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Salento on the (Light) rock…..

Ormai quando organizzo un viaggetto sto sempre ben attento a lasciare un pò di posto per il minimo necessario per una pescatina veloce, bastano davvero un marsupietto con un po di minuteria varia ed una decina di buste di gomma per poter affrontare spot e predatori diversi sia in acqua salata che dolce….è così che quel poco spazio a disposizione è sempre riservato alla mia fedelissima due pezzi: la Reins Aji Ringer Raz 7’2’’ UL

Reins RAZ Solid Tip

Quest’ultimo weekend mi ha portato lontano dal mio amato/odiato Adriatico romagnolo verso le coste ioniche della Puglia, non vi ero mai stato prima, ma le foto ed i racconti di alcuni amici salentini mi avevano preparato ad un ambiente totalmente differente da quello che trovo solitamente nelle mie zone, e sicuramente notevolmente più invidiabile.

Sapevo di avere soltanto uno spezzone di pomeriggio da dedicare alla cattura di qualche nuova specie ed ho deciso di passarlo nella bellissima cornice della Perla dello Ionio, Gallipoli.
Tutta la città vecchia è situata su una piccola isola calcarea circondata da scogliere sia naturali che artificiali e da un mare da far invidia a mete molto più blasonate o esotiche.

Black Flagg Syndicate Salento

La preda che desideravo maggiormente era lo Scorfano (Scorphaena scrofa), ma non ne avrei naturalmente disdegnata qualsiasi altra non presente nelle mie zone.
Ho optato da subito per una montatura Light Texas rig (amo Vanfook Worm 35B #6, Black Flagg Leadd Sinkerz da 1/8 oz ) per poter scendere anche negli anfratti più bui e profondi tra le scogliere; ed è proprio in questi ambienti, rispetto alle acque leggermente più aperte, nei quali ho sentito già dai primi lanci il maggior numero di attacchi.

Reins Hog Tiny

Come esca ho optato per il Reins Hog Tiny 2″, le sue appendici e codine muovono più acqua rispetto ad un esca dritta e ne rallentano la discesa risultando perciò catturante anche in fase di affondamento; la colorazione #310 Stawberry mi è sembrata da subito molto apprezzata, sono infatti bastati pochi minuti per avere all’amo la prima preda…un discreto Ghiozzo paganello (Gobius paganellus)…ironia della sorte proprio quello che “infesta” le acque di casa mia…continuo comunque fiducioso e di fatti alla seconda mangiata arriva il primo Scorfanotto squamoso (Scorphaena maderensis)!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Nonostante le ridotte dimensioni capisco subito che è una preda molto “scomoda”!!! Ha forza e velocità e stanarlo da diversi metri d’acqua tra piccoli anfratti rocciosi non è affatto semplice, per fortuna il T.O.W. Fnss Fluorocarbon da 6 lb sopporta adeguatamente gli sfregamenti sulle rocce e mi permette di osare di più rispetto ad un comune nylon.

T.O.W. Fnss Fluorocarbon

Le catture si susseguono abbastanza regolari, porto alla luce diversi Scorfanotti (Scorphaena maderensis) di piccole dimensioni con delle colorazioni davvero stupende, aspettando solo qualche esemplare più “cicciotello”.

Reins RAZ scorfanottoL’acqua appena fuori dagli scogli è di un limpido incredibile, vedo lavorare l’esca a diversi metri di profondità e cerco di farla arrivare nelle fessure tra gli scogli sommersi, una piccola pausa, qualche saltello e sento una bella mangiata, più decisa delle precedenti…in ferrata la canna si piega e sento il peso di un esemplare più importante…il combattimento dura alcuni secondi, in questi ambienti non bisogna lasciare neanche un centimetro di filo al pesce o si rischia di perderlo e così, con un po’ fortuna, riesco a stanare uno Scorfano (Scorphaena scrofa) decisamente più bello dei precedenti!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Ha una colorazione diversa ma è comunque bellissimo e dopo un paio di veloci foto sono contento di rilasciarlo alle sue acque!!!

Reins scorfano

Ormai il tempo a disposizione stava finendo e sarei già contento di come stava andando e mi avvio di nuovo verso la città vecchia, gli ultimi tre lanci prima di andare e “sbam”!!!! Una gran botta ed a farmi visita questo volta è una bella Cerniotta bruna (Ephinepelus guaza)…anche lei inedita tra le mie catture!!!

Reins Hog Tiny cernia

Le poche ore a mia disposizione mi fan lasciare lo spot con tanta voglia di continuare e tanta voglia di scoprire cosa nascondono queste bellissime acque, ma il Light Rock Fishing è anche questo, un modo semplice, veloce e divertente di vivere la nostra passione in qualsiasi posto abitato da predatori di scogliera e non!! Un ultimo selfie per far invidia a qualche amico Romagnolo e si torna a casa, sperando di tornare presto in questo “paradiso”

Black Flagg Syndicate

Giacomo Pozzi
Black Flagg Syndicate

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Damiki Bing 1.5″…. piccola esca grandi soddisfazioni

L’esca che recensirò oggi è una nuova soft bait di Damiki, il Bing da 1.5″.

Si tratta di un piccolo pesciolino di gomma, disponibile in Italia in 6 colori: Pink Panther, Green, Glow, Mango, Cream White e Orange Silver.

Ecco l’esca nella versione Green

FOTO 1 BLOG

Si tratta di un pesciolino dalla sezione piatta, schiacciata, dal corpo cavo e dalla coda piatta.

La coda quindi non si muoverà come la coda di uno shad con il recupero lineare, ma darà mobilità all’esca durante le jerkate.

Gli occhi non sono disegnati ma sono di materiale plastico più duro.

Sulla busta, che contiene ben 20 pezzi, viene specificato un peso di 0,7 grammi dell’esca.
Per quanto riguarda gli inneschi a cui si presta, io ho pescato esclusivamente con il tipo di innesco secondo la mia opinione migliore per questa esca, il Jighead rig.

Per quanto riguarda gli altri inneschi penso che possano avere ottime potenzialità il Drop shot e lo Split shot, ma non li ho provati personalmente, perché li ritengo più adatti ad esche con sezione circolare o comunque più regolare.
Il Damiki Bing 1.5″ è quindi perfetto per la pesca a Jighead e si presta ad essere utilizzato in questo modo nei più svariati ambienti..

Ovviamente a seconda del pesce che andremo ad insidiare utilizzeremo testine dal peso differente.
In FW l’ho provato a Trote, nei suoi colori più accesi, sia in torrente sia in laghetto..

FOTO 2 BLOG

In mare invece le Spigole (Dicentrarchus labrax) sono secondo me il bersaglio più adatto per questa esca….

Per questo predatore consiglio un abbinamento a una testina leggera, massimo 3,5 grammi, e un recupero abbastanza frenetico ma lento, fatto di jerkatine continue. Ovviamente più sarà leggera la testina più riusciremo a recuperare lentamente, ma il tutto va commisurato anche all’ambiente in cui peschiamo.

FOTO 3 BLOG

….a volte possono capitare anche Spigole che proprio spigolette non sono…

FOTO 4 BLOG

Questa super cattura è la prova che non sempre i pesci grossi mangiano su esche grandi. Il Damiki Bing 1.5″ è un girino in confronto a questa Spigola, ma in ogni caso è riuscito ad attirare la sua attenzione.

Questo perché capita che le grosse Spigole caccino piccoli pesci; in ogni caso questa cattura si può considerare un grande colpo di fortuna, non certo la regola.
Altra preda del Damiki Bing 1.5″ è il Sugarello (Trachurus trachurus), che però deve ovviamente essere insidiato con testine piombate più leggere…

FOTO 5 BLOG

Cambiando lo stile di pesca si possono insidiare anche pesci che sono soliti cibarsi vicino al fondo, come le Mormore (Lithognathus mormyrus), sempre attive in questo periodo dell’anno

FOTO 6 BLOG

…e i grossi Ghiozzi testoni (Gobius cobitis), che cacciano i pesciolini che passano davanti alle loro tane

FOTO 7 BLOG

Manca all’appello soltanto lo Scorfano (Scorphaena scrofa), che ovviamente apprezza qualsiasi tipologia di esca in gomma, tra cui anche il Damiki Bing 1.5″. Vista però la sua predilezione per esche più allungate, oppure più a forma di crostaceo, non mi sento di consigliare il Damiki Bing 1.5″ per mirare specificamente a questo pesce.

In conclusione si può dire che il Damiki Bing 1.5″ sia un’esca estremamente duttile, nonostante la sua forma non ci consenta di praticare molte tipologie di innesco.

I pesci insidiabili sono praticamente tutti; la difficoltà sta nel capire quanto piombare l’esca a seconda della situazione e del tipo di pesce che si vorrà cercare.

Marco “Rollingstoner” Bozzo
T2 Tribe.

 

LIGHT ROCKFISHING E MICRO TEXAS RIG

Reins Light Rock Fishing Il Light Saltwater Game è una tecnica ancora giovane e in continua evoluzione, per questo accoglie spesso accorgimenti e contaminazioni da altre tecniche ben più note e praticate. In un contesto dove tutto diventa esile, leggero, compatto e micro gli angler hanno trovato terreno fertile nell’applicazione di montature a loro già familiari ovviamente in un’ottica molto ridimensionata. Il primo approccio è stato quasi all’unisono semplice e diretto, la Jighead con esca siliconica è stata probabilmente fedele compagna di chi si avvicinava e si avvicina tutt’ora a questa pesca, tuttavia contemporaneamente il problema dei continui incagli ha creato grosse difficoltà soprattutto ad affrontare determinati ambienti. Lo step successivo è quasi sempre ricorrere a soluzioni economiche “fai da te” con ami e piombi spaccati pinzati all’estremità degli ami, per i più industriosi stampi e micro fabbriche di testine piombate ma ciò non risolve il problema, incagli, incagli, incagli e continue interruzioni. Un approccio che invece paga e che ha rivoluzionato il mio modo di pescare è quello ad amo coperto, ami Offset di dimensioni ridotte e Piombo a proiettile, più semplicemente il Texas rig. Vediamo le componenti della montatura nel dettaglio: AMO : Vanfook Worm 35 B flat black Specifici per il Light-game, sono disponibili in tre misure #2 #4 #6 , hanno un elevato potere penetrante, sezione molto sottile e allo stesso tempo sono molto robusti. L’ardiglione in questi ami è davvero ben studiato e geometricamente conformato allo scopo, un utile accorgimento è quello di schiacciarlo anche solo parzialmente con delle pinze in modo da poter praticare un corretto C&R delle piccole prede evitandogli manipolazioni e slamature difficoltose. Vanfook Worm 35B PIOMBO: Black Flagg Lead SNKRZ. La piombatura è fondamentale per far lavorare la nostra montatura a stretto contatto con il fondo. La forma a proiettile dei piombi Black Flagg non è certamente una novità, ma la disponibilità di grammature adeguate a presentazioni ultralight a prezzo contenuto forse si. Personalmente la grammatura che preferisco e che utilizzo più frequentemente è 1/16 di oz , solo in caso di forte corrente o profondità superiori ai 4-5 metri ricorro a 1/8 di oz. Per quanto riguarda lo stopper sul filo per bloccare lo scorrimento della zavorra esistono pro e contro.                                        Utile e quasi indispensabile quando peschiamo in buca per far rotolare negli anfratti più profondi l’intera montatura come un corpo unico risulta altresì meno vantaggioso sulla verticale delle murate portuali. Lasciare libero di scorrere il filo spesso porta ad evitare il rifiuto dell’esca soprattutto se si parla di piccole prede, il peso fisso infatti non consente di aspirare l’esca dopo il primo attacco. Una soluzione intermedia con lo stopper posizionato a qualche centimetro dall’amo a volte fa la differenza tra sentire solo delle mangiate e assestare molteplici strike. Black Flagg Leadd Sinkkrz FILO: T.O.W. FNSS Fluorocarbon La linea diretta con la nostra esca!!! Abbiamo bisogno di percepire pesi esigui ed esili mangiate, serve un fluorocarbon resistente e invisibile in acqua. T.O.W. FNSS Fluorocarbon è tutto questo ed è tutto ciò che meglio rappresenta le tecniche leggere come fluorocarbon. Resistenza al nodo, resistenza alle abrasioni del fondale, invisibilità in acqua e prezzo ineguagliabile fanno del T.O.W. FNSS Fluorocarbon un punto di riferimento . T.O.W. è l’acronimo di Tugg Of Warr cioè tiro alla fune, ed è lo scopo per cui nasce. TOW Fnss Fluorocarbon ESCHE: Parlando di esche da abbinare alla nostra montatura abbiamo l’imbarazzo della scelta. Personalmente prediligo imitazioni di gamberi o piccole creature, come possono essere i Reins Ax Craw Mini e i Reins Tiny Hog disponibili tutti e due nella misura di 2” che ben si adattano all’amo che andremo ad utilizzare. La particolarità di queste esche è che il grande volume e l’effetto visivo sono dovuti principalmente a tutta una serie di appendici mobili e chele vibranti, il corpo dell’esca è invece compatto e ben inserito nella montatura, queste caratteristiche ci garantiranno grandi capacità adescanti e maggiori possibilità di strike in caso di mangiata. In periodi di minore attività è utile ricorrere ad esche più compatte, piccoli shad o vermi dritti come  Reins Aji Caro Swamp o Damiki I Grub per sollecitare prede in stato letargico o di riposo, non dimentichiamo infatti che stiamo pescando dentro gli ammassi rocciosi, nelle vere e proprie tane delle nostre prede che potrebbero trovarsi lì solo per cercare riparo e difesa dai predatori, un esca troppo invasiva potrebbe scatenare la fuga al contrario di quanto potremmo aspettarci. Reins Damiki AZIONE DI PESCA: L’azione di pesca è relativamente semplice, il Light Texas rig si adatta a ogni ambiente e ogni condizione in cui dobbiamo pescare a stretto contatto con il fondo; tuttavia nella pesca in tana dà il meglio di se e risulta ineguagliabile rispetto ad altre tecniche. Caleremo la nostra insidia tra gli ammassi rocciosi sia artificiali che naturali cercando di scendere ed entrare il più possibile, fondamentale non perdere mai contatto con l’esca anche durante la discesa, l’attacco potrebbe avvenire in ogni momento soprattutto appena tocca il fondo. Se non avvertiamo mangiate iniziamo ad animare l’esca in modo da imprimere piccoli saltelli, l’impatto del piombo sulla roccia è infatti uno dei maggiori richiami nel buio degli anfratti . Avvertito l’attacco bisogna ferrare in modo deciso e non lasciare neanche un centimetro al nostro avversario che tenterà di arroccarsi nel suo rifugio. Light Texas ghiozzo E adesso “imbucatevi” nel Light Texas rig. Tommaso Bargellini Black Flagg Syndicate

Un approccio marino molto “R.E.A.L.”

TOW REAL PE

Una bobina di T.O.W. R.E.A.L. PE4 9 lbs nel suo ambiente naturale

R.E.A.L. sta per Rock Egi Aji Light Game.
Beh che dire l’acronimo dice tutto!!!
Si tratta di una treccia a 4 capi, multicolor, di diametri sottili ( 9,11,13 e 15 LB). Già al tatto risulta molto resistente, tondo e compatto! La circolarità del filo è la cosa che preferisco; spesso si trovano trecciati appiattiti che formano delle antiestetiche e scomode torsioni che provocano le spiacevoli parrucche. Quando si ha a che fare con diametri cosi sottili, gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo! Ecco perchè è indispensabile una qualità del prodotto che miri all’eccellenza. Quando lo imbobineremo, ci accorgeremo come segua perfettamente il profilo della bobina. La cosa che mi ha stupito del TOW R.E.A.L. PE 4capi è la sua resistenza alle trazioni; non ha mai ceduto alle sollecitazioni dei test, da me effettuati, sulle legature. Spesso nella realizzazione del “Tony Pena”si verifica, quando abbiamo a che fare con trecce di mediocre qualità, il non scorrimento delle spire sul fluoro carbon, tagliandolo alla prima trazione; peggio ancora, a legatura finita, quando andiamo per testarlo, il trecciato cede sopra il nodo… Immaginiamo se questo accadesse con un pesce inportante??
Il TOW R.E.A.L. PE 4capi Non ha mostrato nessuno di questi problemi..

TOW REAL PE tony pena

Una perfetta legatura tra terminale e TOW R.E.A.L. PE4. Dalla foto si nota come le spire si dispongano in modo ordinato.

Ma ora parliamo di come si comporta in azione. Ho avuto modo di testarlo in tutte le tecniche per cui è nato.
Iniziamo con il Light Rock Fishing.
La compattezza e la sottigliezza che contraddistinguono il TOW R.E.A.L. PE 4capi ci permettono di lanciare grammature esili e di raggiungere distanze notevoli. Ci garantisce percezione e contatto continuo con l’esca consentendoci di ispezionare meglio i vari anfratti.

Scorfano Reins

Un bellissimo “Scorpaena maderenis”, preda omune del Light Rock Fishing, comunemente conosciuto come Scorfano squamoso, pescato alle Isole Eolie.

Stesso discorso per il Light spinning.
Perfezione e distanze nei lanci, alta sensibilità sull’esca facendoci sentire ogni minima vibrazione; per intenderci, un DUO Sperhead Ryuki 70S ci trasmette delle vibrazioni equiparate ad un artificiale da 12cm su attrezatura da spinning normale.

Sugarello Ryuki

Magnifico esemplare di “Caranx chrysos”, comunemente chiamato “Ricciola sauro”, insidiato grazie alla sinergia tra pescatore ed artificiale, garantita dal TOW R.E.A.L. PE4.

Passiamo ora all’Eging, praticato sia da terra che dalla barca.
Dalla riva, grazie alla sua sottigliezza, ci consente di pescare con Egi da 2.0 e 2.5 anche con condizioni di vento laterale e corrente sistenuta. L’Eging è una tecnica dove tra le braccia e l’esca deve esserci un filo conduttore che ci tiene sempre in contatto perenne. Il TOW R.E.A.L. PE4 assolve perfettamente a questo compito.

TOW REAL PE seppia

Foto del nostro amico Francesco Li Bianchi di una Seppia insidiata dal naturale movimento, impresso grazie al TOW R.E.A.L. PE4 9 Lb, della Sumizoku 2,5 colore VE -22EPC.

Dalla barca invece, serve tagliare la corrente per mantenere una certa verticalità. L’ho testato con il DUO D- Squid da 28 gr. In situazioni di scarroccio sostenuto, è necessario lanciare per anticipare la direzione della corrente; l’azione di lancio, con pesi simili, potrebbe provocare un’uscita sproporzionata del trecciato dalla bobina con conseguenti parrucche. Nel nostro caso invece questo non accade, permettendomi di mettere a punto ogni accorgimento per questa tecnica…. e i risultati sono garantiti!!!

DUO D-Squid

DUO D-Squid con sullo uno sfondo la colorazione di una Seppia appena catturata

Per una mia filosofia di vita, prima di parlare di un prodotto e di esprimere un mio giudizio, voglio testarlo in tutte le situazioni possibili..
Vi ricordate del mio precedente report sul Light vertical game”??
Beh credo che per Il TOW R.E.A.L. PE 4capi nella misura da 9 lbs non ci sia test peggiore o migliore ( dipende dai punti di vista). Questa stupenda treccia a 4 capi, fa portare esche di 28 g, e anche meno, a -60 mt. Oltre a permettermi di pescare a queste notevoli profondità, mi garantisce un effetto insidioso senza eguali. L’ultima mia esperienza, che mi ha lasciato senza fiato, è stata la cattura di un Pagello (Pagellus erythrinus) di 2,4 kg a circa 58 mt, che ha abboccato ad un Black Flagg Liqvidd Tiny Skyy Craww H.P. 2,75” colore Playa Craw. Questo pesce ha messo a dura prova la St.Croix Eyecon ECS70LF da 1/16-1/4 Oz, il TOW R.E.A.L. PE4 a cui ho connesso come terminale il TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs. Il pesce mi ha impegnato per circa 15 minuti sul fondo, diverse sono state le sfuriate e in molti momenti ho creduto che qualcosa di tutto il complesso pescante, molto light rispetto alla situazione, potesse cedere. Ed invece tutto ha retto anche oltre le mie aspettative!! Ecco la foto di una delle catture più soddisfacenti per me.

BF Liqvidd Tiny Skyy Craww pagello

Un grosso Pagello catturato St. Croix Eyecon ECS70LF, TOW R.E.A.L. PE 4capi 9 lb con terminale TOW FNSS Fluorocarbon da 8 lbs ed esca Black Flagg Liqvidd Tiny Sky Craww H.P. 2,75”

In conclusione voglio aggiungere che il TOW R.E.A.L. PE4, è un trecciato da potenzialità che vanno oltre le normali attese, con un’ottima risposta alle prove che ho voluto fare prevalentemente in mare dove, anche solo la salsedine può essere motivo di usura.

Rocco Alfieri

T2 Tribe.

Light Rock Fishing in estate? Damiki Air Craw 2″!

Nel periodo estivo quando le banchine dei porti si affollano di turisti e pescatori “della domenica” l’unica soluzione per cercare un po’ di tranquillità e solitudine sono le scogliere frangiflutti dell’esterno dei porti. Di norma la difficoltà di camminare sugli scogli, sopratutto di notte, scoraggia molti avventori lasciandomi buoni tratti pescabili lontano da altri pescatori.

Oltretutto è bene tenere presente che nella maggior parte dei porti la pesca è vietata e se d’inverno la nostra presenza è tollerata in estate (proprio per la massiccia presenza di barche ormeggiate, turisti ecc.) potremmo essere allontanati dalle autorità portuali.

Quindi o per necessità o per obbligo è sempre bene avere a disposizione una valida alternativa come le scogliere foranee.

Per fortuna, per il pescatore di Light Rock Fishing, questi ambienti si rivelano frequentemente delle vere e proprie miniere d’oro: calare un esca in una buca tra gli scogli equivale spesso e volentieri a presentarla a pochi cm dalla bocca di uno scorfano o di qualche altro piccolo predatore.

FNSS FLUORO CARBON TOW BLACK FLAGG T2 DISTRIBUTION ROCK FISHING LINEE’ con queste premesse che una di queste sere sono uscito di casa in direzione di uno dei porti presenti nelle mie zone con già ben chiaro in testa come affrontare la pescata, ovvero nel più classico dei modi: T.O.W. FNSS Fluorocarbon diretto e Black Flagg Light Game Ballhead 1/16 #8; una combinazione tanto semplice quanto letale.

T.O.W. FNSS Fluorocarbon è un fluorocarbon dedicato alla pesca finesse nel quale possiamo ritrovare i vantaggi propri del nylon e di quelli del fluorocarbon come sensibilità, invisibilità, assenza di elasticità e resistenza towall’abrasione.

E’ disponibile in sei misure (dalle 3 alle 8lb) in bobine da 150mt. Nelle misure più sottili è perfetto per il light rock fishing: la resistenza al nodo e all’abrasione ci consentono di pescare tranquillamente anche fra rocce e scogli con maggior sicurezza. E considerati i 150mt, riesco a farci 2 o addirittura 3 imbobinature!

 

Le Ballhead invece fanno parte della serie Black Flagg Light Game Specific composta da tre modelli di jig head dedicate al light game sia esso praticato in mare o in fresh water:

Black Flagg Light Game Ballhead: la classica jigh head a testa “tonda”, facile da Black Flagg Light Game Specific Ballhead Darting Head Bullet Jig T2 Distribution Rock Fishing Testineusare e sempre efficace in tutte le situazione (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8; 1/8oz #6);

Black Flagg Light Game Darting Head: la forma “darter” consente a questa jig head di compiere, se recuperata con secchi colpi di vetta,  “nervosi” scarti laterali facendo assomigliare la nostra esca ad un piccolo pesce in difficoltà (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8);

Black Flagg Light Game Bullet Jig: studiata per un perfetto movimento “swimming”. La forma a proiettile della testina fende l’acqua senza creare attrito tenendo in perfetto asse la nostra piccola esca (misure: 1/32oz #8; 1/16oz #8).

Come esche non ho che l’imbarazzo della scelta, con me ho sempre dietro la serie “crostacei” di Reins (RING SHRIMP, SMALL CRAB, THINY HOG 2” e MINI AX CRAW sono sempre una garanzia) ed ovviamente il DAMIKI AIR CRAW 2″.

damiki air craw light game rock fishing t2 distribution soft bait

Ed è proprio lui che decido di innescare per primo. Le sue chele, vero elemento distintivo dell’esca, sono cave e piene d’aria e consentono all’Air Craw di assumere un assetto quasi verticale (nel bass fishing si parlerebbe di stand up) che potrebbe tornarmi estremamente utile. Ma il suo segreto non sono solo le chele, anche le estremita delle sei appendici che simulano le zampette del crostaceo sono piene d’aria e pronte a vibrare ed oscillare ad ogni più leggera sollecitazione!

damiki air craw softbait light rochk fishing game black flag ballhead scorfani

E’ infatti l’ideale per pescare in piccole buche con scarsi spazi di manovra, basta infatti calarlo in verticale tra uno scoglio e l’altro e, con leggeri movimenti di polso, farlo letteralmente danzare sul posto proprio davanti alle tane e nelle zone di caccia.

damiki air craw softbait light rochk fishing game black flag ballhead scorfani 2

Tra una cattura e l’altra il tempo passa via velocemente e, molto soddisfatto per come è andata la serata, decidono che è il momento di tornare verso casa!

In conclusione consiglio a tutti, almeno per il periodo estivo, di abbandonare gli affollati moli e spostarsi sulle dighe foranee. Le catture, soprattutto pescando con l’esca giusta progettata appositamente per questo tipo di ambiente come appunto il Damiki Air Craw, saranno numerose e di taglia interessante. E non mancheranno nemmeno le sorprese come cerniotte, corvine, piccoli gronghi e qualche cefalopode.

Provate e mi darete ragione.

Raccomando solo un po’ di attenzione, camminare sugli scogli può essere sempre pericoloso, sopratutto di notte e con scarsa illuminazione. Quindi occhi aperti e prestare sempre massima attenzione a dove mettiamo i piedi.

 

Alla prossima!

Damiki:La famiglia dei Jig si allarga,Tokon 3-6gr‏

La Damiki, marchio conosciutissimo ed affermato a livello mondiale,non smette mai di sorprenderci e di venire incontro alle necessita’ dei pescatori più’ esigenti e specializzati nelle varie tipologie di pesca. Quest’anno in particolare, tra le novità’ che ha proposto ha voluto presentare un’esca già conosciuta ed apprezzata da molti ma accontentando tutta quella fascia di pescatori sportivi che praticano il Light Game sia in Fresh Water che in Salt Water. Sto parlando di un piccolo Metal jig che personalmente ho usato e testato al meglio sia nei mari nostrani che nelle difficili acque Sudanesi: il Tokon Jig Jr. Proposto precedentemente in grammature e lunghezze che partivano dai 20gr di peso x 6cm di lunghezza ad un massimo di 60gr x 9cm e che quindi, date le dimensioni, si tirava fuori da questo piccolo e sempre più’ praticato mondo del Light Game.

 

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Come detto precedentemente è un Metal jig che va a collocarsi nell’ormai ampia famiglia dei Casting jig di Damiki. La nuova versione viene prodotta in due grammature:

quella da 3 gr;

e quella da 6gr;

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Come il fratello maggiore,viene proposto con un’ancoretta Owner (in questo caso Black Crome) di eccelsa qualità’ e un’Assist Hook dressato con dei filamenti olografici molto accattivanti e visibili in acqua, che danno un senso di sinuosità’ in più’ all’esca sia in fase di caduta, che in fase di risalita. Per quanto concerne la scelta di montare un Micro Assist su un Micro metal jig la reputo alquanto innovativa e funzionale. L’aggiunta di quest’elemento a mio parere è utilissima, perché avere un ‘assit sul jig fa si che molte tipologie di pesci che sono solite creare un piccolo vortice con la bocca per nutristi (ad esempio Ricciole, piccoli carangidi, Cernie, Sciarrani, ecc…), cadano vittima dell’assist. Questo perché essendo più’ mobile rispetto l’ancoretta sarà’ la prima cosa che giungerà’ in bocca al pesce  nel momento dell’abboccata. Diciamo che il criterio dell’assist è stato studiato proprio per questa ragione, inoltre, se ci ritroveremo a pescare in zone difficili con fondali rocciosi poco regolari e con alte probabilità’ di incaglio potremmo in tutta faciltà rimuovere l’ancoretta e pescare unicamente con l’assist, riducendo notevolmente le probabilità’ di incaglio.

A differenza di altri Jig come il Back Drop oppure il Balhae la forma del Tokon Jig Jr. rimane molto più’ regolare. Non presenta sul corpo scalanature o depressioni ma, si differenzia proprio per avere entrambe le facce simmetriche. Il peso è ben bilanciato su questo jig, in particolare nella parte centrale, caratteristica che permette all’esca di non scendere perfettamente in verticale, ma in posizione semi orizzontale, producendo un movimento “basculante” durante la caduta verso il fondo e facendo in modo di rallentare tutta l’azione di pesca. Quindi in definitiva si può dire che è un jig che ci consentira’ di sondare più’ lentamente i diversi strati d’acqua grazie a questa sua caratteristica di discesa sul fondo.

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Personalmente trovo molto interessante quest’alternativa di bilanciare il peso su tutta la superficie dell’esca, è una realtà’ che si distacca un po dalle solite forme proposte sul mercato oramai sempre più’ particolari e complesse. Il Tokon Jig Jr. si differenzia per la sua forma estremamente semplice ed altrettanto funzionale e soprattutto per la cura nei dettagli che ha voluto far saltare subito all’occhio Damiki. Un piccolo ma grande capolavoro che si è guadagnato un posto nella mia “Light Game Case”in meno di qualche ora di pesca.

Sin da subito ho avuto un riscontro positivo come vedrete dalle catture effettuate qui sotto. Si tratta di una sola sessione di pesca durata 2-3 ore, nella quale sono riuscito a battere diversi spot come: scogliera, area portuale e spiaggia. La scogliera che ho battuto è caratterizzata da massi molto grossi che vanno a formare l’intera struttura del porticciolo. Al di fuori del porto vi è un fondale caratterizzato da questi massi che degrada man mano fino al fondo, per raggiungere all’incirca i 20mt di fondo. I protagonisti di questa pescata sono state le Aguglie, che in questo periodo incominciano ad accostare in fitti banchi dando vita a molteplici catture.

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Ma non sono mancate le sorprese. Infatti mi sono imbattuto in una stupenda Leccia Stella che mi ha fatto divertire con le sue fughe fulminee.

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 L’area Portuale è per me un posto magico dove si è creato un’ecosistema del tutto differente rispetto alla conformazione dell’isola di Capri, e dove si può’ tentare la cattura di molteplici specie.

Dato che avrei utilizzato principalmente il Tokon Jig Jr. mi sono soffermato a pescare in un’area dove il fondale è caratterizzato esclusivamente da sabbia e piccoli sassolini, con una grossa concentrazione di minutaglia, attirata da uno scarico di acqua calda proveniente da una centrale elettrica. Il classico ambiente in cui possiamo trovare i “Pesci lucertola” che in questa sono sono stanziali, e raggiungono pezzature davvero molto interessanti.

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Successivamente ho deciso di cambiare spot e pescare su un fondale di 5-6mt, facendo arrivare il Tokon Jig Jr. a mezz’ acqua e farlo saltellare a ridosso della parete. Da subito ho notato che una quantità’ impressionante di Sparli aggredivano il jig in caduta, e di li a poco le catture non sono mancate.

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Ed infine ultima ma non per importanza la spiaggia. Un altro posto che ritengo molto valido e che puo’ regalarci sorprese inaspettate, come nel mio caso una splendida “Perchia”

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e un coloratissimo “Sciarrano”

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Andrea Desiderio.

Reins Aji Ringer Professional

Finalmente dopo qualche mese di aspettativa (e vi assicuro che ne è valsa la pena) sono riuscito a mettere le mani sulla nuovissima Reins Aji Ringer Professional!!!

Reins Aji Ringer Professional

Parliamo del modello di punta delle canne da Light Rock Fishing prodotte da casa Reins, azienda giapponese che da qualche anno ha fatto esplodere il mercato italiano con le proprie esche in gomma e con le canne dedicate a questa fantastica tecnica.

La canna in questione viene prodotta in due lunghezze differenti, 7’2″ e 7’6″, con un casting weight di 0.9-5.3 grammi, adatte quindi a coprire le varie esigenze del pescatore moderno.

Iniziamo a parlare dell’ aspetto più importante, cioè dell’azione: canna dall’azione medium/fast con una sensibilità unica, dotata di una vetta in grado di gestire e percepire ogni minima mangiata dei piccoli pesci che andremo ad insidiare con le nostre minuscole e leggerissime gommine. Allo stesso tempo però, ha una gran schiena per combattere prede più importanti e anche un’ ottima potenza per lanciare e manovrare hard baits anche poco più pesanti del casting weight massimo, diciamo fino ai 7 grammi.

Ora parliamo della componentistica, fattore che al giorno d’oggi è sempre più rilevante per i pescatori più esigenti: anelli Fuji serie K con pietra in Sic, leggeri, performanti e molto belli alla vista.

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Questo nuovo tipo di anellatura ha un telaio creato appositamente per fa si che nel caso in cui il trecciato vada a formare un nodo sull’anello, questo automaticamente, grazie alla forma creata dagli ingegneri Fuji, si andrà a sciogliere, evitando quindi di far nascere nodi e parrucche.

Portamulinello sempre Fuji in leggerissima grafite e manico in foam ad altà densità per una presa più sicura. Il fusto invece è prodotto dalla Yamaga Blank sotto specifica richiesta della Reins.

Infine, dato che anche l’occhio vuole la sua parte, parliamo del design: il colore verde è quello predominante e a mio avviso è davvero stupendo! Manico splittato in bianco con logo e scritta Reins in verde chiaro. Rilegature in un verde più scuro metallizzato con particolari in rosso e nero. Che dire… davvero accattivante!DSC_0033

In questa foto si possono notare il manico con tutte le rifiniture fatte a regola d’arte.

L’ho strapazzata davvero tanto nell’ultimo mese, effettuando molte uscite e di conseguenza molte catture, quindi ritengo che possa darvi le mie impressione personali riguardo a questo gioiellino verde smeraldo 😀

Personalmente ho scelto il modello da 7’2″ perché mi piacciono le canne corte e perché ne faccio uso anche in off-shore. I fattori che più mi hanno colpito sono la sensibilità e la polivalenza.

La sensibilità perchè si riescono davvero ad avvertire le più piccole e leggere mangiate da parte dei nostri cari amici pinnuti.

Orata vs. Keiyech Swing Impact

Ad esempio in questa foto sono riuscito a percepire la timida mangiata di questa orata e quindi sono riuscito a ferrarla prontamente anche grazie all’azione medium/ fast della canna.

Altra cosa che mi ha colpito è appunto la polivalenza: la canna si presta benissimo ad un LRF nei porti a parete con piccole gommine, in scogliera con gomme e piccole hard bait ed infine, grazie alla grande schiena con riserva di potenza, l’ho personalmente testata anche in off-shore per un ultralight game su mangianze di pelagici e tunnidi, ovviamendi piccole dimensioni, e devo dire che “non ha fatto una piega”.

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Scorfano vs. Balhae

Big Lucertola vs. Palpuntin

Inoltre, gli altri Pro Staff T2 distribution che ne sono in possesso le hanno testate con ottimi risultati anche in acqua dolce, su persici, trote e bass.

La taglia perfetta di mulinello da abbinare è una 1003/2004 Daiwa o 1000 Shimano, così da ottenere un bilanciamento perfetto.

Per quanto riguarda il fili è consigliato usare PE dallo 0.3 allo 0.6 per avere così una massima scorrevolezza e quindi una gittata di lancio davvero molto elavata anche con esche dal peso esiguo.

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Attualmente la canna non è ancora uscita sul mercato italiano ma prossimamente la vedremo nei migliori negozi di pesca e in mano agli angler più esigenti!

Luigi Di Ruocco