• St. Croix

  • Stanley

  • Damiki

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 100 follower

  • Annunci

Una Serata “Controcorrente”

Le condizioni meteo mi hanno costretto ad una lunga pausa invernale durata circa un mese e mezzo, gennaio è stato un susseguirsi di perturbazioni ed il mare è sempre rimasto in pessime condizioni.
Ieri ho finalmente interrotto il digiuno, una serata di mare calmo, in assenza di vento, mi ha fatto passare una splendida pescata, corredata da un paio di catture nella media.

Img1

Oggi sono riuscito a trovare una scappatoia per approfittare della serata, visto che da domani le condizioni peggioreranno nuovamente.
Arrivo nello spot verso le 18:00, sta per calare la notte, sono leggermente in ritardo, ho perso il cala sole, ma bisogna fare di necessità virtù.
Le condizioni sono peggiori di quanto previsto, un teso vento frontale di levante, gelido come la neve, mi penetra le ossa. Il cielo è cupo, completamente coperto dalle nubi. Il mare è leggermente formato, le onde sono di dimensioni apprezzabili e creano una bella schiuma corposa. Condizioni ideali per uno Spinning leggero, vento a parte, ma non si prestano certo ad una battuta ad Eging.
La spiaggia è quasi deserta, avvisto solo due tipi a distanza considerevole che tentano di pescare, probabilmente stanno già provando da un’ora buona.
La voglia di pescare è tanta, so bene che non avrò altre occasioni per una settimana buona, domani è previsto un forte peggioramento e decido di tentare ugualmente. Intanto mi accorgo che i due tipi si arrendono e decidono di levare le tende, probabilmente perché stremati dal vento.
Al primo lancio mi accordo subito che gli Egi normali non riescono a raggiungere una distanza soddisfacente, inoltre la corrente peggiora le cose trascinando l’Egi verso sinistra, costringendomi a pescare in diagonale. Molti si sarebbero arresi alle condizioni meteo marine, me compreso, se non fosse stato per il mio asso nella manica: Sumizoku 3.5 Deep.
Questa Totanara è pensata per lavorare con batimetrie importanti, l’ho usata con ottimi risultati dalla barca, senza aggiungere nessun tipo di sinker. Malgrado i suoi 25 grammi che le conferiscono un assetto decisamente affondante, mantiene buona reazione alla jerkata ed un movimento naturale molto adescante. Non amo gli Egi del 3.5, tant’è che quando scelgo questa misura passo direttamente al modello deep, tuttavia devo riconoscere che in più di un occasione hanno selezionato le dimensioni della preda portandomi spesso a catture importanti.
Grazie alla mia VE-33OR riesco a sostenere l’azione di pesca. L’Egi buca la forte opposizione del vento frontale, raggiungendo la distanza di 35/40 m. Il suo affondamento veloce impedisce al vento di trascinare il filo che resta al di fuori dell’acqua nella fase di lancio e mi permette di entrare velocemente in pesca. La sua velocità di affondamento si oppone alla corrente laterale ed una volta raggiunto il fondo mi permette di ridurre drasticamente la diagonale che tende a formare il trecciato in queste condizioni. In queste situazioni le Sumizoku Deep del 3.5 hanno un alto potere adescante perché traggono vantaggio dalla corrente laterale. Durante la permanenza sul fondo, questa innesca sull’egi un movimento ondulante estremamente naturale, corrente che su un egi della serie normal ha l’effetto negativo di una deriva troppo veloce.

img1.1

Passa una buona oretta di tentativi infruttuosi, ma intanto il vento diminuisce la sua intensità e la pesca diventa decisamente più piacevole. Continuo ad utilizzare la mia Deep che adesso raggiunge distanze maggiori e mi consente di esercitare un raggio d’azione più ampio.
Carico la mia St.Croix Eyecon ECS70MLF ed effettuo un bel lancio lungo e pulito, attendo che il mio Egi raggiunga il fondo, stimato intorno agli 8 m, ed inizio il recupero. Qualche jerkata, seguita dalla solita pausa… tendo il filo ed avverto una leggera resistenza. Ad una mano inesperta potrebbe sembrare una piccola asperità del fondale che oppone resistenza all’avanzamento dell’Egi, ma io so bene che non è così. Forse un Polpo (Octopus vulgaris) che allunga uno dei suoi sinuosi tentacoli per cercare di catturare la sua preda, o forse si tratta di una grossa Seppia (Sephia oficinalis) che sosta invisibile a pochi centimetri dalla mia esca e che ne tasta la consistenza. E’ possibile, ma probabilmente è la preda principe di questa tecnica, la più divertente, il Calamaro (Loligo vulgaris). Non importa se ti trovi a decine di metri da me ed a diversi metri dalla superficie, hai perso il tuo vantaggio, so bene che ci sei. Una, due, tre pennellate della mia St.Croix Eyecon innescano la danza letale ed irresistibile dell’Egi, qualche scatto della frizione mi garantisce che l’esca si muove con estrema naturalezza. La trappola è tesa!
Appena due o tre secondi di pausa, tendo con estrema delicatezza il trecciato e sento il suo abbraccio letale, un colpo ben assestato e ferro il predatore che in una frazione di secondo è divenuto preda. Il Calamaro è di buona stazza, è scaltro, cosa credi? Altrimenti non si raggiungono certe dimensioni! Ha già capito l’inganno, lancia la sua nuvola d’inchiostro ed inizia a pompare il suo sifone per fuggire nel blu. Mi dispiace per lui, ma non gli servirà, le spugnette della mia Sumizoku sono affilatissime ed hanno penetrato a fondo la sua carne tenera e delicata. La mia St.Croix Eyecon gli mostra il suo lato dolce, la sua vetta sensibile e progressiva che asseconda le sue pompate ad hoc, intanto io allento la frizione e lascio che la preda prenda qualche metro di lenza. E’ veramente imbufalito e bisogna lasciare che sfoghi la sua ira. Inizio il recupero pompando la canna, ispiro il mio movimento al suo ritmo di nuoto, il mio braccio gli mostra il lato amaro della mia St.Croix Eyecon, la sua robusta schiena! Mi guardo intorno alla ricerca di un punto di uscita , mi sposto di qualche metro a destra e continuo il recupero in diagonale. Grazie al mio trecciato T.O.W. R.E.A.L. PE 4capi multicolor mi accorgo che l’azione di recupero è quasi terminata ed a circa 15 metri dal terminale eseguo uno spostamento correttivo a sinistra per guadagnare una posizione frontale rispetto alla preda. Mi trovo in una posizione svantaggiata, il vento teso fin dalla notte avanti ed il mare formato hanno creato un gradino alto circa 70 cm nel bagnasciuga ed io sono senza stivali. Recupero i metri restanti e sento la forte resistenza della risacca, è il momento di fare una pausa, attendo l’onda successiva ed accelero il recupero al massimo lasciando che l’onda spiaggi per me la preda che resta in bilico a solo 10 cm dalla vetta del gradino di ciottoli. Attendo paziente con il filo appena in tensione l’onda successiva, ma è troppo debole e lavora a favore del calamaro, facendogli guadagnare alcuni centimetri verso il mare. E’ il momento di osare, abbasso la vetta della canna fino a portarla parallela alla spiaggia e gli mostro la grande riserva di potenza della mia St.Croix Eyecon. La salda presa del mio Egi non viene meno e mi permette di terminare il recupero in tutta sicurezza.
Accendo finalmente la lampada e godo della vista di un esemplare bellissimo dal colore porpora vivido, stimato sul chilogrammo, l’egi è agganciato tra i tentacoli corti ed è penetrato a fondo con entrambe le corone. Seguono le foto di rito ed un difficoltoso autoscatto che alla fine è risultato fuori fuoco 😦 .

img2

La pescata è proseguita per un’oretta senza altri risultati, ma ero ugualmente soddisfatto . In questo periodo della stagione i calamari diventano di taglia maggiore, ma il numero di catture diminuisce drasticamente, tuttavia il divertimento e la soddisfazione di una cattura di taglia ripaga largamente la mancanza di quantità. Grazie alla mia attrezzatura impeccabile, ed all’attenzione che ho prestato nelle fasi di preparazione e pianificazione della battuta, sono riuscito a realizzare l’occasione che il mare mi ha offerto, non c’è soddisfazione più grande.

img3

L’Eging è una tecnica che mette a dura prova l’attrezzatura, il terminale in fluorcarbon dello 0,22 mm e lo spezzone di trecciato che lo segue dal diametro di 0.8/1.0 PE, viene letteralmente macinato dai continui recuperi a contatto con il fondo. Per questo motivo bisogna optare per fili di alta qualità e la mia scelta non poteva che ricadere sul T.O.W. FNSS Fluorocarbon da 8 lb per la realizzazione del terminale. Come trecciato ho optato per il T.O.W. R.E.A.L. PE 4capi da 13 lb, un trecciato multicolor a 4 capi ideato per tutte le tecniche di pesca Light ma che richiedono sensibilità e robustezza, un trecciato dal carico e dalla longevità impressionante. A completare il tutto un moschettone Damiki Double Lock Snap, misura #0. Questi moschettoncini hanno un’anima veramente sottile che unita alla loro dimensione ridotta li rende ideali per agganciare l’Egi senza ostacolarne il movimento. Sono veramente veloci da aprire e chiudere, qualità che rende semplice i cambi di artificiale, garantendo sempre un’ottima tenuta.

img4

A tutti coloro che storcono il naso per l’assetto troppo leggero, voglio ricordare la mia cattura più importante dell’anno, un bestione di 2 chilogrammi che ho lavorato senza problemi. Potete osservarlo nelle ultime tre foto (inedite) dell’articolo. La foto pubblicata all’epoca della cattura la conoscete già, ma per chi non l’avesse vista ecco il link.

img5

Tonino Grillo

T2 Tribe

Annunci

Harimitsu Sumizoku “Aori-Ika Killer”

Finalmente è arrivato il freddo!!! Molte persone si chiederanno “perché finalmente?!?” Ebbene si, perché per chi pratica l’Eging è un gran momento, un momento atteso tutto l’anno.

L1060346

Una bella Seppia invernale

Si incomincia a respirare un’aria più’ pulita e l’acqua di conseguenza comincia a raffreddarsi. Il termoclino si abbassa, l’attività’ diminuisce, niente più’ movimenti a galla ne attività’ frenetica di pesce foraggio. Insomma c’è aria di cambiamento anche nel mondo acquatico! Molte specie ittiche diventano fortemente apatiche sia agli stimoli dei nostri “Plasichetti”, sia nelle loro abitudini. Tutto cio’ dovuto all’abbassamento delle temperature sia esterne che di conseguenza interne. C’è pero’una specie che fa eccezione e che proprio in questo periodo risale le profondità tenute durante tutto il periodo estivo giungendo nel sotto costa, dove essendosi raffreddata l’acqua, trova il giusto habitat per procacciare e stazionare fino in primavera. Sovrano incontrastato delle tenebre e non solo, stupefacente predatore forse uno dei miei preferiti proprio per la fisionomia che ricorda un po’ una creatura extraterrestre e per la totale diversificazione da un qualsiasi altro pinnuto che nuoti libero in un qualsiasi altro Mare o Oceano del Mondo. Una creatura estremamente singolare ed unica nel suo genere: il Calamaro (Loligo vulgaris)!!!

1452280_685543998146533_431874884_n

Primo piano di un grosso Calamaro “abbracciato” ad un Egi Sumizoku

 

Rientrando a far parte della famiglia dei Cefalopodi insieme alla Seppia (Sephia officinalis) ed il Polpo (Octopus vulgaris), benché sia presente saltuariamente un po’ tutto l’anno nel sottocosta, in alcuni periodi che vanno dall’autunno inoltrato fino a poco prima dell’inizio della primavera, c’è un’incremento di questo predatore, e in particolar modo di esemplari di taglia notevole che potranno essere insidiati con la tecnica dell’Eging.

harimitsu

logo

Detto questo volevo introdurre, anche se già utilizzatissime da moltissimi pescasportivi, un’esca di un noto brand giapponese, importato in Italia da T2Distribution SRL. sto parlando degli egi  Sumizoku della Harimitsu. Un brand specializzato nella creazione di attrezzature rivolte all’Eging pesca nata e diffusissima in Giappone da tempo immemore, e successivamente introdotta in Europa e in Italia. Di recente mi sono imbattuto ad utilizzare questo Egi di assoluta qualità. Parlo di assoluta qualità perché è realmente tangibile sin dalla prima volta che si tocca con mano quest’esca, curatissima in modo maniacale nei dettagli, viene presentata in una quantità’ di colorazioni veramente imbarazzante e in 4 differenti modelli:

#2.0 per un peso pari a 6.5gr x 6.3cm

#2.5 per un peso pari a 10gr x 7.8cm

#3.0 per un peso pari a 15gr x 9.5cm

#3.5  per un peso pari a 21gr x 11,5cm

 

L1060368

Una bella selezione di Egi Sumizoku pronti per entrare in pesca

Già nell’immagine qui sopra, e da quanto detto precedentemente, le colorazioni e i modelli sono veramente molteplici. Quindi avremmo una vastissima scelta da utilizzare nelle situazioni più disparate di luce, trasparenza dell’acqua, presenza di corrente sostenuta o meno e soprattutto dalle batimetriche che andremmo a battere per insidiare i nostri amici con i tentacoli.

Andiamo ora a descrivere quest’esca entrando nello specifico e tastando i punti fondamentali.

Come si può’ vedere nella prima immagine che rappresenta la parte superiore dell’Egi, il corpo dell’esca (partendo dalla scritta Sumizoku) è curato fin nei minimi dettagli. Le piume sono di primissima qualità, e vi assicuro che basta calarla in acqua per notarne subito la mobilita’ che hanno durante il movimento. Inoltre non si rovinano come in molte altre esche data l’attaccatura al corpo che è veramente solida e ben fatta. La livrea è estremamente realistica e resistente al poderoso becco dei Cefalopodi, un punto di forza se vogliamo un’esca duratura nel tempo.

L1060393

Particolare delle finiture di un Egi Sumizoku

 

Passando alla seconda immagine si può’ notare quanto il solido il doppio cestello montato. Personalmente l’ho voluto mettere a paragone con un’altro Egi di fascia media e credo che le immagini parlino da sole. Utilizzandolo ed effettuando diverse catture (e anche incagliandolo molte volte), posso dire che è veramente solido, affilato e difficilmente spuntabile. Caratteristica fondamentale per penetrare le carni di questo predatore che, essendo morbide e delicate, con un cestello ben affilato non ci farà rischiare di slamarlo. Inoltre ogni singolo cestello presenta un Gap (ovvero l’apertura totale dell’amo) che non essendo troppo ampia,farà si che una volta ferrato il Cefalopode, sarà difficile perderlo. Personalmente mi è capitato, quando non disponevo o non avevo a portata di mano un guadino, di sollevare di peso Seppie e Calamari senza problemi.

L1060392

Il cestello di una Sumizoku messo a confronto con quello di un Egi di altra marca

 

 Passiamo ora alla parte pratica e alle catture. Solitamente preferisco insidiare questi predatori o all’interno dei porti o su scogliere naturali con fondali misti che possono variare da roccia, sabbia o posedonia ma sempre su batimetriche non troppo importanti (di solito dai 3-4 mt ad un massimo di 15-20 mt). Questo per consentire all’Egi di lavorare egregiamente in quasi tutte le situazioni che ci vengono poste dai fattori ambientali (corrente, luna, acqua etc).

L1060416

Un bel Calamaro catturato su scogliera naturale in 15mt di fondo con Sumizoku del 2.5 color Abalon Custom

Una cosa che ritengo molto importante da dire è che questa è una pesca estremamente relativa, nel senso che anche se magari peschiamo su molto fondo e la situazione richiede un’Egi del 3.0-3.5, la cosa più importante da fare è capire in quel momento a quale altezza i cefalopodi stanno cacciando. Personalmente mi è capitato più volte di pescare su alti fondali con corrente sostenuta ma di trovare i Calamari ammucchiati in zone estremamente superficiali della colonna d’acqua. Io utilizzavo una Sumizoku Egi Deep o comunque in grammature pesanti, e non avvertivo abboccate. Invece cambiando Egi con una 2.0-2.5, lasciata molto libera a fluttuare in corrente con un’affondamento lento invece di colpo si sono manifestate le catture. Quindi durante la sessione si deve cercare di variare il più possibile sia nelle grammature, sia nei colori.

L1060384

Piccolo esemplare di calamaro catturato al tramonto con Sumizoku 3.0 colore Abalon Custom su un fondale roccioso.

Differentemente dal Calamaro, la Seppia se ne differenza poichè è  insidiabile durante tutto l’arco della giornata, con un’incremento dell’attività nelle prime ore notturne. Il Calamaro invece sarà più attivo al crepuscolo (che reputo il momento topico per catturarlo) e durante la notte. Il Calamaro è un Cefalopode di branco, ed è raro avere momenti di attività continua e costante. Giungono a flotte, predano e poi spariscono, rendendo così la pesca intervallata da momenti di attività frenetica a momenti di totale assenza. Non sono mancate occasioni in cui ho effettuato catture di esemplari estremamente grossi di calamari durante ore diurne, è raro ma non impossibile. Di solito queste catture sono avvenute nei mesi più freddi dell’anno come Gennaio e Febbraio, in condizioni di acqua totalmente ferma e cristallina.

Seppia con totanara Sumizoku

Seppia in area portuale su Sumizoku del 3.0

Vi saluto con questa foto “Only for adult and perverse anglers”

L1060417

Andrea Desiderio a.k.a. SpinPassionCapri

T2 Tribe