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Time to Eging Game

Come molti sapranno, l’Eging altro non è che la nuova tipologia di pesca ai Cefalopodi che ci è stata “confezionata e spedita” oramai da qualche anno in Italia dai nostri amici del Sol Levante. Si può praticare praticamente tutto l’anno ma i periodi più proficui sono i mesi freddi che vanno da metà settembre a febbraio, ma che oramai a causa dei cambiamenti climatici spesso si prolunga fino a marzo/aprile senza problemi.

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Ma vediamo nello specifico cos’è e come si compone l’Eging.

Le prede:
le prede insidiabili sono prettamente Calamari (Loligo vulgaris), Seppie (Sepia officinalis), ma può capitare anche qualche Polpo (Octopus vulgaris) e più raramente qualche Totano (Todarodes sagittatus).

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Dove e quando:
gli spot migliori per praticare questa tipologia di pesca sono soprattutto spiagge e scogliere. Per la Seppia (Sepia officinalis) è preferibile il fondale sabbioso. Per il Calamaro (Loligo vulgaris) invece spot con batimetriche importanti faranno al caso nostro in quanto questo Cefalopode a differenza di Seppie e Polpi non stazione sul fondale, ma si può trovare in diverse fasce d’acqua. Un accorgimento, soprattutto per quanto riguarda il Calamaro è di prediligere zone illuminate artificialmente nella fascia d’orario notturna in quanto sotto fonti luminose spesso e volentieri si raccolgono i Sugarelli (Trachurus trachurus) che sono le prede predilette dei nostri amici tentacolati.

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Come insidiarli:
le nostre armi in dotazione saranno gli Egi, simulacri di “gamberoni” dai svariati colori e dalle diverse caratteristi sia di fluorescenza che di affondamento. Io personalmente predilgo i Sumizoku della Harimitsu

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ma quest’anno grazie a T2 Distribution ho potuto provare con successo anche i Reins Ikazuti.

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Esistono diverse taglie per gli Egi, dai i 2.0 sino ai 4.0 ma di norma le dimensioni più utilizzate oscillano fra il 2.5 e i 3.5 sempre in relazione al periodo in cui peschiamo. A Settembre sarà preferibile fermarsi sulla taglia 2.5 in quanto i Cefalopodi presenti in questo mese saranno di dimensioni contenute, mentre nei mesi seguenti saliremo adattandoci alla crescita delle prede.

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Se ricerchiamo le Seppie o i Polpi dovremo far lavorare il nostro Egi a fondo facendolo strisciare con un recupero lento;

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mentre per quanto riguarda il Calamaro prima di tutto dobbiamo individuare in quale fascia d’acqua staziona. Io utilizzo un trucco che per me è fondamentale anche nello Shore jigging; dal momento che l’Egi tocca l’acqua inizio a contare e mi fermo a diversi partendo da dieci così che da fermare l’esca a diverse profondità e poter sondare dalla superficie al fondale. Un recupero medio e qualche jerkata morbida ma reattiva a canna alta faranno al caso nostro per adescare il Calamaro.

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*Attenti alla frizione! Cercate di mantenere una frizione ben tarata perché sulla ferrata e sulle partenze il Cefalopode potrebbe stapparsi!!! Ricordate che il cestello dell’Egi possiede aghi senza ardiglione e i Cefalopodi hanno carni molli che si strappano facilmente.

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Ultimi e fondamentali accorgimenti sono la canna, il terminale,la treccia e il moschettone da utilizzare.

Personalmente uso una St.Croix Eyecon ECS76MLXF, con un range di lancio fino a 3/8oz.

La trovo una canna eccezionale poichè la sua azione progressiva fa in modo non si strappino i Cefalopodi agganciati, durante il recupero, mentre l’ottima sensibilità è fa si che si percepisca perfettamente l’esca, il fondale, e gli attacchi.  Il fusto a parer mio ha una discreta potenza con cui riesco a spingere nel lancio permettendo di raggiungere distanze notevoli.

Sul mulinello monto il  TOW R.E.A.L. PE 4 capi da 9 lbs o un YGK G-Soul x3 da 8 lbs (il diametro della treccia lo scelgo in base alla distanza e all’affondamento degli Egi che andrò ad utilizzare). Collego alla treccia, tramite il nodo Tony Peña il TOW FNSS Fluorocarbon da 6 o 7 lbs (in relazione al diametro della treccia che sto usando) e collego la mia esca con un moschettone Damiki Double Lock Snap #00, tutto ciò chiuderà il quadro che ci garantirà un ottima pescata ad Eging game!

IMG_7017Un saluto dalla Calabria il vostro

Angelo Scopelliti a.k.a. Ngiulo Sparrow Pequeno

T2 Tribe.

 

Sorprese spagnole

Voglio condividere con voi la splendida esperienza che fatto ad inizio ottobre.
Verso la fine del “boom” lavorativo io e la mia fidanzata decidiamo di farci una vacanzina, questa volta l’attenzione cade sul sud della Spagna.
Non era partito come un viaggio di pesca ma, per colpa di Michele Illiceto, due lanci sono riuscito ad infilarceli dentro.
La sua colpa è stata quella di elogiarmi le caratteristiche della St.Croix Triumph Traverl TRS66MF4 in quattro pezzi. Canna davvero versatile, con un vettino molto sensibile e una discreta riserva di potenza!
Fatalità nel bagaglio da stiva ci sta perfettamente!!!
Arriviamo a Malaga e già nelle fasi di atterraggio intravedo scogliere e spiagge che mi mettono dentro una frenesia da Light Rock Fishing che metà basta.
Frenesia dovuta neanche tanto dalla possibilità di pescare, ma dalle specie nuove che avrei potuto aggiungere al mio diario di pesca!!!
Ovviamente la pesca viene dopo delle attività turistiche programmate, quindi, giro della città, chiese , mostre…..birre, che qui chiamano “canas” (pronunciato CAGNA e vi giuro che fino alla fine ho avuto il terrore di offendere le cameriere e sangrie).
Il momento arriva, un paio d’ore di relax in spiaggia!!! Scelgo il posto, la scogliera esce in mare per un centinaio di metri, l’acqua è cristallina e mi da la possibilità di studiare il fondale, opto per il lato dove non battono le onde, pescando con testine leggere è indubbiamente il più indicato!
Fierissimo estraggo la fodera della Triumph dallo zaino come se fosse l’Excalibur ed inizio ad allineare le 4 sezioni, bella davvero cavolo, leggerissima

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monto la bobina che avevo preparato con la nuova treccia TOW R.E.A.L. PE 4 capi  da 11 lbs alla quale lego con un classico palomar una piccola AJI RINGER JIG HEAD e innesco un MICRO TUBE da 1,5” sempre di REINS! Ho scelto la treccia, anche se per pescare tra gli scogli a mio parere non è l’ideale, perchè in caso di incaglio sapevo che sarei riuscito a salvare la testina, dovevo tenermi care quelle che avevo, qui in giro chi le trova se rimango senza!!!
Giuro, due lanci e questo piccolo Ghiozzo (Gobius paganellus), che chiamerò Ghiozzo Punk, succhia la mia esca come se non esistesse nulla di più buono!!!

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Cappotto salvo, si può continuare!
Invece di calare tra un buco e l’altro decido di lanciare fuori, anche con pesi leggeri la Triumph abbinata alla TOW R.E.A.L. PE 4 capi, mi fa fare lanci fotonici, rimango senza parole, il fondale sabbioso misto roccia mi consente di recuperare strisciando sul fondo senza problemi di incaglio, nonostante la Triumph sia composta da grafite di medio modulo SCII la sensibilità è sorprendente, sicuramente paragonabile a molte canne di fascia superiore di prezzo, e ad un certo punto sento una timida mangiatina…mi fermo…riparto piano e qualcosa non resiste al mio Reins Microtube, ferro e FISH!!!
Ma che è?? Non credo ai miei occhi una piccola Cernia alessandrina (Epinephelus costae), credo!!! Inizio ad urlare sugli scogli mentre la mia morosa fa finta di non conoscermi!!!!

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Rilascio e vista la dimensione della bocca di questi pesci aumento le dimensioni di testina ed esca!! Passo alla nuova Black Flagg LG Ballhead da 1/8 oz con un amo del #6, studiata per la pesca a Light Game e gli innesco un Damiki Air craw da 2″.
Un’altra Cernia si lascia ingannare, il Damiki Air craw 2″, sempre in colorazione Cherry red, ha davvero una marcia in più,

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e si passa alla buca successiva dove non sento una mangiata ma solo un appesantimento dell’esca. Pensando ad un granchio alzo la vetta per farlo sganciare ma qualcosa cerca di riconquistare la tana, due potenti ripartenze tra gli scogli che riesco a gestire grazie alla treccia ed ecco un’altra sorpresa…una Cernia bruna!!!!!

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Wow!!! Mi scoppia la testa dall’emozione, la livrea è bellissima con tutte quelle macchie gialle!!! Quest’esserino da grande potrebbe diventare un mostro!!! Mi sento tornato bambino ma qualcosa mi fa tornare alla realta…la voce della mia morosa che mi ricorda che è ora di partire per Granada….noooo non può essere vero…. Rimarrei qui tutta la vacanza, chissà quante altre sorprese mi avrebbe riservato questa scogliera….ho pescato in altri 3 posti durante i 900km che abbiamo fatto, il fiume Guadalquivir a Cordoba, il lago Guadalhorce tra Cordoba e Ronda e in oceano a Cadice ma ahimè non ho preso nulla!
Questo per dirvi che con una canna come la Triumph, ed una selezione di poche esche si possono davvero affrontare fresh&salt water senza problemi in tutto il mondo!

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Pescate, pescate e PESCATE!!!!
W

Fabian Ronconi

Black Flagg Brigade

Un approccio marino molto “R.E.A.L.”

TOW REAL PE

Una bobina di T.O.W. R.E.A.L. PE4 9 lbs nel suo ambiente naturale

R.E.A.L. sta per Rock Egi Aji Light Game.
Beh che dire l’acronimo dice tutto!!!
Si tratta di una treccia a 4 capi, multicolor, di diametri sottili ( 9,11,13 e 15 LB). Già al tatto risulta molto resistente, tondo e compatto! La circolarità del filo è la cosa che preferisco; spesso si trovano trecciati appiattiti che formano delle antiestetiche e scomode torsioni che provocano le spiacevoli parrucche. Quando si ha a che fare con diametri cosi sottili, gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo! Ecco perchè è indispensabile una qualità del prodotto che miri all’eccellenza. Quando lo imbobineremo, ci accorgeremo come segua perfettamente il profilo della bobina. La cosa che mi ha stupito del TOW R.E.A.L. PE 4capi è la sua resistenza alle trazioni; non ha mai ceduto alle sollecitazioni dei test, da me effettuati, sulle legature. Spesso nella realizzazione del “Tony Pena”si verifica, quando abbiamo a che fare con trecce di mediocre qualità, il non scorrimento delle spire sul fluoro carbon, tagliandolo alla prima trazione; peggio ancora, a legatura finita, quando andiamo per testarlo, il trecciato cede sopra il nodo… Immaginiamo se questo accadesse con un pesce inportante??
Il TOW R.E.A.L. PE 4capi Non ha mostrato nessuno di questi problemi..

TOW REAL PE tony pena

Una perfetta legatura tra terminale e TOW R.E.A.L. PE4. Dalla foto si nota come le spire si dispongano in modo ordinato.

Ma ora parliamo di come si comporta in azione. Ho avuto modo di testarlo in tutte le tecniche per cui è nato.
Iniziamo con il Light Rock Fishing.
La compattezza e la sottigliezza che contraddistinguono il TOW R.E.A.L. PE 4capi ci permettono di lanciare grammature esili e di raggiungere distanze notevoli. Ci garantisce percezione e contatto continuo con l’esca consentendoci di ispezionare meglio i vari anfratti.

Scorfano Reins

Un bellissimo “Scorpaena maderenis”, preda omune del Light Rock Fishing, comunemente conosciuto come Scorfano squamoso, pescato alle Isole Eolie.

Stesso discorso per il Light spinning.
Perfezione e distanze nei lanci, alta sensibilità sull’esca facendoci sentire ogni minima vibrazione; per intenderci, un DUO Sperhead Ryuki 70S ci trasmette delle vibrazioni equiparate ad un artificiale da 12cm su attrezatura da spinning normale.

Sugarello Ryuki

Magnifico esemplare di “Caranx chrysos”, comunemente chiamato “Ricciola sauro”, insidiato grazie alla sinergia tra pescatore ed artificiale, garantita dal TOW R.E.A.L. PE4.

Passiamo ora all’Eging, praticato sia da terra che dalla barca.
Dalla riva, grazie alla sua sottigliezza, ci consente di pescare con Egi da 2.0 e 2.5 anche con condizioni di vento laterale e corrente sistenuta. L’Eging è una tecnica dove tra le braccia e l’esca deve esserci un filo conduttore che ci tiene sempre in contatto perenne. Il TOW R.E.A.L. PE4 assolve perfettamente a questo compito.

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Foto del nostro amico Francesco Li Bianchi di una Seppia insidiata dal naturale movimento, impresso grazie al TOW R.E.A.L. PE4 9 Lb, della Sumizoku 2,5 colore VE -22EPC.

Dalla barca invece, serve tagliare la corrente per mantenere una certa verticalità. L’ho testato con il DUO D- Squid da 28 gr. In situazioni di scarroccio sostenuto, è necessario lanciare per anticipare la direzione della corrente; l’azione di lancio, con pesi simili, potrebbe provocare un’uscita sproporzionata del trecciato dalla bobina con conseguenti parrucche. Nel nostro caso invece questo non accade, permettendomi di mettere a punto ogni accorgimento per questa tecnica…. e i risultati sono garantiti!!!

DUO D-Squid

DUO D-Squid con sullo uno sfondo la colorazione di una Seppia appena catturata

Per una mia filosofia di vita, prima di parlare di un prodotto e di esprimere un mio giudizio, voglio testarlo in tutte le situazioni possibili..
Vi ricordate del mio precedente report sul Light vertical game”??
Beh credo che per Il TOW R.E.A.L. PE 4capi nella misura da 9 lbs non ci sia test peggiore o migliore ( dipende dai punti di vista). Questa stupenda treccia a 4 capi, fa portare esche di 28 g, e anche meno, a -60 mt. Oltre a permettermi di pescare a queste notevoli profondità, mi garantisce un effetto insidioso senza eguali. L’ultima mia esperienza, che mi ha lasciato senza fiato, è stata la cattura di un Pagello (Pagellus erythrinus) di 2,4 kg a circa 58 mt, che ha abboccato ad un Black Flagg Liqvidd Tiny Skyy Craww H.P. 2,75” colore Playa Craw. Questo pesce ha messo a dura prova la St.Croix Eyecon ECS70LF da 1/16-1/4 Oz, il TOW R.E.A.L. PE4 a cui ho connesso come terminale il TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs. Il pesce mi ha impegnato per circa 15 minuti sul fondo, diverse sono state le sfuriate e in molti momenti ho creduto che qualcosa di tutto il complesso pescante, molto light rispetto alla situazione, potesse cedere. Ed invece tutto ha retto anche oltre le mie aspettative!! Ecco la foto di una delle catture più soddisfacenti per me.

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Un grosso Pagello catturato St. Croix Eyecon ECS70LF, TOW R.E.A.L. PE 4capi 9 lb con terminale TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs ed esca Black Flagg Liqvidd Tiny Sky Craww H.P. 2,75”

In conclusione voglio aggiungere che il TOW R.E.A.L. PE4, è un trecciato da potenzialità che vanno oltre le normali attese, con un’ottima risposta alle prove che ho voluto fare prevalentemente in mare dove, anche solo la salsedine può essere motivo di usura.

Rocco Alfieri

T2 Tribe.

St.Croix Avid X: rompere con la tradizione

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La nuova serie di canne AVID X di ST. CROIX, comprendente sia modelli da spinning che da casting, rappresenta una versione “radical” della classica serie AVID.

Costruita sempre in carbonio alto modulo SCIII con IPC Technology (Integrated Poly Curve tooling technology) per una sensibilità ed una leggerezza estrema.

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Si presenta con una impugnatura split in sughero di primissima qualità, un porta mulinello Fuji con finitura canna di fucile ed un esclusivo hook-keeper che ben si adatta a diverse tipologie di esche e che esclude ogni possibilità di aggancio accidentale del filo.

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La nuove AVID X sono montate con micro anelli KIGAN Z pensati per ridurre il peso dell’attrezzo pur mantenendo elevata capacità di scorrimento del filo grazie alla pietra in zirconio. Gli anelli sono legati con filo in nylon e due strati di flex coat a lenta essiccazione.

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La nuova serie include ben 18 modelli sia mono pezzo che in due pezzi,  nelle versioni Spinning e Casting.

STC Dealer KitProgettata e costruita nei nostri stabilimenti di Park Falls, Winsconsin (USA), e protetta da ben 15 anni di garanzia trasferibile e sostenuta dal ST. CROIX SUPER STAR SERVICE.

Avid X Logo

Disponibile presso tutti i rivenditori St.Croix d’Italia.

Light Saltwater Game con St.Croix

Negli ultimi anni in Italia c’è stato un vero è proprio boom nel campo delle tecniche ultralight, in particolare del Light Rock Fishing. Anche io, come altre centinaia di persone sparse lungo tutto lo stivale, mi sono appassionato a questa fantastica tecnica, riscuotendo fin dall’inizio ottimi risultati.

Inizialmente, come la maggioranza delle persone che si sono affacciate al “Rock”, mi dilettavo a pescare in area portuale con piccole gommine cercando di stanare tutti quei pescetti, di fondale e non, che si aggirano in queste zone.
Poi pian piano ho iniziato ad utilizzare piccole hardbait dedicate e da quel momento in poi mi si è aperto un mondo davanti.
Mi sono reso subito conto che pescare a Light game in mare è davvero uno spasso. Si riescono a prendere una gran quantità di pesci che, anche se non enormi, riescono a farci divertire un mondo.
Inizialmente pescavo sempre in area portuale, spiaggia o scogliere con qualche metro di fondale, ma ben presto mi son voluto spingere oltre i limiti imposti da questa tecnica, pescando su batimetriche molte elevate (fino ai 30 metri) e anche in Off-Shore su mangianze di piccoli pelagici, ecc…
Ovviamente molto spesso l’attrezzatura non ha retto e mi son ritrovato parecchie volte in difficoltà e di conseguenza a perdere pesci ed esche comprese…

Quindi per risolvere tutto ciò ho deciso di mettermi alla ricerca di un attrezzo che potesse avere le giuste caratteristiche per ciò che ci dovevo fare e quindi mi sono affidato all’altissima qualità dei grezzi St.Croix.
Avevo bisogno di una canna molto più reattiva e potente, ma allo stesso tempo anche sensibile e che mi facesse divertire anche con pesci di normali dimensioni (ovviamente parlando sempre di una pesca light).
Grazie alla vasta scelta che offre il catalogo St.Croix e anche grazie anche ai consigli dei miei cari amici di T2 Distribution ho capito qual’era la canna adatta alle mie esigenze ed ho deciso di provarla.

St.Croix rods custom

St.Croix 5S70MLF-G Custom (7’ 4-10lb 1/8-3/8)

Ho ordinato (cosa che potete fare semplicemente affidandovi al vostro rivenditore di fiducia che tratta il marchio St.Croix) un grezzo della serie V, più precisamente il 5S70MLF-G 7’ 4-10lb 1/8 3/8 (equivalente della Legend Elite LES70MLF) e tramite il mio Rod Builder di fiducia me lo son fatto assemblare a mio piacimento.

Ne è venuta fuori una canna davvero spettacolare che rispecchia esattamente ciò che volevo.

L’azione “fast” di questa canna è davvero molto particolare e già dal primo utilizzo ne sono rimasto assolutamente entusiasta.
Ha una vetta estremamente sensibile che permette di farci percepire tutti i movimenti delle esche, e di conseguenza ogni attacco dei predatori che andremo ad insidiare, e un backbone (cioè la schiena) davvero potente (considerando che è una canna da soli 3/8 d’oncia) che in fase di combattimento ci fa stare tranquilli perché è davvero molto progressivo e asseconda perfettamente tutte le fughe e le ripartenze del pesce che abbiamo dall’altra parte del filo.

St.Croix rod action

Canna in piega con un Tonnetto Aletterato

Il casting weight è assolutamente reale anche se con alcune tipologie di esche come ad esempio i casting jig, che essendo esche molto compatte non fanno molto attrito durante il lancio, si può andare anche leggermente oltre il range dichiarato (fino agli 11/12gr). Ed è proprio con questa tipologia di esche che sono riuscito ad effettuare dei lanci a dir poco strepitosi: grazie al TOW R.E.A.L. PE in bobina sono riuscito a constatare che avevo lanciato il mio piccolo Jig da 12 grammi a più di 60 metri (dato che il filo cambia colore ogni 10 metri). A mio avviso, la distanza di lancio è un punto cardine per tutti i noi pescatori salsi perché più riusciamo a lanciare e più possibilità abbiamo di effettuare una cattura dato che riusciamo a coprire e battere più metri di acqua.

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Tonnetto Alletterato in Off-Shore

Grazie alla sua azione un pò tutte le tipologie di esche si lanciano e gestiscono nel migliore dei modi: Minnow, Pencil, Lipless, WTD, Popperini, casting Jig e addirittura gomma su testina e con i più svariati Rig.

Quelle che personalmente preferisco di più sono i casting Jig e i piccoli Top Water.

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Doppietta di pesci Lucertola su Damiki Balhae 7gr montato con ancoretta e assist

Entrambe queste due tipologie di esche si riescono a lanciare a distanze notevoli e grazie alla reattività e all’azione della canna si riescono a gestire perfettamente, cosa che non tutte la canna riescono a fare.

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Cerniotta Bruna su Tokon Jig Jr. 6gr.

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Pesce Lucertola su DUO Realis Popper

I fusti di questa serie di canne sono costruiti con grafite SCV e SCVI e con le più avanzate tecnologie IPC, ART e la resina NSi.

La nuova resina 3M Matrix è unica in quanto realizzata da nano-sfere di silicio che compongono una miscela omogenea e non abrasiva, utilizzata per riempire gli spazi tra le fibre di carbonio del quale è costruito il grezzo delle canne: questo permette di ottenere un grezzo ancora più robusto, sensibile e potente.

Il catalogo St.Croix offre ben quattro varianti della stessa 3/8: sia monopezzo che due pezzi e sia da 7′ che 7’6” per soddisfare le esigenze dei pescatori.

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Black Flagg TOW R.E.A.L. PE

Personalmente mi sento di consigliare di utilizzare mulinelli di taglia 2000 con recupero veloce (come nel mio caso) o lento in base all’uso che intendete farci, che vanno a bilanciare perfettamente questa splendida canna.

Come filo in bobina io uso il nuovissimo TOW R.E.A.L. PE da 9lb, filo 4 capi specifico da Light Game che con la sua setosità e morbidezza permette di lanciare le proprie esche a notevoli distanze. Inoltre, dato che cambia colore ogni 10 metri, ci permette di capire a che distanza o profondità sono le nostre esche, dettaglio molto importante se abbiamo questa necessità.

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Black Flagg TOW FNSS Fluoro Carbon

In accoppiata a questo fantastico filo utilizzo uno shock leader sempre di casa il TOW FNSS Fluoro Carbon da 8lb del diametro dello 0.225 che ha sempre fatto il suo lavoro in pesca e non mi ha dato mai nessun problema.

L’uso che  faccio di questa canna è prettamente in Salt Water ma sono assolutamente sicuro che si comporta benissimo anche in Fresh Water dato che la serie Legend Elite è nata appunto per l’uso in acqua dolce. Spero che prima o poi riuscirò a testarla anche in questa tipologie di acque.

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Piccolo Sciarrano ingannato da un DUO Tide Minnow Sprint

Quindi se come me volete uscire da quelli che sono i limiti e i canoni imposti dal Light Rock Fishing e provare un attrezzo che riesca a soddisfare le vostre esigenze, per cercare di star sempre sicuri di riuscire a prendere anche pesci che con un’attrezzatura troppo light non riuscireste mai a tirar fuori dall’acqua , avete trovato la canna che fa per voi!

Light is better !!!

Luigi Di Ruocco aka luis95

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St-Croix Legend Elite 3/16-5/8 la canna filosofale

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La mia smodata voglia di perfezione troppo spesso mi porta a riflettere su cosa possa essere effettivamente valido ed allo stesso tempo possa soddisfare le mie esigenze in pesca,per questo motivo incomincio ad effettuare una serie di ricerche pressoché  infinite per trovare quell’oggetto che puo’ soddisfare ogni mia aspettativa,ed ecco qui che si incominciano a valutare nuove attrezzature,magari non progettate all’utilizzo che ne vorremmo fare noi,ma che in molti casi si possono rilevare adeguate se non che a mio parere superiori a molti altri prodotti creati per quell’utilizzo specifico.

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Foto “St-Croix Legend Elite”,prese direttamente dal sito ufficiale

Era da tempo che pensavo di prendere una cannetta che avrei utilizzato con artificiali dai 7-8gr fino ai 15-17gr, l’idea era una canna da Spigola con la quale avrei potuto pescare anche con gomme spiombate, ma che allo stesso tempo potesse andare bene per piccoli metal jig e micro lures. Iniziata la ricerca mi accorgo che pero’ tutte quelle che avevo visto e che appunto venivano proposte per l’uso “Salso” o erano troppo fast,o erano troppo lunghe, o erano troppo corte oppure monopezzo!!! Insomma, trovare una due pezzi non extra fast con un’azione decente, diciamo moderata, era diventato un problema,poi con l’aiuto del mio amico Luigi Di Ruocco, che come me si era interessato allo stesso tipo di attrezzatura, incominciamo a valutare non più’ l’attrezzatura da Salt Water bensì’ quella da Fresh Water. E qui mi si è aperto un mondo!!! Sbirciando sul catalogo St.Croix ho adocchiato diversi modelli,in particolare la Legend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr). Leggendo le caratteristiche sia di costruzione che quelle effettive della canna mi ha convinto. Sono rimasto così entusiasta di questa canna che alla fine ho deciso di farmi montare il grezzo, dettaglio irrilevante ma l’ho voluto specificare, per far capire a chi vedrà’ successivamente le foto che il fusto è lo stesso ma solo  rivisitato esteticamente e nella componentistica. Infatti le modifiche che gli sono state apportate, a parte i materiali (Eva nero Matagi anzichè il sughero e anelli Fuji serie K), è  stato un prolungamento del manico di qualche centimetro, che a mio avviso è molto comodo. Ma ora vediamo nel dettaglio la canna in questione.

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Vorrei introdurre la descrizione di questa canna con una critica personale su come la penso io per quanto riguarda il giusto utilizzo delle attrezzature nelle nostre acque e perché, anche se in parte l’ho accennato prima, alla fine sono giunto a preferire una canna da “Fresh water ad una da Salt water.

Fondamentalmente, questa canna nasce per il Fresh Water ed in particolare in Italia viene impiegata per la pesca alla trota e altri predatori che popolano i nostri bacini d’acqua dolce. Quindi i criteri di costruzione e la scelta dei fusti da adoperare sono completamente diversi rispetto a quelli che verrebbero adoperati per la costruzione di canne da Salt water anche perchè sempre più’ spesso noto che molte canne proposte per l’impiego in mare, sono dei veri e propri (passatemi il termine) “pali”, con azioni extra extra fast e schiene capaci di fronteggiare pesci inverosimili. Mi sento di dire questo, perché ho paragonato canne nate espressamente per il Salt water della stessa grammatura,lunghezza e con la stessa azione dichiarata che in questo caso per la St-Croix Legend Elite è Fast ma con caratteristiche completamente diverse. Certo non tutte le canne sono uguali, fortunatamente, e le varianti che le rendono diverse sono pressoché infinite come è giusto che sia. Ma che almeno su due canne che sono dichiarate uguali, con lo stesso numero di anelli, stesso modulo di carbonio etc etc …. ci fosse un qualche punto d’incontro!!!! Nulla, nulla di nulla, canne completamente diverse sotto tutti gli aspetti, anche sul Casting weight dichiarato. Molte infatti lanciano di più’, molte lanciano di meno rispetto a quello che viene dichiarato. Ecco perché in questo difficile mondo fatto di fili, mulinelli e canne è così’ difficile trovare cio’ che fa a caso nostro, ed ecco che si spiega il titolo di questa recensioe, perché finalmente dopo tante ricerche e canne provate sono riuscito a trovare cio’ che cercavo e spero che  questa recensione, possa aiutare anche voi lettori ed appassionati come me, a trovare quello che vi serve.

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Azione della Saint Croix in piega con un pesce discreto.

La  St.CroixLegend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr) è una canna fantastica!!! Questo è l’unico aggettivo che gli posso attribuire, un vero e proprio fioretto, con un peso di soli 104gr racchiusi in un fusto con uno spessore veramente esiguo e una riserva di potenza notevole, che si dirama un po’ su tutto il fusto facendo si che la canna non si divida in due, come molte canne potentissime sotto e cedevoli in punta, ma che tutta la canna in fase di combattimento lavori a dovere, con una curva molto progressiva e parabolica quando è completamente sotto sforzo. La cosa spettacolare in fase di combattimento è che si riesce ad avere una padronanza dell’attrezzatura assoluta,arrivando addirittura a sentire la piega della canna sulla mano con cui la si impugna, una sensazione incredibile!!! Questo ci fa capire quanto effettivamente lavori tutto il grezzo e la reattivita’che possiede, tutto cio’ è reso possibile grazie alla tecnologia NSi introdotta nel 2011 da St.Croix , in particolare è una resina realizzata da Nano sfere di silicio, che compongono una miscela omogenea e non abrasiva, utilizzata per riempire gli spazi tra le fibre di carbonio del quale è costruito il grezzo delle canne, permettendo quindi di ottenere un grezzo ancora più robusto, sensibile e potente. St.Croix inoltre afferma, dopo severe verifiche e durante i test di laboratorio, un’ incremento del 30% di resistenza generale del fusto. Questo materiale innovativo è stato utilizzato in particolare per la realizzazione di alcune serie di canne di cui fa parte anche la Legend Elite Series nello specifico su questo modello è stato apportato nella parte inferiore del fusto, per renderlo più’ potente. Inoltre la sua azione Fast (che personalmente reputo Moderat Fast), ci permetterà lanciare a lunghe distanze gestendo però tutti i tipi di esche presenti in commercio, dai jerk, popper, wtd, lipless, casting jig etc etc, senza sforzi. Mi sento di consigliarla in particolar modo a chi fosse interessato a lanciare in modo ottimale esche che vanno dai 12 ai 16g poichè è qui che da veramente il massimo con i lanci. Inoltre l’ho anche provata con soft baits sia pescando spiombato, sia con diverse montature e vi assicuro che è impressionante la sensibilità’ e il movimento che si riesce ad imprimere ad un’esca con una canna del genere.

Nonostante sia una canna che ho improntato sin da subito alla ricerca di sua maestà la Spigola, per testarla fino infondo l’ho portata con me in diverse situazioni come ad esempio in Off-shore alla ricerca di pelagici, che almeno per quanto riguarda le mie parti, durante il periodo estivo accostano dando vita a spettacolari mangianze. E proprio osservando la minutaglia di cui si nutrivano ho deciso di portare con me la  St.CroixLegend Elite 7′ 3/16-5/8 LES70MF (5,32-17,72gr). Questi predatori mangiano quasi esclusivamente pescetti che vanno dai 4 ai 6cm, diventando così’ molto selettivi nell’attaccare le nostre esche. Mi sono ritrovato più’ volte con i pesci sotto la barca in attività’ ma che proprio non ne volevano sapere di mangiare le mie insidie. Ora avendo una canna del genere tra le mani, capace di gestire con facilita’ esche dalle dimensioni contenute e fronteggiare pesci di una certa mole, tutto diventa più’ facile ed i risultati non sono tardati ad arrivare.

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Un Alletterato di discreta taglia caduto su un Damiki Balhae da 14gr

Ho anche avuto modo  di testarla energicamente in In-shore durante un viaggio al tropico. Si è confrontata con molte Cerniotte che andavano dal mezzo kg fino ai 2 kg, svariate Aguglie over metro e altri pesci colorati ed arrabbiati pronti a fulminare lo shock leader negli anfratti corallini.

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“Variola lotti”più’ comunemente chiamata “Cernia dalla coda a mezza luna”

Cosa dire, un’attrezzo validissimo che da oggi in poi  porterò’ sempre con me e che sicuramente sottoporrò’ a piacevoli ma intensi combattimenti. Il “Set-up” che vi consiglio è:

Mulinello: un qualsiasi mulo che pesi 240gr in modo da bilanciare perfettamente la canna e che porti 200mt di PE1 in bobina.

Trecciato: io ho due bobine che uso in diverse situazioni, una meno capiente  caricata con YGK All Category Pe 0.8 e un’altra più capiente con il Tow R.E.A.L Pe 4-Braid 13lb.

Terminale: utilizzo uno shock che non sia superiore allo 0.285mm,mi sono trovato bene nelle più’ svariate situazioni di pesca.

E per finire vi lascio con questa stravagante doppietta di “Lizard Fish”

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Andrea Desiderio

T2 Tribe.

AUTUMN IN MILAN

Ogni pescatore durante la sua stagione di pesca deve fare i conti con la sua giornata “no”, la giornata in cui non vorresti mai incappare!!! Già, ormai con l’età le uscite di pesca, per cause di forza maggiore, iniziano a diminuire, e non è piacevole trovarsi a fare i conti con una giornataccia di pesca magari nell’unico giorno libero a disposizione. E allora che si fa? Niente, preghi che Dio te la mandi buona e ti dirigi verso il tuo specchio d’acqua preferito. E se le cose invece andassero diversamente?…… ad ogni pescatore, durante la propria stagione di pesca capita, fortunatamente, che debba fare i conti anche con una giornata “magica”, la giornata delle giornate quella in cui qualsiasi cosa fai sembra tutto azzeccato ed in più il pesce collabora alla grande!!! A meno che non si sia proprietari di un lago privato pieno di Black bass (e non e’ il mio caso), queste magiche giornate possono capitare solo in due fasi dell’anno (certo ci sono anche delle eccezioni!) e cioè in primavera e AUTUNNO!!! Mi e’ capitato giorni fa di avere un giorno di riposo proprio nel periodo dell’arrivo di un cambiamento climatico, le temperature si erano abbassate ma non di molto, giusto quello che bastava per far scattare ai pesci quell’istinto di cibarsi prima dell’arrivo del vero freddo. La situazione era la seguente, 15 gradi esterni, 18 gradi circa in acqua, vento forte e acqua molto velata…una situazione micidiale!! Entrato in acqua con il bellyboat mi dirigo subito verso una zona di alberoni e prima di avvicinarmi inizio a fare un pò di lanci da lontano a Crank passando di fianco alle punte degli stessi… be insomma delirio!!! Subito hanno iniziato a mangiarmi dei Persici reali di bella taglia assieme a qualche Black bass purtroppo non di  taglia interessante, ma lo stesso divertenti. I crank che ho usato sono i DUO Realis M-Line 65 8A color American shad.                        63938_10205652010726307_1391629442773725468_nDUO Realis M-Line 65 11A color Mirror gill (con quest’ultimo colore ho avuto più mangiate di Persici reali NDR).

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Finite le mangiate all’esterno della struttura mi avvicino un pò e provo a sondare tra i rami più interni… grave sbaglio!!! Avevo sottovalutato la potenzialità di una struttura del genere in questo momento di frenesia!!! Risultato? Al primo lancio attacco qualcosa di mostruoso a Crank che si va subito ad incastrare tra alcuni rami negli abissi, cerco di non dargli filo ma e’ difficile con una canna in fibra di vetro (St.Croix Mojo Bass Glass MBGC74MM) dedicata ai Crank e TOW Hard Knocks Fluorocoated 13,5 lbs, il pesce non si slama ma rimane incastrato e ogni volta che provo a mollare filo lui se lo prende e scende sempre di più nel fondale, fino a bloccarsi da qualche parte. La decisione e’ stata frustrante ma era l’unica…rompere. Mi rimane solo la speranza che fosse stato un Siluro e non un Black bass, non tanto per la perdita del pesce e dell’artificiale ma soprattutto che altro per la sua salute. E’ triste sapere di aver lasciato unC rank in bocca ad un Black bass si ottima taglia. Preso un po dallo sconforto lascio la struttura per pescare in una zona un po’ più pulita di ma con un discreto gradino davanti alla sponda, ed inizio a fare qualche lancio a spinnerbait. Per la precisione un Damiki M.T.S 1/2 oz

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Micidiale in giornate come queste grazie alle sue pale grosse e poco concave. La speranza è quella di richiamare qualche Black bass, ed il risultato si e’ visto quasi subito. In pochi metri di sponda mi sono venuti a trovare 4 Black bass di taglia più interessante. Molto catturante è stata la colorazione Black red che in acque velate e con presenza di gambero risulta molto gradita al Black bass.

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Finita la sponda ne inizio un’altra con un po di cover in acqua. D’ istinto prendo in mano la mi St.Croix Legend Tournament Big jig TBC73XHF con un piombo da 1\2 oz ed un Damiki Mr. Jumbo 4,5″ color Black. Un grande classico per le cover più fitte. Mi avvicino a due alberelli appoggiati in acqua e con fare silenzioso inizio a pitchare l’esca all’interno del primo. Le prime calate non portano a nulla quindi mi sposto, sempre in modo silenzioso, e do l’attacco al secondo… e qui succede qualcosa di spettacolare!!! alla prima calata il Damiki Mr. Jumbo 4,5″ si ferma in modo strano a mezz’acqua per poi scendere di prepotenza portandomi via la canna!!! Una sola cosa da fare in queste situazioni, stringere i denti e ferrare a quattro mani!!! Subito sento che dall’altra parte della lenza c’è attaccato qualcosa di grosso…non viene, si dimena tra i rami dell’albero. Lo faccio stancare un pò senza dargli filo (per fortuna che avevo montata la nuova treccia TOW All In Braid 65 lbs) e poi come per magia compare il suo testone nero, apre la bocca e iniziano le danze vere!! Fa una partenza verso il fondo che quasi subito viene stroncata dalla potenza della Big Jig e delle 65 lbs del TOW All In Braid in bobina!!! Lo trascino tra le mie gambe e una vota appoggiato stringo la mandibola….è mio!!!!! È un mostro!!!! Mi faccio fare una foto da un pescatore sulla riva e subito lo peso…la bilancia si ferma a 2,37kg.

2.37kg

Già anni fa mi era capitato di fare pesci over 2 kg in cover con il Damiki Mr. Jumbo 4,5″. E’ una delle poche esche siliconiche che penetrano veramente bene in cover e, a differenza di grub classico, questo ha una mescola che la rende morbida e resistente allo stesso tempo.

Damiki Mr.Jumbo

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Il resto del lago che mi rimane decido di farlo a Jig tra le varie cover e strutture che entrano in acqua. La scelta cade su due jig, il primo e’ il Black Flagg RK Jigg da 3\16 oz con il nuovo colore Tomato spritz, che a mio avviso in acque con presenza di gambero rende molto bene, e come trailer un Reins Ring craw 3″ color Tomato craw. Il secondo è il classico intramontabile Keitech Rubber Jig Model I con skirt color Black red e come trailer un Black Flagg Sky craww H.P. 3,55″ sempre colore Black red.

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La canna usata per il jig è sempre una St.Croix Legend Tournament Bass Casting  ma questa volta una TBC68MHF Jig & worm , canna molto reattiva MH fast lunga 6’ 8”. Abbino a questa canna il fluoro di TOW, il Bass Cast FC da 16,5 lbs.

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Le catture sono arrivate a profusione e non le ho naturalmente fotografate tutte e non starò a raccontarvele tutte! Dell’ Rk Jigg mi ha sorpreso sicuramente la robustezza dell’amo e la sua versatilità in generale, ottimo in cover , su fondali rocciosi e molto adatto allo skipping, per non parlare della miriade di skirt a nostra scelta dai colori più classici a delle vere chicche come ad esempio il Tomato Spritz o il BBD Craw

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La cattura che però mi ha divertito di più è stata effettuata davanti ad un tronco, che dalla riva si appoggiava in acqua, C’era uno spazio tra il tronco e l’acqua, gli ho skippato dentro l’RK Jigg e appena arrivato sul fondo, il pesce con il jig in bocca è schizzato fuori dal tronco ad una velocità mai vista!!!…Che goduria!!!

Black Flagg RK Jigg

Finito il giro del lago sicuramente ne sarebbe stata valsa la pena ripeterlo, ma avevo le gambe a pezzi per le continue pinnate contro vento e la mia decisione è stata quella di andare a mangiare una pizza e brindare con un’ottima birra (sono dure decisioni).

Vi lascio mostrandovi un’altra bella cattura fatta sempre con RK Jigg in autunno , questa volta un 5\16oz e come trailer un Damiki Twin tail Jumbo 4″

2.2

Gabriele Gervasoni

Black Flagg Brigade.

Piccolo e letale!!!

Ultimamente ho avuto la fortuna di mettere le mani su un nuovo Micro casting jig di Damiki. Sto parlando del Tokon Jig Jr.

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Fratello minore dell’ormai stragettonato Tokon Jig proposto in due pesi: 3 grammi

Tokon Jig Jr 3 grammi6 grammi

Tokon Jig Jr 6 grammiSul campo di battaglia sono entrambi ottime armi validissime. Il mio preferito però è stato da subito il più piccolo dei due.

Tokon Jig Jr leccia stellaDalle dimensioni veramente microscopiche, soli 2cm di lunghezza, il Tokon Jig Jr 3gr si è rivelato un arma letale. Un baricentro ben concepito ci permette ottimi lanci e un ottimo movimento sia in caduta che su recupero lineare. Verniciatura olografica resistente, occhi 3d ed armatura passante robusta, assist e ancoretta chiudono il quadro di quella che per me è stata un vera “letal weapon”, un asso nella manica non che una fonte inesauribile di divertimento.

Tokon Jig Jr sugarelloUna perfetta imitazione di quello che si può definire “il pranzo” o “la cena” di piccoli e medi predoni dei nostri mari quali: Sugarelli (Trachurus trachurus), Leccie stella (Trachinotus ovatus), Aguglie (Belone belone), piccole Leccie amia (Lichia amia) e Ricciolette (Seriola dumerili).

Tokon Jig Jr AgugliaLa cosa che mi ha stupito di più è che viste le dimensioni molto contentute può, come per un pesce reale, divenire vittima delle più svariate specie del Mediterraneo, anche di specie inaspettate che di norma non sono reputati predatori efferati.

Tokon Jig Jr pesce pappagalloDifatti le catture si sono susseguite e le sorprese non sono mancate, anche piccole Castagnole (Chromis chromis), Pesci pappagallo (Sparisoma cretense) e qualche Sparide sono caduti in tentazione attaccando questo piccolo e meraviglioso micro metal jig.

Tokon Jig Jr CastagnolaChe dire, la sua potenzialità e inversamente proporzionale alla sua dimensione, piccola ma letale, proprio come il titolo che ho dato a questo report.

Tokon Jig Jr SaragoPer gestire al meglio questo micro metal jig io personalmente mi sono munito di una St.Croix Legend Tournament Walleye LTWS70LF che lancia 1\16 – 1\4 oz, mulinello 2000 imbobinato con il TOW R.E.A.L. PE 4braided 9lb, terminale TOW FNSS Fluorocarbon 5lb e moschettone Damiki Double Lock Snap #0.

Tokon Jig Jr Pesce lucertolaIn linea di massima ha dato il meglio di se da qualunque spot e situazione, mare calmo, mosso, porto spiaggia o scogliera. Ovvio che se utilizzato nei cambi di luce, soprattutto alba e con alta marea si parte con una marcia in più! Ho effettuato diversi tipi di recuperi fruttuosi: recupero a dente di sega morbido a canna alta, jerking costante a canna bassa, recupero lento a pelo d’acqua alternato ad un leggero skipping, recupero lineare a mezzo fondale e recupero strisciato su fondale sabbioso.

Tokon Jig Jr tombarello*consiglio di Ngiulo :

“a secondo della stagione e del periodo adattatattate la dimensione del vostro jig a quella del pesce foraggio presente, ad esempio per i periodi di fine estate e inizi autunno quando le mangianze saranno composte da pesci che non superano i 4cm di lunghezza il Tokon Jig Jr da 3gr farà al caso nostro, ma da novembre quando la dimensione delle mangianze arriverà anche a 9cm allora il Tokon Jig Jr da 6gr diverrà il nostro fedele compagno di viaggio!
Chiudo il tutto dicendo che sono strasoddisfatto di questi due piccoletti che in breve tempo hanno preso un posto importantissimo nella mia valigetta dell’ultralight… provare per credere!!!”

Un saluto dalla Calabria
Angelo Scopelliti a.k.a. Ngiulo Sparrow Pequeno.

Cronache dal mare: “un mostro inaspettato”

Una sera di metà settembre vengo svegliato dalla telefonata di un amico, mi annunciava l’entrata dei Pesci sciabola (Lepidopus caudatus), pesci che solitamente arrivano qui in Calabria per qualche settimana l’anno e stazionano nell’immediato sottocosta , una scogliera adiacente al porto. Non me lo faccio ripetere due volte, mi alzo mi vesto, mi armo e parto come un soldato con tanto di obiettivo da raggiungere.  Il mio mulo carico di T.O.W Real Pe 4 braided da 15lb, il mio fidatissimo terminale TOW Hard Knock nylon da 19,5 lbs, solito e immancabile moschettone Damiki Double Lock Snap #2… ready to fight!!!

TOW REAL PE 4plyArrivo sullo spot, nella mia valigetta ci sono i miei quattro Metal jig preferiti pronti all’azione: Damiki Balahe 20 gr, Damiki Tokon Jig 30 gr, Damiki Beekumoo 40gr e il nuovo Damiki Back Drop Jig da 30gr. Attacco al moschettone un Damiki Balahe da 20 gr color Sardine e inizio l’azione di pesca.

Damiki BalhaePer catturare i Pesci sciabola (Lepidopus caudatus), solitamente faccio affondare il jig fino a toccar fondo e poi inizio il recupero medio veloce a canna alta con jerking secco alternato a recupero lineare. Un paio di lanci e nulla, nessun accenno di attacco, al quarto lancio strike! Ahimè era solo un Sugarello (Trachurus trachurus) di 300gr slamato e liberato nell’imediatezza. Continuo la pescata senza aver frutti positivi capendo che i Pesci sciabola (Lepidopus caudatus) si erano spostati, era solo un fuoco di paglia. Nel frattempo erano passate le ore e si era fatto giorno, avevo il Damiki Beekumoo al moschettone, lo attacco all’hook keeper e decido di farmi qualche lancio all’interno del porto alla ricerca di qualche tunnide o carangide, mi dirigo veros la zona del faro verde e riprendo la pescata… pochi lanci ed è strike, ma uno strike pazzesco!

Damiki BeekumooLa piega della canna era all’inverosimile, la potenza dell’animale che avevo allamato era spaventosa. Subito pensai ad una Cernia di grosse dimensioni. Dopo parecchi minuti di combattimento al limite delle mie forze e dell’attrezzatura riesco a portare fin sotto la banchina quasto mostro furibondo.

IMG_5063 (1)Non credevo ai miei occhi, un “Serpente preistorico” di quasi 2 m era sotto di me e non avevo la possibilità di sollevarlo ne tantomeno di tentare di slamarlo.. Per fortuna un’imbarcazione da pesca aveva attraccato da poco e con le maniere forti siamo riusciti a salpare uno stupendo Gronco (Conger conger) che all’ago della bilancia ha segnato il ragguardevole peso di 16,8 kg!!!! Non saranno entrati i Pesci sciabola…. ma comunque grazie alla mia perseveranza ho battuto il mio record personale in peso e stranezza, aggiungendo una nuova storia al mio “Diario di bordo”. Un ringraziamento va prima di tutto al Damiki Beekumoo da 40 gr, il T.O.W. Hard Knocks fluorocoated da 19 lbs e la nuova T.O.W. REAL PE 4ply 15 lbs e tutto il resto dell’attrezzatura per aver retto egregiamente al combattimento senza esclusione di colpi e in fine ma non meno importanti alle anime pie di quei pescatori che mi hanno aiutato a tirar fuori qualla bestia senza distruggere l’attrezzatura… Un pescatore anziano quella mattina mi disse: “sembravi San Giorgio che combatteva il drago”… Devo dire che mi ha strappato un sorriso sincero, ancora una volta il Mare Nostrum ha premiato il rispetto che e la devozione che gli porto giorno per giorno. Spero che abbiate gradito questo piccolo racconto che ho voluto “regalarvi” per trasmettere almeno un po’ delle emozioni che ho provato!!!

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Keep it real and only for motherfuckerzzzzz 😉 alla prossima regaz… dal vostro IceMan di quartiere 😉 Reggio Calabria Rappresent!

Angelo “Ngiulo Sparrow Pequeno” Scopelliti.

Light Vertical Game

Light vertical game”, un termine forse nuovo, che abbiamo voluto attribuire all’esperimento che spiegherò nelle righe che seguono.
Come in ogni disciplina praticata, ben presto arriva il momento in cui il nostro cervello elabora delle nuove concezioni di essa. È quello che è capitato a me ed a Francesco Li Bianchi. Noi pratichiamo quasi tutte le tecniche di pesca con gli artificiali. Ultimamente però, abbiamo nutrito una predilezione verso il light game. Questa tecnica, fatta con la giusta attrezzatura, è praticabile in ogni circostanza di tempo e luogo, garantendo un’insidiosità eccellente.
In una delle nostre uscite in barca in quelle occasioni dove i pesci sono molto apatici e non collaborano, abbiamo deciso di modificare il nostro approccio.
Pescando ad una profondità di 60 mt, quale invenzione potevamo tiare fuori dal cilindro?
E bene abbiamo deciso di raggiungere quella quota con le nostra attrezzatura leggera, in modo da tagliare la corrente. Mi affido al nuovo trecciato multicolor T.O.W. R.E.A.L. PE4 9lb  che grazie al marker mi permette di avere sempre la percezione della profondità a cui sto pescando ed ha una buonissima resistenza alle testate del pesce, e cosa non da poco mi permette di leggere il fondale; di usare come zavorra il corpo di piombo del Mausrin 21g e del Big Mausrin di Damiki nelle grammature 2130405060 g e di diverse colorazioni, il quale attira verso di se il pesce già durante la discesa; come terminale su cui legare i nostri ami, uso l’ormai stracollaudato, per efficacia e affidabilità, T.O.W. FNSS Fluorcarbon 7lb. Per iniziare a verificare se tutto potesse essere applicabile, abbiamo iniziato ad usare esche naturali come il gambero. Beh che dire!!!! I risultati li vedete in foto

Damiki Mausrin Sarago Fasciato

                            Francesco Li Bianchi con un bel Sarago fasciato (Diplodus vulgaris)

St.Croix Eyecon Pagro

Un bel Pagro (Pagrus pagrus) che ha messo a dura prova la St.Croix Eyecon ECS70LF 1/16 -1/4 oz

Damiki Big Mausrin Tanuta

Una piccola Tanuta (Spondyliosoma cantharus) caduta nell’insidia del Damiki Big Mausrin 60g

Dopo avere constatato che l’idea fosse alquanto valida, e che tutto il complesso pescante reggesse alle pesanti sollecitazioni dovute alla profondità, alla corrente sostenuta ed ai pesci sproporzionati, abbiamo deciso di mettere in pratica ció che avevamo pensato inizialmente. Cioè di usare esche artificiali al posto del gambero, e la prima scelta è stata proprio alle piccole softbaits che solitamente usiamo nel Light Rock Fishing Game, quindi spazio ai piccoli Keitech Swing Impact da 3”, Reins Ring Shrimp 2″, Reins Bubbling Shaker 3″ etc. etc. La lista è lunga quindi affidatevi al vostro intuito per scegliere la giusta gomma. Dopo le prime prove, Guardate cosa è arrivato!!!!

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Una grossa Tanuta (Spondyliosoma cantharus) che ha attaccato un Keitech Swing Impact 3” colore Sight flash

La tecnica è semplice! Basta far scendere il Damiki Mausrin, o Big Mausrin fino a toccare il fondo. Praticare delle piccole jerkate in modo da animare la gomma, affidandosi alla sinuosità di essa. A volte, conviene lasciarla fluttuare in corrente per qualche secondo. Ma poi si sa tutto è soggettivo ed ognuno è libero di muoverla come meglio crede. Il pesce non tarderà ad arrivare, e vi assicuro che una Tanuta (Spondyliosoma cantharus) come quella in foto, o un grosso Pagello (Pagellus erythrinus), a 60 mt di profondità sprigionano una potenza simile a quella di un Dentice (Dentex dentex). Con la St.Croix Eyecon vi assicuro che non ho avuto difficoltà . La sua flessibilità e la morbidezza hanno assecondato ogni testata ed ogni fuga, permettendomi di coronare una delle catture più speciali mai realizzate, proprio perché abbiamo osato praticare un qualcosa di nuovo. Forse i primi ad azzardarci a mettere in pratica una nuova, “nascente”, disciplina.. Provateciiii

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Una grossa Tanuta gestita alla perfezione dalla St.Croix Eyecon ECS70LF 1/16 – 1/4 oz

Rocco Alfieri.