’ tutte quelle che avevo visto e che appunto venivano proposte per l’uso “Salso” o erano troppo fast,o erano troppo lunghe, o erano troppo corte oppure monopezzo!!! Insomma, trovare una due pezzi non extra fast con un’azione decente, diciamo moderata, era diventato un problema,poi con l’aiuto del mio amico Luigi Di Ruocco, che come me si era interessato allo stesso tipo di attrezzatura, incominciamo a valutare non più’ l’attrezzatura da Salt Water bensì’ quella da Fresh Water. E qui mi si è aperto un mondo!!! Sbirciando sul catalogo St.Croix ho adocchiato diversi modelli,in particolare la Legend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr). Leggendo le caratteristiche sia di costruzione che quelle effettive della canna mi ha convinto. Sono rimasto così entusiasta di questa canna che alla fine ho deciso di farmi montare il grezzo, dettaglio irrilevante ma l’ho voluto specificare, per far capire a chi vedrà’ successivamente le foto che il fusto è lo stesso ma solo  rivisitato esteticamente e nella componentistica. Infatti le modifiche che gli sono state apportate, a parte i materiali (Eva nero Matagi anzichè il sughero e anelli Fuji serie K), è  stato un prolungamento del manico di qualche centimetro, che a mio avviso è molto comodo. Ma ora vediamo nel dettaglio la canna in questione.

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Vorrei introdurre la descrizione di questa canna con una critica personale su come la penso io per quanto riguarda il giusto utilizzo delle attrezzature nelle nostre acque e perché, anche se in parte l’ho accennato prima, alla fine sono giunto a preferire una canna da “Fresh water ad una da Salt water.

Fondamentalmente, questa canna nasce per il Fresh Water ed in particolare in Italia viene impiegata per la pesca alla trota e altri predatori che popolano i nostri bacini d’acqua dolce. Quindi i criteri di costruzione e la scelta dei fusti da adoperare sono completamente diversi rispetto a quelli che verrebbero adoperati per la costruzione di canne da Salt water anche perchè sempre più’ spesso noto che molte canne proposte per l’impiego in mare, sono dei veri e propri (passatemi il termine) “pali”, con azioni extra extra fast e schiene capaci di fronteggiare pesci inverosimili. Mi sento di dire questo, perché ho paragonato canne nate espressamente per il Salt water della stessa grammatura,lunghezza e con la stessa azione dichiarata che in questo caso per la St-Croix Legend Elite è Fast ma con caratteristiche completamente diverse. Certo non tutte le canne sono uguali, fortunatamente, e le varianti che le rendono diverse sono pressoché infinite come è giusto che sia. Ma che almeno su due canne che sono dichiarate uguali, con lo stesso numero di anelli, stesso modulo di carbonio etc etc …. ci fosse un qualche punto d’incontro!!!! Nulla, nulla di nulla, canne completamente diverse sotto tutti gli aspetti, anche sul Casting weight dichiarato. Molte infatti lanciano di più’, molte lanciano di meno rispetto a quello che viene dichiarato. Ecco perché in questo difficile mondo fatto di fili, mulinelli e canne è così’ difficile trovare cio’ che fa a caso nostro, ed ecco che si spiega il titolo di questa recensioe, perché finalmente dopo tante ricerche e canne provate sono riuscito a trovare cio’ che cercavo e spero che  questa recensione, possa aiutare anche voi lettori ed appassionati come me, a trovare quello che vi serve.

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Azione della Saint Croix in piega con un pesce discreto.

La  St.CroixLegend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr) è una canna fantastica!!! Questo è l’unico aggettivo che gli posso attribuire, un vero e proprio fioretto, con un peso di soli 104gr racchiusi in un fusto con uno spessore veramente esiguo e una riserva di potenza notevole, che si dirama un po’ su tutto il fusto facendo si che la canna non si divida in due, come molte canne potentissime sotto e cedevoli in punta, ma che tutta la canna in fase di combattimento lavori a dovere, con una curva molto progressiva e parabolica quando è completamente sotto sforzo. La cosa spettacolare in fase di combattimento è che si riesce ad avere una padronanza dell’attrezzatura assoluta,arrivando addirittura a sentire la piega della canna sulla mano con cui la si impugna, una sensazione incredibile!!! Questo ci fa capire quanto effettivamente lavori tutto il grezzo e la reattivita’che possiede, tutto cio’ è reso possibile grazie alla tecnologia NSi introdotta nel 2011 da St.Croix , in particolare è una resina realizzata da Nano sfere di silicio, che compongono una miscela omogenea e non abrasiva, utilizzata per riempire gli spazi tra le fibre di carbonio del quale è costruito il grezzo delle canne, permettendo quindi di ottenere un grezzo ancora più robusto, sensibile e potente. St.Croix inoltre afferma, dopo severe verifiche e durante i test di laboratorio, un’ incremento del 30% di resistenza generale del fusto. Questo materiale innovativo è stato utilizzato in particolare per la realizzazione di alcune serie di canne di cui fa parte anche la Legend Elite Series nello specifico su questo modello è stato apportato nella parte inferiore del fusto, per renderlo più’ potente. Inoltre la sua azione Fast (che personalmente reputo Moderat Fast), ci permetterà lanciare a lunghe distanze gestendo però tutti i tipi di esche presenti in commercio, dai jerk, popper, wtd, lipless, casting jig etc etc, senza sforzi. Mi sento di consigliarla in particolar modo a chi fosse interessato a lanciare in modo ottimale esche che vanno dai 12 ai 16g poichè è qui che da veramente il massimo con i lanci. Inoltre l’ho anche provata con soft baits sia pescando spiombato, sia con diverse montature e vi assicuro che è impressionante la sensibilità’ e il movimento che si riesce ad imprimere ad un’esca con una canna del genere.

Nonostante sia una canna che ho improntato sin da subito alla ricerca di sua maestà la Spigola, per testarla fino infondo l’ho portata con me in diverse situazioni come ad esempio in Off-shore alla ricerca di pelagici, che almeno per quanto riguarda le mie parti, durante il periodo estivo accostano dando vita a spettacolari mangianze. E proprio osservando la minutaglia di cui si nutrivano ho deciso di portare con me la  St.CroixLegend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr). Questi predatori mangiano quasi esclusivamente pescetti che vanno dai 4 ai 6cm, diventando così’ molto selettivi nell’attaccare le nostre esche. Mi sono ritrovato più’ volte con i pesci sotto la barca in attività’ ma che proprio non ne volevano sapere di mangiare le mie insidie. Ora avendo una canna del genere tra le mani, capace di gestire con facilita’ esche dalle dimensioni contenute e fronteggiare pesci di una certa mole, tutto diventa più’ facile ed i risultati non sono tardati ad arrivare.

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Un Alletterato di discreta taglia caduto su un Damiki Balhae da 14gr

Ho anche avuto modo  di testarla energicamente in In-shore durante un viaggio al tropico. Si è confrontata con molte Cerniotte che andavano dal mezzo kg fino ai 2 kg, svariate Aguglie over metro e altri pesci colorati ed arrabbiati pronti a fulminare lo shock leader negli anfratti corallini.

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“Variola lotti”più’ comunemente chiamata “Cernia dalla coda a mezza luna”

Cosa dire, un’attrezzo validissimo che da oggi in poi  porterò’ sempre con me e che sicuramente sottoporrò’ a piacevoli ma intensi combattimenti. Il “Set-up” che vi consiglio è:

Mulinello: un qualsiasi mulo che pesi 240gr in modo da bilanciare perfettamente la canna e che porti 200mt di PE1 in bobina.

Trecciato: io ho due bobine che uso in diverse situazioni, una meno capiente  caricata con YGK All Category Pe 0.8 e un’altra più capiente con il Tow R.E.A.L Pe 4-Braid 13lb.

Terminale: utilizzo uno shock che non sia superiore allo 0.285mm,mi sono trovato bene nelle più’ svariate situazioni di pesca.

E per finire vi lascio con questa stravagante doppietta di “Lizard Fish”

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Andrea Desiderio

T2 Tribe.

AUTUMN IN MILAN

Ogni pescatore durante la sua stagione di pesca deve fare i conti con la sua giornata “no”, la giornata in cui non vorresti mai incappare!!! Già, ormai con l’età le uscite di pesca, per cause di forza maggiore, iniziano a diminuire, e non è piacevole trovarsi a fare i conti con una giornataccia di pesca magari nell’unico giorno libero a disposizione. E allora che si fa? Niente, preghi che Dio te la mandi buona e ti dirigi verso il tuo specchio d’acqua preferito. E se le cose invece andassero diversamente?…… ad ogni pescatore, durante la propria stagione di pesca capita, fortunatamente, che debba fare i conti anche con una giornata “magica”, la giornata delle giornate quella in cui qualsiasi cosa fai sembra tutto azzeccato ed in più il pesce collabora alla grande!!! A meno che non si sia proprietari di un lago privato pieno di Black bass (e non e’ il mio caso), queste magiche giornate possono capitare solo in due fasi dell’anno (certo ci sono anche delle eccezioni!) e cioè in primavera e AUTUNNO!!! Mi e’ capitato giorni fa di avere un giorno di riposo proprio nel periodo dell’arrivo di un cambiamento climatico, le temperature si erano abbassate ma non di molto, giusto quello che bastava per far scattare ai pesci quell’istinto di cibarsi prima dell’arrivo del vero freddo. La situazione era la seguente, 15 gradi esterni, 18 gradi circa in acqua, vento forte e acqua molto velata…una situazione micidiale!! Entrato in acqua con il bellyboat mi dirigo subito verso una zona di alberoni e prima di avvicinarmi inizio a fare un pò di lanci da lontano a Crank passando di fianco alle punte degli stessi… be insomma delirio!!! Subito hanno iniziato a mangiarmi dei Persici reali di bella taglia assieme a qualche Black bass purtroppo non di  taglia interessante, ma lo stesso divertenti. I crank che ho usato sono i DUO Realis M-Line 65 8A color American shad.                        63938_10205652010726307_1391629442773725468_nDUO Realis M-Line 65 11A color Mirror gill (con quest’ultimo colore ho avuto più mangiate di Persici reali NDR).

551443_10205652014406399_4482052299180947887_n10419565_10205652012046340_6185752448207851394_n

Finite le mangiate all’esterno della struttura mi avvicino un pò e provo a sondare tra i rami più interni… grave sbaglio!!! Avevo sottovalutato la potenzialità di una struttura del genere in questo momento di frenesia!!! Risultato? Al primo lancio attacco qualcosa di mostruoso a Crank che si va subito ad incastrare tra alcuni rami negli abissi, cerco di non dargli filo ma e’ difficile con una canna in fibra di vetro (St.Croix Mojo Bass Glass MBGC74MM) dedicata ai Crank e TOW Hard Knocks Fluorocoated 13,5 lbs, il pesce non si slama ma rimane incastrato e ogni volta che provo a mollare filo lui se lo prende e scende sempre di più nel fondale, fino a bloccarsi da qualche parte. La decisione e’ stata frustrante ma era l’unica…rompere. Mi rimane solo la speranza che fosse stato un Siluro e non un Black bass, non tanto per la perdita del pesce e dell’artificiale ma soprattutto che altro per la sua salute. E’ triste sapere di aver lasciato unC rank in bocca ad un Black bass si ottima taglia. Preso un po dallo sconforto lascio la struttura per pescare in una zona un po’ più pulita di ma con un discreto gradino davanti alla sponda, ed inizio a fare qualche lancio a spinnerbait. Per la precisione un Damiki M.T.S 1/2 oz

dam orig.

Micidiale in giornate come queste grazie alle sue pale grosse e poco concave. La speranza è quella di richiamare qualche Black bass, ed il risultato si e’ visto quasi subito. In pochi metri di sponda mi sono venuti a trovare 4 Black bass di taglia più interessante. Molto catturante è stata la colorazione Black red che in acque velate e con presenza di gambero risulta molto gradita al Black bass.

                    spinner

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Finita la sponda ne inizio un’altra con un po di cover in acqua. D’ istinto prendo in mano la mi St.Croix Legend Tournament Big jig TBC73XHF con un piombo da 1\2 oz ed un Damiki Mr. Jumbo 4,5″ color Black. Un grande classico per le cover più fitte. Mi avvicino a due alberelli appoggiati in acqua e con fare silenzioso inizio a pitchare l’esca all’interno del primo. Le prime calate non portano a nulla quindi mi sposto, sempre in modo silenzioso, e do l’attacco al secondo… e qui succede qualcosa di spettacolare!!! alla prima calata il Damiki Mr. Jumbo 4,5″ si ferma in modo strano a mezz’acqua per poi scendere di prepotenza portandomi via la canna!!! Una sola cosa da fare in queste situazioni, stringere i denti e ferrare a quattro mani!!! Subito sento che dall’altra parte della lenza c’è attaccato qualcosa di grosso…non viene, si dimena tra i rami dell’albero. Lo faccio stancare un pò senza dargli filo (per fortuna che avevo montata la nuova treccia TOW All In Braid 65 lbs) e poi come per magia compare il suo testone nero, apre la bocca e iniziano le danze vere!! Fa una partenza verso il fondo che quasi subito viene stroncata dalla potenza della Big Jig e delle 65 lbs del TOW All In Braid in bobina!!! Lo trascino tra le mie gambe e una vota appoggiato stringo la mandibola….è mio!!!!! È un mostro!!!! Mi faccio fare una foto da un pescatore sulla riva e subito lo peso…la bilancia si ferma a 2,37kg.

2.37kg

Già anni fa mi era capitato di fare pesci over 2 kg in cover con il Damiki Mr. Jumbo 4,5″. E’ una delle poche esche siliconiche che penetrano veramente bene in cover e, a differenza di grub classico, questo ha una mescola che la rende morbida e resistente allo stesso tempo.

Damiki Mr.Jumbo

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Il resto del lago che mi rimane decido di farlo a Jig tra le varie cover e strutture che entrano in acqua. La scelta cade su due jig, il primo e’ il Black Flagg RK Jigg da 3\16 oz con il nuovo colore Tomato spritz, che a mio avviso in acque con presenza di gambero rende molto bene, e come trailer un Reins Ring craw 3″ color Tomato craw. Il secondo è il classico intramontabile Keitech Rubber Jig Model I con skirt color Black red e come trailer un Black Flagg Sky craww H.P. 3,55″ sempre colore Black red.

jig

La canna usata per il jig è sempre una St.Croix Legend Tournament Bass Casting  ma questa volta una TBC68MHF Jig & worm , canna molto reattiva MH fast lunga 6’ 8”. Abbino a questa canna il fluoro di TOW, il Bass Cast FC da 16,5 lbs.

                jig 2

Le catture sono arrivate a profusione e non le ho naturalmente fotografate tutte e non starò a raccontarvele tutte! Dell’ Rk Jigg mi ha sorpreso sicuramente la robustezza dell’amo e la sua versatilità in generale, ottimo in cover , su fondali rocciosi e molto adatto allo skipping, per non parlare della miriade di skirt a nostra scelta dai colori più classici a delle vere chicche come ad esempio il Tomato Spritz o il BBD Craw

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La cattura che però mi ha divertito di più è stata effettuata davanti ad un tronco, che dalla riva si appoggiava in acqua, C’era uno spazio tra il tronco e l’acqua, gli ho skippato dentro l’RK Jigg e appena arrivato sul fondo, il pesce con il jig in bocca è schizzato fuori dal tronco ad una velocità mai vista!!!…Che goduria!!!

Black Flagg RK Jigg

Finito il giro del lago sicuramente ne sarebbe stata valsa la pena ripeterlo, ma avevo le gambe a pezzi per le continue pinnate contro vento e la mia decisione è stata quella di andare a mangiare una pizza e brindare con un’ottima birra (sono dure decisioni).

Vi lascio mostrandovi un’altra bella cattura fatta sempre con RK Jigg in autunno , questa volta un 5\16oz e come trailer un Damiki Twin tail Jumbo 4″

2.2

Gabriele Gervasoni

Black Flagg Brigade.