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Light Rock (Trout) Fishing

Reins Hog Tiny brown trout

Ogni tanto mi entra qualche tarlo in testa, un’idea strana. Dapprima solo come un pensiero vago ed indistinto che piano piano prende sempre corpo fino a diventare un’ossessione.
Quest’anno è toccato alla Trota in torrente. Alcune belle foto viste in rete hanno “acceso la miccia” che piano piano ha iniziato a bruciare fino ad esplodere.

T2 Tribe trout fishing

Dal mare, mio solito ambiente di pesca, al torrente il salto è enorme sia dal punto di vista dell’approccio che dell’attrezzatura. Già, l’attrezzatura… è il primo problema che mi trovo ad affrontare. Come regolarmi? Vale la pena acquistare, magari per una sola uscita in tutta la stagione del materiale specifico? Alla fine la soluzione è a portata di mano… perché non sfruttare il materiale che normalmente utilizzo per il Light Saltwater Game?

Controllo in garage per vedere come posso arrangiarmi…
Filo… tra le varie soluzioni a disposizione quella che reputo più idonea alle “esigenze torrentizie” è senz’altro il fluorocarbon diretto. Nelle uscite a Light Saltwater Game, ho avuto modo di conoscere ed apprezzare il T.O.W. FNSS Fluorocarbon; testato e “stressato” tra pietre e scogli si è sempre comportato egregiamente e si è conquistato la mia fiducia! Tenuta al nodo e all’abrasione fenomenali, lanci tra pietre e legni veramente senza paura!!!

TOW_FNSS-Fluorocarbon_whiteEsche… il torrente che ho in mente, come la maggior parte di quelli nella mia regione, è molto piccolo e caratterizzato da buche non molto ampie dove l’impiego di Cucchiaini rotanti e Minnow è veramente molto molto difficoltoso. Quindi ripiego su Jighead e Micro softbaits!!! Ok, ma quali?
Per quanto riguarda le Jighead la scelta è vasta. Personalmente preferisco le Black Flagg LG Ballheadz: affilate, resistenti e dal costo contenuto (aspetto di primaria importanza quando si pesca in ambienti dove è facile incagliare).

BF_Light-Game-Specific-jighead_logo

Come sappiamo ne esistano tre versioni:

Black Flagg LG Darting Headz: la tipica forma a tronco di cono di questa Jighead consente all’esca di avere, durante il recupero, un movimento molto “schizofrenico” con secchi scarti laterali molto adescanti.

Black Flagg LG Bullet Jig: dalla forma a proiettile sono Jighead specifiche per “esaltare” l’azione swimming di determinate esche. Assolutamente letali per innescare piccoli soft shad o comunque tutte quelle esche che fanno del nuoto la loro carta vincente.

Black Flagg LG Ballheadz: il più classico dei classici. La forma tonda della testina, oltre che ad adattarsi a tutte le esche ed a tutti gli inneschi, è meno facile da incagliare.

E’ proprio questa ultima carattetristica che mi ha fatto optare per questa versione.

Scelta la testina cosa innesco? Come insegna Wikipedia la Trota fario (Salmo trutta)E’ un predatore voracissimo e si può dire che divori qualunque animale possa inghiottire, dagli insetti ai crostacei, ai pesci, anche trote più piccole, ai topi ed alle rane”. Perché non utilizzare i piccoli gamberi di Reins che già belle soddisfazioni mi han dato a Scorfani

(https://t2distribution.wordpress.com/2013/07/15/a-scorfani-con-reins/

https://t2distribution.wordpress.com/2014/08/27/light-rock-fishing-in-estate-damiki-air-craw-2/ )?

Reins Hog TinyMa alla fine? Devo dire che le scelte hanno dato ottimi risultati in pesca, facendomi fare numerose catture con qualche pesce veramente bello! Perlopiù catturate in buche, nelle correnti di uscita delle buche o nei giri di corrento dietro a qualche sasso.

Reins Hog Tiny trota fario

Sono estremamente soddisfatto e deciso a sperimentare ancora questa nuova (per me) pesca! Tanto che sto pensando di acquistare una canna specifica.
In effetti l’unico tasto dolente è stata la canna impiegata. Seppur perfetta come Casting Weight e azione, i suoi 7’4” sono un po’ troppi per muoversi agilmente negli spazi ristretti del torrente.

reins ax craw mini

Sono diverse, nella produzione St. Croix le canne che ho già adocchiato, Trout Series TSS64LF2 e Avid Series AVS60LF in primis… ne risentirete parlare prossimamente!!!

T2 Tribe trota

Certamente non voglio passare il messaggio che sia un ambiente “facile”, tutt’altro, ma credo che, pur in assenza di competenze specifiche, con un po’ di buona voltà il torrente sia alla portata di tutti. E se ci sono riuscito io…

T2 Distribution trota

Alla prossima!
Luca Lorenzini
T2 Tribe.

 

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Salento on the (Light) rock…..

Ormai quando organizzo un viaggetto sto sempre ben attento a lasciare un pò di posto per il minimo necessario per una pescatina veloce, bastano davvero un marsupietto con un po di minuteria varia ed una decina di buste di gomma per poter affrontare spot e predatori diversi sia in acqua salata che dolce….è così che quel poco spazio a disposizione è sempre riservato alla mia fedelissima due pezzi: la Reins Aji Ringer Raz 7’2’’ UL

Reins RAZ Solid Tip

Quest’ultimo weekend mi ha portato lontano dal mio amato/odiato Adriatico romagnolo verso le coste ioniche della Puglia, non vi ero mai stato prima, ma le foto ed i racconti di alcuni amici salentini mi avevano preparato ad un ambiente totalmente differente da quello che trovo solitamente nelle mie zone, e sicuramente notevolmente più invidiabile.

Sapevo di avere soltanto uno spezzone di pomeriggio da dedicare alla cattura di qualche nuova specie ed ho deciso di passarlo nella bellissima cornice della Perla dello Ionio, Gallipoli.
Tutta la città vecchia è situata su una piccola isola calcarea circondata da scogliere sia naturali che artificiali e da un mare da far invidia a mete molto più blasonate o esotiche.

Black Flagg Syndicate Salento

La preda che desideravo maggiormente era lo Scorfano (Scorphaena scrofa), ma non ne avrei naturalmente disdegnata qualsiasi altra non presente nelle mie zone.
Ho optato da subito per una montatura Light Texas rig (amo Vanfook Worm 35B #6, Black Flagg Leadd Sinkerz da 1/8 oz ) per poter scendere anche negli anfratti più bui e profondi tra le scogliere; ed è proprio in questi ambienti, rispetto alle acque leggermente più aperte, nei quali ho sentito già dai primi lanci il maggior numero di attacchi.

Reins Hog Tiny

Come esca ho optato per il Reins Hog Tiny 2″, le sue appendici e codine muovono più acqua rispetto ad un esca dritta e ne rallentano la discesa risultando perciò catturante anche in fase di affondamento; la colorazione #310 Stawberry mi è sembrata da subito molto apprezzata, sono infatti bastati pochi minuti per avere all’amo la prima preda…un discreto Ghiozzo paganello (Gobius paganellus)…ironia della sorte proprio quello che “infesta” le acque di casa mia…continuo comunque fiducioso e di fatti alla seconda mangiata arriva il primo Scorfanotto squamoso (Scorphaena maderensis)!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Nonostante le ridotte dimensioni capisco subito che è una preda molto “scomoda”!!! Ha forza e velocità e stanarlo da diversi metri d’acqua tra piccoli anfratti rocciosi non è affatto semplice, per fortuna il T.O.W. Fnss Fluorocarbon da 6 lb sopporta adeguatamente gli sfregamenti sulle rocce e mi permette di osare di più rispetto ad un comune nylon.

T.O.W. Fnss Fluorocarbon

Le catture si susseguono abbastanza regolari, porto alla luce diversi Scorfanotti (Scorphaena maderensis) di piccole dimensioni con delle colorazioni davvero stupende, aspettando solo qualche esemplare più “cicciotello”.

Reins RAZ scorfanottoL’acqua appena fuori dagli scogli è di un limpido incredibile, vedo lavorare l’esca a diversi metri di profondità e cerco di farla arrivare nelle fessure tra gli scogli sommersi, una piccola pausa, qualche saltello e sento una bella mangiata, più decisa delle precedenti…in ferrata la canna si piega e sento il peso di un esemplare più importante…il combattimento dura alcuni secondi, in questi ambienti non bisogna lasciare neanche un centimetro di filo al pesce o si rischia di perderlo e così, con un po’ fortuna, riesco a stanare uno Scorfano (Scorphaena scrofa) decisamente più bello dei precedenti!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Ha una colorazione diversa ma è comunque bellissimo e dopo un paio di veloci foto sono contento di rilasciarlo alle sue acque!!!

Reins scorfano

Ormai il tempo a disposizione stava finendo e sarei già contento di come stava andando e mi avvio di nuovo verso la città vecchia, gli ultimi tre lanci prima di andare e “sbam”!!!! Una gran botta ed a farmi visita questo volta è una bella Cerniotta bruna (Ephinepelus guaza)…anche lei inedita tra le mie catture!!!

Reins Hog Tiny cernia

Le poche ore a mia disposizione mi fan lasciare lo spot con tanta voglia di continuare e tanta voglia di scoprire cosa nascondono queste bellissime acque, ma il Light Rock Fishing è anche questo, un modo semplice, veloce e divertente di vivere la nostra passione in qualsiasi posto abitato da predatori di scogliera e non!! Un ultimo selfie per far invidia a qualche amico Romagnolo e si torna a casa, sperando di tornare presto in questo “paradiso”

Black Flagg Syndicate

Giacomo Pozzi
Black Flagg Syndicate

Damiki Bing 1.5″…. piccola esca grandi soddisfazioni

L’esca che recensirò oggi è una nuova soft bait di Damiki, il Bing da 1.5″.

Si tratta di un piccolo pesciolino di gomma, disponibile in Italia in 6 colori: Pink Panther, Green, Glow, Mango, Cream White e Orange Silver.

Ecco l’esca nella versione Green

FOTO 1 BLOG

Si tratta di un pesciolino dalla sezione piatta, schiacciata, dal corpo cavo e dalla coda piatta.

La coda quindi non si muoverà come la coda di uno shad con il recupero lineare, ma darà mobilità all’esca durante le jerkate.

Gli occhi non sono disegnati ma sono di materiale plastico più duro.

Sulla busta, che contiene ben 20 pezzi, viene specificato un peso di 0,7 grammi dell’esca.
Per quanto riguarda gli inneschi a cui si presta, io ho pescato esclusivamente con il tipo di innesco secondo la mia opinione migliore per questa esca, il Jighead rig.

Per quanto riguarda gli altri inneschi penso che possano avere ottime potenzialità il Drop shot e lo Split shot, ma non li ho provati personalmente, perché li ritengo più adatti ad esche con sezione circolare o comunque più regolare.
Il Damiki Bing 1.5″ è quindi perfetto per la pesca a Jighead e si presta ad essere utilizzato in questo modo nei più svariati ambienti..

Ovviamente a seconda del pesce che andremo ad insidiare utilizzeremo testine dal peso differente.
In FW l’ho provato a Trote, nei suoi colori più accesi, sia in torrente sia in laghetto..

FOTO 2 BLOG

In mare invece le Spigole (Dicentrarchus labrax) sono secondo me il bersaglio più adatto per questa esca….

Per questo predatore consiglio un abbinamento a una testina leggera, massimo 3,5 grammi, e un recupero abbastanza frenetico ma lento, fatto di jerkatine continue. Ovviamente più sarà leggera la testina più riusciremo a recuperare lentamente, ma il tutto va commisurato anche all’ambiente in cui peschiamo.

FOTO 3 BLOG

….a volte possono capitare anche Spigole che proprio spigolette non sono…

FOTO 4 BLOG

Questa super cattura è la prova che non sempre i pesci grossi mangiano su esche grandi. Il Damiki Bing 1.5″ è un girino in confronto a questa Spigola, ma in ogni caso è riuscito ad attirare la sua attenzione.

Questo perché capita che le grosse Spigole caccino piccoli pesci; in ogni caso questa cattura si può considerare un grande colpo di fortuna, non certo la regola.
Altra preda del Damiki Bing 1.5″ è il Sugarello (Trachurus trachurus), che però deve ovviamente essere insidiato con testine piombate più leggere…

FOTO 5 BLOG

Cambiando lo stile di pesca si possono insidiare anche pesci che sono soliti cibarsi vicino al fondo, come le Mormore (Lithognathus mormyrus), sempre attive in questo periodo dell’anno

FOTO 6 BLOG

…e i grossi Ghiozzi testoni (Gobius cobitis), che cacciano i pesciolini che passano davanti alle loro tane

FOTO 7 BLOG

Manca all’appello soltanto lo Scorfano (Scorphaena scrofa), che ovviamente apprezza qualsiasi tipologia di esca in gomma, tra cui anche il Damiki Bing 1.5″. Vista però la sua predilezione per esche più allungate, oppure più a forma di crostaceo, non mi sento di consigliare il Damiki Bing 1.5″ per mirare specificamente a questo pesce.

In conclusione si può dire che il Damiki Bing 1.5″ sia un’esca estremamente duttile, nonostante la sua forma non ci consenta di praticare molte tipologie di innesco.

I pesci insidiabili sono praticamente tutti; la difficoltà sta nel capire quanto piombare l’esca a seconda della situazione e del tipo di pesce che si vorrà cercare.

Marco “Rollingstoner” Bozzo
T2 Tribe.

 

LIGHT ROCKFISHING E MICRO TEXAS RIG

Reins Light Rock Fishing Il Light Saltwater Game è una tecnica ancora giovane e in continua evoluzione, per questo accoglie spesso accorgimenti e contaminazioni da altre tecniche ben più note e praticate. In un contesto dove tutto diventa esile, leggero, compatto e micro gli angler hanno trovato terreno fertile nell’applicazione di montature a loro già familiari ovviamente in un’ottica molto ridimensionata. Il primo approccio è stato quasi all’unisono semplice e diretto, la Jighead con esca siliconica è stata probabilmente fedele compagna di chi si avvicinava e si avvicina tutt’ora a questa pesca, tuttavia contemporaneamente il problema dei continui incagli ha creato grosse difficoltà soprattutto ad affrontare determinati ambienti. Lo step successivo è quasi sempre ricorrere a soluzioni economiche “fai da te” con ami e piombi spaccati pinzati all’estremità degli ami, per i più industriosi stampi e micro fabbriche di testine piombate ma ciò non risolve il problema, incagli, incagli, incagli e continue interruzioni. Un approccio che invece paga e che ha rivoluzionato il mio modo di pescare è quello ad amo coperto, ami Offset di dimensioni ridotte e Piombo a proiettile, più semplicemente il Texas rig. Vediamo le componenti della montatura nel dettaglio: AMO : Vanfook Worm 35 B flat black Specifici per il Light-game, sono disponibili in tre misure #2 #4 #6 , hanno un elevato potere penetrante, sezione molto sottile e allo stesso tempo sono molto robusti. L’ardiglione in questi ami è davvero ben studiato e geometricamente conformato allo scopo, un utile accorgimento è quello di schiacciarlo anche solo parzialmente con delle pinze in modo da poter praticare un corretto C&R delle piccole prede evitandogli manipolazioni e slamature difficoltose. Vanfook Worm 35B PIOMBO: Black Flagg Lead SNKRZ. La piombatura è fondamentale per far lavorare la nostra montatura a stretto contatto con il fondo. La forma a proiettile dei piombi Black Flagg non è certamente una novità, ma la disponibilità di grammature adeguate a presentazioni ultralight a prezzo contenuto forse si. Personalmente la grammatura che preferisco e che utilizzo più frequentemente è 1/16 di oz , solo in caso di forte corrente o profondità superiori ai 4-5 metri ricorro a 1/8 di oz. Per quanto riguarda lo stopper sul filo per bloccare lo scorrimento della zavorra esistono pro e contro.                                        Utile e quasi indispensabile quando peschiamo in buca per far rotolare negli anfratti più profondi l’intera montatura come un corpo unico risulta altresì meno vantaggioso sulla verticale delle murate portuali. Lasciare libero di scorrere il filo spesso porta ad evitare il rifiuto dell’esca soprattutto se si parla di piccole prede, il peso fisso infatti non consente di aspirare l’esca dopo il primo attacco. Una soluzione intermedia con lo stopper posizionato a qualche centimetro dall’amo a volte fa la differenza tra sentire solo delle mangiate e assestare molteplici strike. Black Flagg Leadd Sinkkrz FILO: T.O.W. FNSS Fluorocarbon La linea diretta con la nostra esca!!! Abbiamo bisogno di percepire pesi esigui ed esili mangiate, serve un fluorocarbon resistente e invisibile in acqua. T.O.W. FNSS Fluorocarbon è tutto questo ed è tutto ciò che meglio rappresenta le tecniche leggere come fluorocarbon. Resistenza al nodo, resistenza alle abrasioni del fondale, invisibilità in acqua e prezzo ineguagliabile fanno del T.O.W. FNSS Fluorocarbon un punto di riferimento . T.O.W. è l’acronimo di Tugg Of Warr cioè tiro alla fune, ed è lo scopo per cui nasce. TOW Fnss Fluorocarbon ESCHE: Parlando di esche da abbinare alla nostra montatura abbiamo l’imbarazzo della scelta. Personalmente prediligo imitazioni di gamberi o piccole creature, come possono essere i Reins Ax Craw Mini e i Reins Tiny Hog disponibili tutti e due nella misura di 2” che ben si adattano all’amo che andremo ad utilizzare. La particolarità di queste esche è che il grande volume e l’effetto visivo sono dovuti principalmente a tutta una serie di appendici mobili e chele vibranti, il corpo dell’esca è invece compatto e ben inserito nella montatura, queste caratteristiche ci garantiranno grandi capacità adescanti e maggiori possibilità di strike in caso di mangiata. In periodi di minore attività è utile ricorrere ad esche più compatte, piccoli shad o vermi dritti come  Reins Aji Caro Swamp o Damiki I Grub per sollecitare prede in stato letargico o di riposo, non dimentichiamo infatti che stiamo pescando dentro gli ammassi rocciosi, nelle vere e proprie tane delle nostre prede che potrebbero trovarsi lì solo per cercare riparo e difesa dai predatori, un esca troppo invasiva potrebbe scatenare la fuga al contrario di quanto potremmo aspettarci. Reins Damiki AZIONE DI PESCA: L’azione di pesca è relativamente semplice, il Light Texas rig si adatta a ogni ambiente e ogni condizione in cui dobbiamo pescare a stretto contatto con il fondo; tuttavia nella pesca in tana dà il meglio di se e risulta ineguagliabile rispetto ad altre tecniche. Caleremo la nostra insidia tra gli ammassi rocciosi sia artificiali che naturali cercando di scendere ed entrare il più possibile, fondamentale non perdere mai contatto con l’esca anche durante la discesa, l’attacco potrebbe avvenire in ogni momento soprattutto appena tocca il fondo. Se non avvertiamo mangiate iniziamo ad animare l’esca in modo da imprimere piccoli saltelli, l’impatto del piombo sulla roccia è infatti uno dei maggiori richiami nel buio degli anfratti . Avvertito l’attacco bisogna ferrare in modo deciso e non lasciare neanche un centimetro al nostro avversario che tenterà di arroccarsi nel suo rifugio. Light Texas ghiozzo E adesso “imbucatevi” nel Light Texas rig. Tommaso Bargellini Black Flagg Syndicate

Harimitsu Sumizoku “Aori-Ika Killer”

Finalmente è arrivato il freddo!!! Molte persone si chiederanno “perché finalmente?!?” Ebbene si, perché per chi pratica l’Eging è un gran momento, un momento atteso tutto l’anno.

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Una bella Seppia invernale

Si incomincia a respirare un’aria più’ pulita e l’acqua di conseguenza comincia a raffreddarsi. Il termoclino si abbassa, l’attività’ diminuisce, niente più’ movimenti a galla ne attività’ frenetica di pesce foraggio. Insomma c’è aria di cambiamento anche nel mondo acquatico! Molte specie ittiche diventano fortemente apatiche sia agli stimoli dei nostri “Plasichetti”, sia nelle loro abitudini. Tutto cio’ dovuto all’abbassamento delle temperature sia esterne che di conseguenza interne. C’è pero’una specie che fa eccezione e che proprio in questo periodo risale le profondità tenute durante tutto il periodo estivo giungendo nel sotto costa, dove essendosi raffreddata l’acqua, trova il giusto habitat per procacciare e stazionare fino in primavera. Sovrano incontrastato delle tenebre e non solo, stupefacente predatore forse uno dei miei preferiti proprio per la fisionomia che ricorda un po’ una creatura extraterrestre e per la totale diversificazione da un qualsiasi altro pinnuto che nuoti libero in un qualsiasi altro Mare o Oceano del Mondo. Una creatura estremamente singolare ed unica nel suo genere: il Calamaro (Loligo vulgaris)!!!

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Primo piano di un grosso Calamaro “abbracciato” ad un Egi Sumizoku

 

Rientrando a far parte della famiglia dei Cefalopodi insieme alla Seppia (Sephia officinalis) ed il Polpo (Octopus vulgaris), benché sia presente saltuariamente un po’ tutto l’anno nel sottocosta, in alcuni periodi che vanno dall’autunno inoltrato fino a poco prima dell’inizio della primavera, c’è un’incremento di questo predatore, e in particolar modo di esemplari di taglia notevole che potranno essere insidiati con la tecnica dell’Eging.

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logo

Detto questo volevo introdurre, anche se già utilizzatissime da moltissimi pescasportivi, un’esca di un noto brand giapponese, importato in Italia da T2Distribution SRL. sto parlando degli egi  Sumizoku della Harimitsu. Un brand specializzato nella creazione di attrezzature rivolte all’Eging pesca nata e diffusissima in Giappone da tempo immemore, e successivamente introdotta in Europa e in Italia. Di recente mi sono imbattuto ad utilizzare questo Egi di assoluta qualità. Parlo di assoluta qualità perché è realmente tangibile sin dalla prima volta che si tocca con mano quest’esca, curatissima in modo maniacale nei dettagli, viene presentata in una quantità’ di colorazioni veramente imbarazzante e in 4 differenti modelli:

#2.0 per un peso pari a 6.5gr x 6.3cm

#2.5 per un peso pari a 10gr x 7.8cm

#3.0 per un peso pari a 15gr x 9.5cm

#3.5  per un peso pari a 21gr x 11,5cm

 

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Una bella selezione di Egi Sumizoku pronti per entrare in pesca

Già nell’immagine qui sopra, e da quanto detto precedentemente, le colorazioni e i modelli sono veramente molteplici. Quindi avremmo una vastissima scelta da utilizzare nelle situazioni più disparate di luce, trasparenza dell’acqua, presenza di corrente sostenuta o meno e soprattutto dalle batimetriche che andremmo a battere per insidiare i nostri amici con i tentacoli.

Andiamo ora a descrivere quest’esca entrando nello specifico e tastando i punti fondamentali.

Come si può’ vedere nella prima immagine che rappresenta la parte superiore dell’Egi, il corpo dell’esca (partendo dalla scritta Sumizoku) è curato fin nei minimi dettagli. Le piume sono di primissima qualità, e vi assicuro che basta calarla in acqua per notarne subito la mobilita’ che hanno durante il movimento. Inoltre non si rovinano come in molte altre esche data l’attaccatura al corpo che è veramente solida e ben fatta. La livrea è estremamente realistica e resistente al poderoso becco dei Cefalopodi, un punto di forza se vogliamo un’esca duratura nel tempo.

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Particolare delle finiture di un Egi Sumizoku

 

Passando alla seconda immagine si può’ notare quanto il solido il doppio cestello montato. Personalmente l’ho voluto mettere a paragone con un’altro Egi di fascia media e credo che le immagini parlino da sole. Utilizzandolo ed effettuando diverse catture (e anche incagliandolo molte volte), posso dire che è veramente solido, affilato e difficilmente spuntabile. Caratteristica fondamentale per penetrare le carni di questo predatore che, essendo morbide e delicate, con un cestello ben affilato non ci farà rischiare di slamarlo. Inoltre ogni singolo cestello presenta un Gap (ovvero l’apertura totale dell’amo) che non essendo troppo ampia,farà si che una volta ferrato il Cefalopode, sarà difficile perderlo. Personalmente mi è capitato, quando non disponevo o non avevo a portata di mano un guadino, di sollevare di peso Seppie e Calamari senza problemi.

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Il cestello di una Sumizoku messo a confronto con quello di un Egi di altra marca

 

 Passiamo ora alla parte pratica e alle catture. Solitamente preferisco insidiare questi predatori o all’interno dei porti o su scogliere naturali con fondali misti che possono variare da roccia, sabbia o posedonia ma sempre su batimetriche non troppo importanti (di solito dai 3-4 mt ad un massimo di 15-20 mt). Questo per consentire all’Egi di lavorare egregiamente in quasi tutte le situazioni che ci vengono poste dai fattori ambientali (corrente, luna, acqua etc).

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Un bel Calamaro catturato su scogliera naturale in 15mt di fondo con Sumizoku del 2.5 color Abalon Custom

Una cosa che ritengo molto importante da dire è che questa è una pesca estremamente relativa, nel senso che anche se magari peschiamo su molto fondo e la situazione richiede un’Egi del 3.0-3.5, la cosa più importante da fare è capire in quel momento a quale altezza i cefalopodi stanno cacciando. Personalmente mi è capitato più volte di pescare su alti fondali con corrente sostenuta ma di trovare i Calamari ammucchiati in zone estremamente superficiali della colonna d’acqua. Io utilizzavo una Sumizoku Egi Deep o comunque in grammature pesanti, e non avvertivo abboccate. Invece cambiando Egi con una 2.0-2.5, lasciata molto libera a fluttuare in corrente con un’affondamento lento invece di colpo si sono manifestate le catture. Quindi durante la sessione si deve cercare di variare il più possibile sia nelle grammature, sia nei colori.

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Piccolo esemplare di calamaro catturato al tramonto con Sumizoku 3.0 colore Abalon Custom su un fondale roccioso.

Differentemente dal Calamaro, la Seppia se ne differenza poichè è  insidiabile durante tutto l’arco della giornata, con un’incremento dell’attività nelle prime ore notturne. Il Calamaro invece sarà più attivo al crepuscolo (che reputo il momento topico per catturarlo) e durante la notte. Il Calamaro è un Cefalopode di branco, ed è raro avere momenti di attività continua e costante. Giungono a flotte, predano e poi spariscono, rendendo così la pesca intervallata da momenti di attività frenetica a momenti di totale assenza. Non sono mancate occasioni in cui ho effettuato catture di esemplari estremamente grossi di calamari durante ore diurne, è raro ma non impossibile. Di solito queste catture sono avvenute nei mesi più freddi dell’anno come Gennaio e Febbraio, in condizioni di acqua totalmente ferma e cristallina.

Seppia con totanara Sumizoku

Seppia in area portuale su Sumizoku del 3.0

Vi saluto con questa foto “Only for adult and perverse anglers”

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Andrea Desiderio a.k.a. SpinPassionCapri

T2 Tribe

Un approccio marino molto “R.E.A.L.”

TOW REAL PE

Una bobina di T.O.W. R.E.A.L. PE4 9 lbs nel suo ambiente naturale

R.E.A.L. sta per Rock Egi Aji Light Game.
Beh che dire l’acronimo dice tutto!!!
Si tratta di una treccia a 4 capi, multicolor, di diametri sottili ( 9,11,13 e 15 LB). Già al tatto risulta molto resistente, tondo e compatto! La circolarità del filo è la cosa che preferisco; spesso si trovano trecciati appiattiti che formano delle antiestetiche e scomode torsioni che provocano le spiacevoli parrucche. Quando si ha a che fare con diametri cosi sottili, gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo! Ecco perchè è indispensabile una qualità del prodotto che miri all’eccellenza. Quando lo imbobineremo, ci accorgeremo come segua perfettamente il profilo della bobina. La cosa che mi ha stupito del TOW R.E.A.L. PE 4capi è la sua resistenza alle trazioni; non ha mai ceduto alle sollecitazioni dei test, da me effettuati, sulle legature. Spesso nella realizzazione del “Tony Pena”si verifica, quando abbiamo a che fare con trecce di mediocre qualità, il non scorrimento delle spire sul fluoro carbon, tagliandolo alla prima trazione; peggio ancora, a legatura finita, quando andiamo per testarlo, il trecciato cede sopra il nodo… Immaginiamo se questo accadesse con un pesce inportante??
Il TOW R.E.A.L. PE 4capi Non ha mostrato nessuno di questi problemi..

TOW REAL PE tony pena

Una perfetta legatura tra terminale e TOW R.E.A.L. PE4. Dalla foto si nota come le spire si dispongano in modo ordinato.

Ma ora parliamo di come si comporta in azione. Ho avuto modo di testarlo in tutte le tecniche per cui è nato.
Iniziamo con il Light Rock Fishing.
La compattezza e la sottigliezza che contraddistinguono il TOW R.E.A.L. PE 4capi ci permettono di lanciare grammature esili e di raggiungere distanze notevoli. Ci garantisce percezione e contatto continuo con l’esca consentendoci di ispezionare meglio i vari anfratti.

Scorfano Reins

Un bellissimo “Scorpaena maderenis”, preda omune del Light Rock Fishing, comunemente conosciuto come Scorfano squamoso, pescato alle Isole Eolie.

Stesso discorso per il Light spinning.
Perfezione e distanze nei lanci, alta sensibilità sull’esca facendoci sentire ogni minima vibrazione; per intenderci, un DUO Sperhead Ryuki 70S ci trasmette delle vibrazioni equiparate ad un artificiale da 12cm su attrezatura da spinning normale.

Sugarello Ryuki

Magnifico esemplare di “Caranx chrysos”, comunemente chiamato “Ricciola sauro”, insidiato grazie alla sinergia tra pescatore ed artificiale, garantita dal TOW R.E.A.L. PE4.

Passiamo ora all’Eging, praticato sia da terra che dalla barca.
Dalla riva, grazie alla sua sottigliezza, ci consente di pescare con Egi da 2.0 e 2.5 anche con condizioni di vento laterale e corrente sistenuta. L’Eging è una tecnica dove tra le braccia e l’esca deve esserci un filo conduttore che ci tiene sempre in contatto perenne. Il TOW R.E.A.L. PE4 assolve perfettamente a questo compito.

TOW REAL PE seppia

Foto del nostro amico Francesco Li Bianchi di una Seppia insidiata dal naturale movimento, impresso grazie al TOW R.E.A.L. PE4 9 Lb, della Sumizoku 2,5 colore VE -22EPC.

Dalla barca invece, serve tagliare la corrente per mantenere una certa verticalità. L’ho testato con il DUO D- Squid da 28 gr. In situazioni di scarroccio sostenuto, è necessario lanciare per anticipare la direzione della corrente; l’azione di lancio, con pesi simili, potrebbe provocare un’uscita sproporzionata del trecciato dalla bobina con conseguenti parrucche. Nel nostro caso invece questo non accade, permettendomi di mettere a punto ogni accorgimento per questa tecnica…. e i risultati sono garantiti!!!

DUO D-Squid

DUO D-Squid con sullo uno sfondo la colorazione di una Seppia appena catturata

Per una mia filosofia di vita, prima di parlare di un prodotto e di esprimere un mio giudizio, voglio testarlo in tutte le situazioni possibili..
Vi ricordate del mio precedente report sul Light vertical game”??
Beh credo che per Il TOW R.E.A.L. PE 4capi nella misura da 9 lbs non ci sia test peggiore o migliore ( dipende dai punti di vista). Questa stupenda treccia a 4 capi, fa portare esche di 28 g, e anche meno, a -60 mt. Oltre a permettermi di pescare a queste notevoli profondità, mi garantisce un effetto insidioso senza eguali. L’ultima mia esperienza, che mi ha lasciato senza fiato, è stata la cattura di un Pagello (Pagellus erythrinus) di 2,4 kg a circa 58 mt, che ha abboccato ad un Black Flagg Liqvidd Tiny Skyy Craww H.P. 2,75” colore Playa Craw. Questo pesce ha messo a dura prova la St.Croix Eyecon ECS70LF da 1/16-1/4 Oz, il TOW R.E.A.L. PE4 a cui ho connesso come terminale il TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs. Il pesce mi ha impegnato per circa 15 minuti sul fondo, diverse sono state le sfuriate e in molti momenti ho creduto che qualcosa di tutto il complesso pescante, molto light rispetto alla situazione, potesse cedere. Ed invece tutto ha retto anche oltre le mie aspettative!! Ecco la foto di una delle catture più soddisfacenti per me.

BF Liqvidd Tiny Skyy Craww pagello

Un grosso Pagello catturato St. Croix Eyecon ECS70LF, TOW R.E.A.L. PE 4capi 9 lb con terminale TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs ed esca Black Flagg Liqvidd Tiny Sky Craww H.P. 2,75”

In conclusione voglio aggiungere che il TOW R.E.A.L. PE4, è un trecciato da potenzialità che vanno oltre le normali attese, con un’ottima risposta alle prove che ho voluto fare prevalentemente in mare dove, anche solo la salsedine può essere motivo di usura.

Rocco Alfieri

T2 Tribe.

Light Saltwater Game con St.Croix

Negli ultimi anni in Italia c’è stato un vero è proprio boom nel campo delle tecniche ultralight, in particolare del Light Rock Fishing. Anche io, come altre centinaia di persone sparse lungo tutto lo stivale, mi sono appassionato a questa fantastica tecnica, riscuotendo fin dall’inizio ottimi risultati.

Inizialmente, come la maggioranza delle persone che si sono affacciate al “Rock”, mi dilettavo a pescare in area portuale con piccole gommine cercando di stanare tutti quei pescetti, di fondale e non, che si aggirano in queste zone.
Poi pian piano ho iniziato ad utilizzare piccole hardbait dedicate e da quel momento in poi mi si è aperto un mondo davanti.
Mi sono reso subito conto che pescare a Light game in mare è davvero uno spasso. Si riescono a prendere una gran quantità di pesci che, anche se non enormi, riescono a farci divertire un mondo.
Inizialmente pescavo sempre in area portuale, spiaggia o scogliere con qualche metro di fondale, ma ben presto mi son voluto spingere oltre i limiti imposti da questa tecnica, pescando su batimetriche molte elevate (fino ai 30 metri) e anche in Off-Shore su mangianze di piccoli pelagici, ecc…
Ovviamente molto spesso l’attrezzatura non ha retto e mi son ritrovato parecchie volte in difficoltà e di conseguenza a perdere pesci ed esche comprese…

Quindi per risolvere tutto ciò ho deciso di mettermi alla ricerca di un attrezzo che potesse avere le giuste caratteristiche per ciò che ci dovevo fare e quindi mi sono affidato all’altissima qualità dei grezzi St.Croix.
Avevo bisogno di una canna molto più reattiva e potente, ma allo stesso tempo anche sensibile e che mi facesse divertire anche con pesci di normali dimensioni (ovviamente parlando sempre di una pesca light).
Grazie alla vasta scelta che offre il catalogo St.Croix e anche grazie anche ai consigli dei miei cari amici di T2 Distribution ho capito qual’era la canna adatta alle mie esigenze ed ho deciso di provarla.

St.Croix rods custom

St.Croix 5S70MLF-G Custom (7’ 4-10lb 1/8-3/8)

Ho ordinato (cosa che potete fare semplicemente affidandovi al vostro rivenditore di fiducia che tratta il marchio St.Croix) un grezzo della serie V, più precisamente il 5S70MLF-G 7’ 4-10lb 1/8 3/8 (equivalente della Legend Elite LES70MLF) e tramite il mio Rod Builder di fiducia me lo son fatto assemblare a mio piacimento.

Ne è venuta fuori una canna davvero spettacolare che rispecchia esattamente ciò che volevo.

L’azione “fast” di questa canna è davvero molto particolare e già dal primo utilizzo ne sono rimasto assolutamente entusiasta.
Ha una vetta estremamente sensibile che permette di farci percepire tutti i movimenti delle esche, e di conseguenza ogni attacco dei predatori che andremo ad insidiare, e un backbone (cioè la schiena) davvero potente (considerando che è una canna da soli 3/8 d’oncia) che in fase di combattimento ci fa stare tranquilli perché è davvero molto progressivo e asseconda perfettamente tutte le fughe e le ripartenze del pesce che abbiamo dall’altra parte del filo.

St.Croix rod action

Canna in piega con un Tonnetto Aletterato

Il casting weight è assolutamente reale anche se con alcune tipologie di esche come ad esempio i casting jig, che essendo esche molto compatte non fanno molto attrito durante il lancio, si può andare anche leggermente oltre il range dichiarato (fino agli 11/12gr). Ed è proprio con questa tipologia di esche che sono riuscito ad effettuare dei lanci a dir poco strepitosi: grazie al TOW R.E.A.L. PE in bobina sono riuscito a constatare che avevo lanciato il mio piccolo Jig da 12 grammi a più di 60 metri (dato che il filo cambia colore ogni 10 metri). A mio avviso, la distanza di lancio è un punto cardine per tutti i noi pescatori salsi perché più riusciamo a lanciare e più possibilità abbiamo di effettuare una cattura dato che riusciamo a coprire e battere più metri di acqua.

Alletterato-St.Croix

Tonnetto Alletterato in Off-Shore

Grazie alla sua azione un pò tutte le tipologie di esche si lanciano e gestiscono nel migliore dei modi: Minnow, Pencil, Lipless, WTD, Popperini, casting Jig e addirittura gomma su testina e con i più svariati Rig.

Quelle che personalmente preferisco di più sono i casting Jig e i piccoli Top Water.

Lucertole-St.Croix

Doppietta di pesci Lucertola su Damiki Balhae 7gr montato con ancoretta e assist

Entrambe queste due tipologie di esche si riescono a lanciare a distanze notevoli e grazie alla reattività e all’azione della canna si riescono a gestire perfettamente, cosa che non tutte la canna riescono a fare.

Cernia-St.Croix

Cerniotta Bruna su Tokon Jig Jr. 6gr.

LucertolaTW-St.Croix

Pesce Lucertola su DUO Realis Popper

I fusti di questa serie di canne sono costruiti con grafite SCV e SCVI e con le più avanzate tecnologie IPC, ART e la resina NSi.

La nuova resina 3M Matrix è unica in quanto realizzata da nano-sfere di silicio che compongono una miscela omogenea e non abrasiva, utilizzata per riempire gli spazi tra le fibre di carbonio del quale è costruito il grezzo delle canne: questo permette di ottenere un grezzo ancora più robusto, sensibile e potente.

Il catalogo St.Croix offre ben quattro varianti della stessa 3/8: sia monopezzo che due pezzi e sia da 7′ che 7’6” per soddisfare le esigenze dei pescatori.

RealPE

Black Flagg TOW R.E.A.L. PE

Personalmente mi sento di consigliare di utilizzare mulinelli di taglia 2000 con recupero veloce (come nel mio caso) o lento in base all’uso che intendete farci, che vanno a bilanciare perfettamente questa splendida canna.

Come filo in bobina io uso il nuovissimo TOW R.E.A.L. PE da 9lb, filo 4 capi specifico da Light Game che con la sua setosità e morbidezza permette di lanciare le proprie esche a notevoli distanze. Inoltre, dato che cambia colore ogni 10 metri, ci permette di capire a che distanza o profondità sono le nostre esche, dettaglio molto importante se abbiamo questa necessità.

DSC_0001

Black Flagg TOW FNSS Fluoro Carbon

In accoppiata a questo fantastico filo utilizzo uno shock leader sempre di casa il TOW FNSS Fluoro Carbon da 8lb del diametro dello 0.225 che ha sempre fatto il suo lavoro in pesca e non mi ha dato mai nessun problema.

L’uso che  faccio di questa canna è prettamente in Salt Water ma sono assolutamente sicuro che si comporta benissimo anche in Fresh Water dato che la serie Legend Elite è nata appunto per l’uso in acqua dolce. Spero che prima o poi riuscirò a testarla anche in questa tipologie di acque.

Sciarrano-St.Croix

Piccolo Sciarrano ingannato da un DUO Tide Minnow Sprint

Quindi se come me volete uscire da quelli che sono i limiti e i canoni imposti dal Light Rock Fishing e provare un attrezzo che riesca a soddisfare le vostre esigenze, per cercare di star sempre sicuri di riuscire a prendere anche pesci che con un’attrezzatura troppo light non riuscireste mai a tirar fuori dall’acqua , avete trovato la canna che fa per voi!

Light is better !!!

Luigi Di Ruocco aka luis95

T2 Tribe