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Light Vertical Game 2.0

Continuano gli esperimenti con la tecnica light in verticale con risultati sempre positivi, se vi siete persi la prima parte potete leggervi l’articolo cliccando il link qui a fianco LIGHT VERTICAL GAME

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La premessa è la stessa, il Light Vertical Game (L.V.G.) non mira a sostituire le tecniche destinate a pesci di mole importante, insidiabili dalla barca, quando sussistono le condizioni ideali; piuttosto è un’ approccio molto divertente ed utile quando si hanno condizioni di mare estremamente calmo con corrente assente e pesce decisamente apatico.

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Le profondità alle quali abbiamo applicato questo approccio variano dai -30m ai -60m su fondali misti fango-roccia. Sintetizzando al massimo, le soluzioni tecniche sono due che in ogni caso prevedono l’utilizzo del Damiki Mausrin (14gr o 21 gr) oppure del Damiki Big Mausrin (30-40-50 gr). La prima soluzione prevede l’utilizzo del corpo in piombo dell’artificiale privato degli skirt e dell’assist, che verranno sostituiti da una girella a cui legheremo un corto finale in fluorcarbon di ottima qualità ed un’ amo di misura idonea all’innesco di una piccola gomma da light da 2” o 3”; io mi sono trovato particolarmente bene con le soft bait della Reins e della Keitech che grazie alla loro mescola morbida e aromatizzata risultano irresistibili sia per i grufolatori che per i predatori. Aji Caro Swamp, Micro G-Tail Saturn 2″, Easy Shiner, Swing Impact sono solo alcuni dei modelli che hanno catturato in maniera costante, ma ciascuno saprà trovare la sua preferita tra la vasta gamma. Il movimento da imprimere una volta arrivati sul fondo è piuttosto lento e morbido in risalita per alcuni metri. I flash del corpo metallico del Damiki Mausrin attirano da lontano il pesce e la piccola gomma flottante fa il resto.

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La seconda soluzione prevede l’utilizzo del  Damiki Mausrin e del Damiki Big Mausrin così come è montato, con la sola accortezza di aggiungere una gommina calzandola direttamente sull’amo dell’assist per aggiungere volume e movimento alla presentazione. L’efficacia è simile alla precedente ma spesso si riesce a selezionare qualche predatore più aggressivo e di taglia più considerevole. Il recupero può essere anche un po’ vivace e ci si può staccare diversi metri dal fondo.

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L’attrezzatura riveste un tassello importante per applicare il L.V.G. in maniera corretta. Giocoforza dovremo ricorrere a libbraggi sottodimensionati, che fanno quasi spavento per un’ utilizzo da natante. Come treccia ho avuto la fortuna di utilizzare il T.O.W. R.E.A.L. PE4 9LB che grazie al suo diametro sottile taglia l’acqua in maniera spettacolare (cosa indispensabile per pescare in profondità con pesi esigui), ed in più ha dimostrato sul campo una resistenza alla trazione davvero notevole. Come terminale impiego l’ormai super-collaudato T.O.W. FNSS Fluorcarbon da 8lbDSC_7138 - Cook

La canna che andremo ad utilizzare deve avere grandi doti di sensibilità, soprattutto nella vetta, per muovere in maniera sinuosa ed adescante la nostra insidia; ma allo stesso tempo deve avere un fusto capace di contrastare le potenti fughe del pesce allamato. Io ho trovato la mia “partner” ideale nella St.Croix Legend Tournament Walleye, precisamente la LTWS70LF (che utilizzo con soddisfazione anche a light dalla costa) ed ha dimostrato prestazioni e doti di affidabilità ben al di sopra del suo target. Comunque anche nella serie St.Croix Eyecon vi sono alcuni modelli che si prestano egregiamente. Vi consiglio di provare il L.V.G. , e se all’inizio vi sembrerà un po’ difficile da applicare, dopo poco vi renderete conto che avrete una bella mossa da giocarvi in mare. E quando, dopo l’attacco di un bel pesce e 5 minuti di pura follia e divertimento durante il combattimento, porterete la vostra preda a tiro di guadino, vi renderete conto di aver realizzato una cattura speciale, che accompagnerà per sempre i vostri ricordi di pesca.

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Francesco Li Bianchi

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Harimitsu Sumizoku “Aori-Ika Killer”

Finalmente è arrivato il freddo!!! Molte persone si chiederanno “perché finalmente?!?” Ebbene si, perché per chi pratica l’Eging è un gran momento, un momento atteso tutto l’anno.

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Una bella Seppia invernale

Si incomincia a respirare un’aria più’ pulita e l’acqua di conseguenza comincia a raffreddarsi. Il termoclino si abbassa, l’attività’ diminuisce, niente più’ movimenti a galla ne attività’ frenetica di pesce foraggio. Insomma c’è aria di cambiamento anche nel mondo acquatico! Molte specie ittiche diventano fortemente apatiche sia agli stimoli dei nostri “Plasichetti”, sia nelle loro abitudini. Tutto cio’ dovuto all’abbassamento delle temperature sia esterne che di conseguenza interne. C’è pero’una specie che fa eccezione e che proprio in questo periodo risale le profondità tenute durante tutto il periodo estivo giungendo nel sotto costa, dove essendosi raffreddata l’acqua, trova il giusto habitat per procacciare e stazionare fino in primavera. Sovrano incontrastato delle tenebre e non solo, stupefacente predatore forse uno dei miei preferiti proprio per la fisionomia che ricorda un po’ una creatura extraterrestre e per la totale diversificazione da un qualsiasi altro pinnuto che nuoti libero in un qualsiasi altro Mare o Oceano del Mondo. Una creatura estremamente singolare ed unica nel suo genere: il Calamaro (Loligo vulgaris)!!!

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Primo piano di un grosso Calamaro “abbracciato” ad un Egi Sumizoku

 

Rientrando a far parte della famiglia dei Cefalopodi insieme alla Seppia (Sephia officinalis) ed il Polpo (Octopus vulgaris), benché sia presente saltuariamente un po’ tutto l’anno nel sottocosta, in alcuni periodi che vanno dall’autunno inoltrato fino a poco prima dell’inizio della primavera, c’è un’incremento di questo predatore, e in particolar modo di esemplari di taglia notevole che potranno essere insidiati con la tecnica dell’Eging.

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Detto questo volevo introdurre, anche se già utilizzatissime da moltissimi pescasportivi, un’esca di un noto brand giapponese, importato in Italia da T2Distribution SRL. sto parlando degli egi  Sumizoku della Harimitsu. Un brand specializzato nella creazione di attrezzature rivolte all’Eging pesca nata e diffusissima in Giappone da tempo immemore, e successivamente introdotta in Europa e in Italia. Di recente mi sono imbattuto ad utilizzare questo Egi di assoluta qualità. Parlo di assoluta qualità perché è realmente tangibile sin dalla prima volta che si tocca con mano quest’esca, curatissima in modo maniacale nei dettagli, viene presentata in una quantità’ di colorazioni veramente imbarazzante e in 4 differenti modelli:

#2.0 per un peso pari a 6.5gr x 6.3cm

#2.5 per un peso pari a 10gr x 7.8cm

#3.0 per un peso pari a 15gr x 9.5cm

#3.5  per un peso pari a 21gr x 11,5cm

 

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Una bella selezione di Egi Sumizoku pronti per entrare in pesca

Già nell’immagine qui sopra, e da quanto detto precedentemente, le colorazioni e i modelli sono veramente molteplici. Quindi avremmo una vastissima scelta da utilizzare nelle situazioni più disparate di luce, trasparenza dell’acqua, presenza di corrente sostenuta o meno e soprattutto dalle batimetriche che andremmo a battere per insidiare i nostri amici con i tentacoli.

Andiamo ora a descrivere quest’esca entrando nello specifico e tastando i punti fondamentali.

Come si può’ vedere nella prima immagine che rappresenta la parte superiore dell’Egi, il corpo dell’esca (partendo dalla scritta Sumizoku) è curato fin nei minimi dettagli. Le piume sono di primissima qualità, e vi assicuro che basta calarla in acqua per notarne subito la mobilita’ che hanno durante il movimento. Inoltre non si rovinano come in molte altre esche data l’attaccatura al corpo che è veramente solida e ben fatta. La livrea è estremamente realistica e resistente al poderoso becco dei Cefalopodi, un punto di forza se vogliamo un’esca duratura nel tempo.

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Particolare delle finiture di un Egi Sumizoku

 

Passando alla seconda immagine si può’ notare quanto il solido il doppio cestello montato. Personalmente l’ho voluto mettere a paragone con un’altro Egi di fascia media e credo che le immagini parlino da sole. Utilizzandolo ed effettuando diverse catture (e anche incagliandolo molte volte), posso dire che è veramente solido, affilato e difficilmente spuntabile. Caratteristica fondamentale per penetrare le carni di questo predatore che, essendo morbide e delicate, con un cestello ben affilato non ci farà rischiare di slamarlo. Inoltre ogni singolo cestello presenta un Gap (ovvero l’apertura totale dell’amo) che non essendo troppo ampia,farà si che una volta ferrato il Cefalopode, sarà difficile perderlo. Personalmente mi è capitato, quando non disponevo o non avevo a portata di mano un guadino, di sollevare di peso Seppie e Calamari senza problemi.

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Il cestello di una Sumizoku messo a confronto con quello di un Egi di altra marca

 

 Passiamo ora alla parte pratica e alle catture. Solitamente preferisco insidiare questi predatori o all’interno dei porti o su scogliere naturali con fondali misti che possono variare da roccia, sabbia o posedonia ma sempre su batimetriche non troppo importanti (di solito dai 3-4 mt ad un massimo di 15-20 mt). Questo per consentire all’Egi di lavorare egregiamente in quasi tutte le situazioni che ci vengono poste dai fattori ambientali (corrente, luna, acqua etc).

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Un bel Calamaro catturato su scogliera naturale in 15mt di fondo con Sumizoku del 2.5 color Abalon Custom

Una cosa che ritengo molto importante da dire è che questa è una pesca estremamente relativa, nel senso che anche se magari peschiamo su molto fondo e la situazione richiede un’Egi del 3.0-3.5, la cosa più importante da fare è capire in quel momento a quale altezza i cefalopodi stanno cacciando. Personalmente mi è capitato più volte di pescare su alti fondali con corrente sostenuta ma di trovare i Calamari ammucchiati in zone estremamente superficiali della colonna d’acqua. Io utilizzavo una Sumizoku Egi Deep o comunque in grammature pesanti, e non avvertivo abboccate. Invece cambiando Egi con una 2.0-2.5, lasciata molto libera a fluttuare in corrente con un’affondamento lento invece di colpo si sono manifestate le catture. Quindi durante la sessione si deve cercare di variare il più possibile sia nelle grammature, sia nei colori.

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Piccolo esemplare di calamaro catturato al tramonto con Sumizoku 3.0 colore Abalon Custom su un fondale roccioso.

Differentemente dal Calamaro, la Seppia se ne differenza poichè è  insidiabile durante tutto l’arco della giornata, con un’incremento dell’attività nelle prime ore notturne. Il Calamaro invece sarà più attivo al crepuscolo (che reputo il momento topico per catturarlo) e durante la notte. Il Calamaro è un Cefalopode di branco, ed è raro avere momenti di attività continua e costante. Giungono a flotte, predano e poi spariscono, rendendo così la pesca intervallata da momenti di attività frenetica a momenti di totale assenza. Non sono mancate occasioni in cui ho effettuato catture di esemplari estremamente grossi di calamari durante ore diurne, è raro ma non impossibile. Di solito queste catture sono avvenute nei mesi più freddi dell’anno come Gennaio e Febbraio, in condizioni di acqua totalmente ferma e cristallina.

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Seppia in area portuale su Sumizoku del 3.0

Vi saluto con questa foto “Only for adult and perverse anglers”

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Andrea Desiderio a.k.a. SpinPassionCapri

T2 Tribe

Legend Extreme Inshore XIS70MLF…. Spigole in leggerezza

Per Natale mi sono trattato bene, mi sono regalato la St.Croix Legend Xtreme Inshore XIS70MLF.
Volevo una canna da Spigola leggera, ovviamente piacevole da utilizzare e non in ultimo bella da vedere, da utilizzare prevalentemente in foce o porto ma che non disdegnasse nemmeno gli spazi aperti.

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Senza nemmeno pensarci troppo la scelta è ricaduta subito sulle bianche Legend Extreme Inshore. I problemi sono però arrivati nel momento di scegliere il modello; in effetti i dubbi su quale tra le tre versioni disponibili scegliere mi ha dato da pensare per diversi giorni…
In particolare l’indecisione verteva sulla XIS70MLF (la 1/2oz) e la XIS70MF (la 3/4oz). Ho cercato aiuto in rete, ma, vuoi perché la serie è relativamente nuova, non ho trovato nulla che potesse illuminarmi nella scelta. Così, un po’ alla cieca ed incrociando le dita, ho ordinato la mezz’oncia.

Tabella Legend Xtreme Inshore

Che dire, adesso dopo averla usata in diverse occasioni, la scelta è stata quantomeno azzeccata. Sperando di fare cosa gradita a chi, come me, avrà il piacevole dilemma della scelta tra questi due gioiellini vi racconto la mia esperienza.

legend extreme inshore st croix rod spinning casting t2 black flag blackflag raw fishing saltwaterLa St.Croix Legend Xtreme Inshore XIS70MLF (7’ per 1/2oz di c.w. massimo, azione fast, power medium/light) è la “piccolina” della serie Legend Xtreme Inshore (che prevede anche una 3/4oz, una 1 1/4oz e 1 1/4oz in versione da casting) ed è a mio avviso perfetta per la pesca alla spigola con hard bait. Il suo range ottimale che va dalle piccole esche da 5/6cm fino ai 12cm, spingendosi in determinate condizioni anche anche 14cm (ho pescato tranquillamente con un Duo Tide Slim 140). La mezz’oncia dichiarata è quindi realissima.

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Non è una canna da gomma, ma alla fine, quando è stato necessario si è adattata allo scopo sufficientemente bene, soprattutto con Shad montati su Jig head con amo esposto (nello specifico Keitech Swing Impact su Damiki Viper Jig Head).

L’azione è fast ma la canna non risulta affatto troppo “rigida”; aspetto secondo me fondamentale quando si è alla ricerca di questo predatore che, come sappiamo, è caratterizzato da un apparato boccale tutto sommato delicato: considerando la già violenta mangiata della Spigola, con canne troppo rigide e magari una ferrata un pelo troppo decisa rischieremmo di strappare letteralmente l’esca dalla bocca del pesce.

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Questa sua peculiarità è dovuta all’assemblaggio con due tipologie di grafite: super alto modulo SCVI nella parte bassa per la massima potenza e forza con un ridotto peso e grafite alto modulo SCV nella parte alta per avere forza, sensibilità.

E’ una canna davvero molto sensibile sia per le caratteristiche intrinseche del fusto, come appena detto, che per il particolare design dell’impugnatura realizzata in materiale Xtreme Skin (antiscivolo, idrorepellente, facile da pulire nonché, come già detto, molto molto sensibile) che trasmette al pescatore ogni più infinitesimale vibrazione.

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Infine, ma non per importanza, monta anelli Kigan Master Hand Zero Tangle con ponte in titanio e pietra in zirconio, quindi anti salsedine.

Con il pesce in canna è strepitosa, asseconda benissimo le testate della spigola per mantenendo potenza sulla schiena, fa subito capire al pesce chi è che comanda! Curva bellissima!

Bellissima canna davvero, usata in porto da terra e dalla barca, sulle scogliere foranee dei porti, anche con mare abbastanza formato, sì è sempre dimostrata all’altezza del suo compito. Consigliatissima!

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Probabilmente la “sorellina maggiore” (che ho solo sbacchettato in negozio e non posso certo dire di conoscerla) è più utile per situazioni in cui si è più a “rischio” di incontrare anche altri predatori come Serra e Barracuda. Ma per le Spigole

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Luca Lorenzini
T2 Tribe

Time to Eging Game

Come molti sapranno, l’Eging altro non è che la nuova tipologia di pesca ai Cefalopodi che ci è stata “confezionata e spedita” oramai da qualche anno in Italia dai nostri amici del Sol Levante. Si può praticare praticamente tutto l’anno ma i periodi più proficui sono i mesi freddi che vanno da metà settembre a febbraio, ma che oramai a causa dei cambiamenti climatici spesso si prolunga fino a marzo/aprile senza problemi.

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Ma vediamo nello specifico cos’è e come si compone l’Eging.

Le prede:
le prede insidiabili sono prettamente Calamari (Loligo vulgaris), Seppie (Sepia officinalis), ma può capitare anche qualche Polpo (Octopus vulgaris) e più raramente qualche Totano (Todarodes sagittatus).

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Dove e quando:
gli spot migliori per praticare questa tipologia di pesca sono soprattutto spiagge e scogliere. Per la Seppia (Sepia officinalis) è preferibile il fondale sabbioso. Per il Calamaro (Loligo vulgaris) invece spot con batimetriche importanti faranno al caso nostro in quanto questo Cefalopode a differenza di Seppie e Polpi non stazione sul fondale, ma si può trovare in diverse fasce d’acqua. Un accorgimento, soprattutto per quanto riguarda il Calamaro è di prediligere zone illuminate artificialmente nella fascia d’orario notturna in quanto sotto fonti luminose spesso e volentieri si raccolgono i Sugarelli (Trachurus trachurus) che sono le prede predilette dei nostri amici tentacolati.

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Come insidiarli:
le nostre armi in dotazione saranno gli Egi, simulacri di “gamberoni” dai svariati colori e dalle diverse caratteristi sia di fluorescenza che di affondamento. Io personalmente predilgo i Sumizoku della Harimitsu

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ma quest’anno grazie a T2 Distribution ho potuto provare con successo anche i Reins Ikazuti.

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Esistono diverse taglie per gli Egi, dai i 2.0 sino ai 4.0 ma di norma le dimensioni più utilizzate oscillano fra il 2.5 e i 3.5 sempre in relazione al periodo in cui peschiamo. A Settembre sarà preferibile fermarsi sulla taglia 2.5 in quanto i Cefalopodi presenti in questo mese saranno di dimensioni contenute, mentre nei mesi seguenti saliremo adattandoci alla crescita delle prede.

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Se ricerchiamo le Seppie o i Polpi dovremo far lavorare il nostro Egi a fondo facendolo strisciare con un recupero lento;

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mentre per quanto riguarda il Calamaro prima di tutto dobbiamo individuare in quale fascia d’acqua staziona. Io utilizzo un trucco che per me è fondamentale anche nello Shore jigging; dal momento che l’Egi tocca l’acqua inizio a contare e mi fermo a diversi partendo da dieci così che da fermare l’esca a diverse profondità e poter sondare dalla superficie al fondale. Un recupero medio e qualche jerkata morbida ma reattiva a canna alta faranno al caso nostro per adescare il Calamaro.

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*Attenti alla frizione! Cercate di mantenere una frizione ben tarata perché sulla ferrata e sulle partenze il Cefalopode potrebbe stapparsi!!! Ricordate che il cestello dell’Egi possiede aghi senza ardiglione e i Cefalopodi hanno carni molli che si strappano facilmente.

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Ultimi e fondamentali accorgimenti sono la canna, il terminale,la treccia e il moschettone da utilizzare.

Personalmente uso una St.Croix Eyecon ECS76MLXF, con un range di lancio fino a 3/8oz.

La trovo una canna eccezionale poichè la sua azione progressiva fa in modo non si strappino i Cefalopodi agganciati, durante il recupero, mentre l’ottima sensibilità è fa si che si percepisca perfettamente l’esca, il fondale, e gli attacchi.  Il fusto a parer mio ha una discreta potenza con cui riesco a spingere nel lancio permettendo di raggiungere distanze notevoli.

Sul mulinello monto il  TOW R.E.A.L. PE 4 capi da 9 lbs o un YGK G-Soul x3 da 8 lbs (il diametro della treccia lo scelgo in base alla distanza e all’affondamento degli Egi che andrò ad utilizzare). Collego alla treccia, tramite il nodo Tony Peña il TOW FNSS Fluorocarbon da 6 o 7 lbs (in relazione al diametro della treccia che sto usando) e collego la mia esca con un moschettone Damiki Double Lock Snap #00, tutto ciò chiuderà il quadro che ci garantirà un ottima pescata ad Eging game!

IMG_7017Un saluto dalla Calabria il vostro

Angelo Scopelliti a.k.a. Ngiulo Sparrow Pequeno

T2 Tribe.

 

Sorprese spagnole

Voglio condividere con voi la splendida esperienza che fatto ad inizio ottobre.
Verso la fine del “boom” lavorativo io e la mia fidanzata decidiamo di farci una vacanzina, questa volta l’attenzione cade sul sud della Spagna.
Non era partito come un viaggio di pesca ma, per colpa di Michele Illiceto, due lanci sono riuscito ad infilarceli dentro.
La sua colpa è stata quella di elogiarmi le caratteristiche della St.Croix Triumph Traverl TRS66MF4 in quattro pezzi. Canna davvero versatile, con un vettino molto sensibile e una discreta riserva di potenza!
Fatalità nel bagaglio da stiva ci sta perfettamente!!!
Arriviamo a Malaga e già nelle fasi di atterraggio intravedo scogliere e spiagge che mi mettono dentro una frenesia da Light Rock Fishing che metà basta.
Frenesia dovuta neanche tanto dalla possibilità di pescare, ma dalle specie nuove che avrei potuto aggiungere al mio diario di pesca!!!
Ovviamente la pesca viene dopo delle attività turistiche programmate, quindi, giro della città, chiese , mostre…..birre, che qui chiamano “canas” (pronunciato CAGNA e vi giuro che fino alla fine ho avuto il terrore di offendere le cameriere e sangrie).
Il momento arriva, un paio d’ore di relax in spiaggia!!! Scelgo il posto, la scogliera esce in mare per un centinaio di metri, l’acqua è cristallina e mi da la possibilità di studiare il fondale, opto per il lato dove non battono le onde, pescando con testine leggere è indubbiamente il più indicato!
Fierissimo estraggo la fodera della Triumph dallo zaino come se fosse l’Excalibur ed inizio ad allineare le 4 sezioni, bella davvero cavolo, leggerissima

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monto la bobina che avevo preparato con la nuova treccia TOW R.E.A.L. PE 4 capi  da 11 lbs alla quale lego con un classico palomar una piccola AJI RINGER JIG HEAD e innesco un MICRO TUBE da 1,5” sempre di REINS! Ho scelto la treccia, anche se per pescare tra gli scogli a mio parere non è l’ideale, perchè in caso di incaglio sapevo che sarei riuscito a salvare la testina, dovevo tenermi care quelle che avevo, qui in giro chi le trova se rimango senza!!!
Giuro, due lanci e questo piccolo Ghiozzo (Gobius paganellus), che chiamerò Ghiozzo Punk, succhia la mia esca come se non esistesse nulla di più buono!!!

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Cappotto salvo, si può continuare!
Invece di calare tra un buco e l’altro decido di lanciare fuori, anche con pesi leggeri la Triumph abbinata alla TOW R.E.A.L. PE 4 capi, mi fa fare lanci fotonici, rimango senza parole, il fondale sabbioso misto roccia mi consente di recuperare strisciando sul fondo senza problemi di incaglio, nonostante la Triumph sia composta da grafite di medio modulo SCII la sensibilità è sorprendente, sicuramente paragonabile a molte canne di fascia superiore di prezzo, e ad un certo punto sento una timida mangiatina…mi fermo…riparto piano e qualcosa non resiste al mio Reins Microtube, ferro e FISH!!!
Ma che è?? Non credo ai miei occhi una piccola Cernia alessandrina (Epinephelus costae), credo!!! Inizio ad urlare sugli scogli mentre la mia morosa fa finta di non conoscermi!!!!

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Rilascio e vista la dimensione della bocca di questi pesci aumento le dimensioni di testina ed esca!! Passo alla nuova Black Flagg LG Ballhead da 1/8 oz con un amo del #6, studiata per la pesca a Light Game e gli innesco un Damiki Air craw da 2″.
Un’altra Cernia si lascia ingannare, il Damiki Air craw 2″, sempre in colorazione Cherry red, ha davvero una marcia in più,

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e si passa alla buca successiva dove non sento una mangiata ma solo un appesantimento dell’esca. Pensando ad un granchio alzo la vetta per farlo sganciare ma qualcosa cerca di riconquistare la tana, due potenti ripartenze tra gli scogli che riesco a gestire grazie alla treccia ed ecco un’altra sorpresa…una Cernia bruna!!!!!

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Wow!!! Mi scoppia la testa dall’emozione, la livrea è bellissima con tutte quelle macchie gialle!!! Quest’esserino da grande potrebbe diventare un mostro!!! Mi sento tornato bambino ma qualcosa mi fa tornare alla realta…la voce della mia morosa che mi ricorda che è ora di partire per Granada….noooo non può essere vero…. Rimarrei qui tutta la vacanza, chissà quante altre sorprese mi avrebbe riservato questa scogliera….ho pescato in altri 3 posti durante i 900km che abbiamo fatto, il fiume Guadalquivir a Cordoba, il lago Guadalhorce tra Cordoba e Ronda e in oceano a Cadice ma ahimè non ho preso nulla!
Questo per dirvi che con una canna come la Triumph, ed una selezione di poche esche si possono davvero affrontare fresh&salt water senza problemi in tutto il mondo!

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Pescate, pescate e PESCATE!!!!
W

Fabian Ronconi

Black Flagg Brigade

Un approccio marino molto “R.E.A.L.”

TOW REAL PE

Una bobina di T.O.W. R.E.A.L. PE4 9 lbs nel suo ambiente naturale

R.E.A.L. sta per Rock Egi Aji Light Game.
Beh che dire l’acronimo dice tutto!!!
Si tratta di una treccia a 4 capi, multicolor, di diametri sottili ( 9,11,13 e 15 LB). Già al tatto risulta molto resistente, tondo e compatto! La circolarità del filo è la cosa che preferisco; spesso si trovano trecciati appiattiti che formano delle antiestetiche e scomode torsioni che provocano le spiacevoli parrucche. Quando si ha a che fare con diametri cosi sottili, gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo! Ecco perchè è indispensabile una qualità del prodotto che miri all’eccellenza. Quando lo imbobineremo, ci accorgeremo come segua perfettamente il profilo della bobina. La cosa che mi ha stupito del TOW R.E.A.L. PE 4capi è la sua resistenza alle trazioni; non ha mai ceduto alle sollecitazioni dei test, da me effettuati, sulle legature. Spesso nella realizzazione del “Tony Pena”si verifica, quando abbiamo a che fare con trecce di mediocre qualità, il non scorrimento delle spire sul fluoro carbon, tagliandolo alla prima trazione; peggio ancora, a legatura finita, quando andiamo per testarlo, il trecciato cede sopra il nodo… Immaginiamo se questo accadesse con un pesce inportante??
Il TOW R.E.A.L. PE 4capi Non ha mostrato nessuno di questi problemi..

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Una perfetta legatura tra terminale e TOW R.E.A.L. PE4. Dalla foto si nota come le spire si dispongano in modo ordinato.

Ma ora parliamo di come si comporta in azione. Ho avuto modo di testarlo in tutte le tecniche per cui è nato.
Iniziamo con il Light Rock Fishing.
La compattezza e la sottigliezza che contraddistinguono il TOW R.E.A.L. PE 4capi ci permettono di lanciare grammature esili e di raggiungere distanze notevoli. Ci garantisce percezione e contatto continuo con l’esca consentendoci di ispezionare meglio i vari anfratti.

Scorfano Reins

Un bellissimo “Scorpaena maderenis”, preda omune del Light Rock Fishing, comunemente conosciuto come Scorfano squamoso, pescato alle Isole Eolie.

Stesso discorso per il Light spinning.
Perfezione e distanze nei lanci, alta sensibilità sull’esca facendoci sentire ogni minima vibrazione; per intenderci, un DUO Sperhead Ryuki 70S ci trasmette delle vibrazioni equiparate ad un artificiale da 12cm su attrezatura da spinning normale.

Sugarello Ryuki

Magnifico esemplare di “Caranx chrysos”, comunemente chiamato “Ricciola sauro”, insidiato grazie alla sinergia tra pescatore ed artificiale, garantita dal TOW R.E.A.L. PE4.

Passiamo ora all’Eging, praticato sia da terra che dalla barca.
Dalla riva, grazie alla sua sottigliezza, ci consente di pescare con Egi da 2.0 e 2.5 anche con condizioni di vento laterale e corrente sistenuta. L’Eging è una tecnica dove tra le braccia e l’esca deve esserci un filo conduttore che ci tiene sempre in contatto perenne. Il TOW R.E.A.L. PE4 assolve perfettamente a questo compito.

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Foto del nostro amico Francesco Li Bianchi di una Seppia insidiata dal naturale movimento, impresso grazie al TOW R.E.A.L. PE4 9 Lb, della Sumizoku 2,5 colore VE -22EPC.

Dalla barca invece, serve tagliare la corrente per mantenere una certa verticalità. L’ho testato con il DUO D- Squid da 28 gr. In situazioni di scarroccio sostenuto, è necessario lanciare per anticipare la direzione della corrente; l’azione di lancio, con pesi simili, potrebbe provocare un’uscita sproporzionata del trecciato dalla bobina con conseguenti parrucche. Nel nostro caso invece questo non accade, permettendomi di mettere a punto ogni accorgimento per questa tecnica…. e i risultati sono garantiti!!!

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DUO D-Squid con sullo uno sfondo la colorazione di una Seppia appena catturata

Per una mia filosofia di vita, prima di parlare di un prodotto e di esprimere un mio giudizio, voglio testarlo in tutte le situazioni possibili..
Vi ricordate del mio precedente report sul Light vertical game”??
Beh credo che per Il TOW R.E.A.L. PE 4capi nella misura da 9 lbs non ci sia test peggiore o migliore ( dipende dai punti di vista). Questa stupenda treccia a 4 capi, fa portare esche di 28 g, e anche meno, a -60 mt. Oltre a permettermi di pescare a queste notevoli profondità, mi garantisce un effetto insidioso senza eguali. L’ultima mia esperienza, che mi ha lasciato senza fiato, è stata la cattura di un Pagello (Pagellus erythrinus) di 2,4 kg a circa 58 mt, che ha abboccato ad un Black Flagg Liqvidd Tiny Skyy Craww H.P. 2,75” colore Playa Craw. Questo pesce ha messo a dura prova la St.Croix Eyecon ECS70LF da 1/16-1/4 Oz, il TOW R.E.A.L. PE4 a cui ho connesso come terminale il TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs. Il pesce mi ha impegnato per circa 15 minuti sul fondo, diverse sono state le sfuriate e in molti momenti ho creduto che qualcosa di tutto il complesso pescante, molto light rispetto alla situazione, potesse cedere. Ed invece tutto ha retto anche oltre le mie aspettative!! Ecco la foto di una delle catture più soddisfacenti per me.

BF Liqvidd Tiny Skyy Craww pagello

Un grosso Pagello catturato St. Croix Eyecon ECS70LF, TOW R.E.A.L. PE 4capi 9 lb con terminale TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs ed esca Black Flagg Liqvidd Tiny Sky Craww H.P. 2,75”

In conclusione voglio aggiungere che il TOW R.E.A.L. PE4, è un trecciato da potenzialità che vanno oltre le normali attese, con un’ottima risposta alle prove che ho voluto fare prevalentemente in mare dove, anche solo la salsedine può essere motivo di usura.

Rocco Alfieri

T2 Tribe.

St.Croix Avid X: rompere con la tradizione

AXCS_BTY

La nuova serie di canne AVID X di ST. CROIX, comprendente sia modelli da spinning che da casting, rappresenta una versione “radical” della classica serie AVID.

Costruita sempre in carbonio alto modulo SCIII con IPC Technology (Integrated Poly Curve tooling technology) per una sensibilità ed una leggerezza estrema.

AXCS_Labels

Si presenta con una impugnatura split in sughero di primissima qualità, un porta mulinello Fuji con finitura canna di fucile ed un esclusivo hook-keeper che ben si adatta a diverse tipologie di esche e che esclude ogni possibilità di aggancio accidentale del filo.

AXCS_Reel Seats

La nuove AVID X sono montate con micro anelli KIGAN Z pensati per ridurre il peso dell’attrezzo pur mantenendo elevata capacità di scorrimento del filo grazie alla pietra in zirconio. Gli anelli sono legati con filo in nylon e due strati di flex coat a lenta essiccazione.

AXCS_Stripper Guides

La nuova serie include ben 18 modelli sia mono pezzo che in due pezzi,  nelle versioni Spinning e Casting.

STC Dealer KitProgettata e costruita nei nostri stabilimenti di Park Falls, Winsconsin (USA), e protetta da ben 15 anni di garanzia trasferibile e sostenuta dal ST. CROIX SUPER STAR SERVICE.

Avid X Logo

Disponibile presso tutti i rivenditori St.Croix d’Italia.