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Salento on the (Light) rock…..

Ormai quando organizzo un viaggetto sto sempre ben attento a lasciare un pò di posto per il minimo necessario per una pescatina veloce, bastano davvero un marsupietto con un po di minuteria varia ed una decina di buste di gomma per poter affrontare spot e predatori diversi sia in acqua salata che dolce….è così che quel poco spazio a disposizione è sempre riservato alla mia fedelissima due pezzi: la Reins Aji Ringer Raz 7’2’’ UL

Reins RAZ Solid Tip

Quest’ultimo weekend mi ha portato lontano dal mio amato/odiato Adriatico romagnolo verso le coste ioniche della Puglia, non vi ero mai stato prima, ma le foto ed i racconti di alcuni amici salentini mi avevano preparato ad un ambiente totalmente differente da quello che trovo solitamente nelle mie zone, e sicuramente notevolmente più invidiabile.

Sapevo di avere soltanto uno spezzone di pomeriggio da dedicare alla cattura di qualche nuova specie ed ho deciso di passarlo nella bellissima cornice della Perla dello Ionio, Gallipoli.
Tutta la città vecchia è situata su una piccola isola calcarea circondata da scogliere sia naturali che artificiali e da un mare da far invidia a mete molto più blasonate o esotiche.

Black Flagg Syndicate Salento

La preda che desideravo maggiormente era lo Scorfano (Scorphaena scrofa), ma non ne avrei naturalmente disdegnata qualsiasi altra non presente nelle mie zone.
Ho optato da subito per una montatura Light Texas rig (amo Vanfook Worm 35B #6, Black Flagg Leadd Sinkerz da 1/8 oz ) per poter scendere anche negli anfratti più bui e profondi tra le scogliere; ed è proprio in questi ambienti, rispetto alle acque leggermente più aperte, nei quali ho sentito già dai primi lanci il maggior numero di attacchi.

Reins Hog Tiny

Come esca ho optato per il Reins Hog Tiny 2″, le sue appendici e codine muovono più acqua rispetto ad un esca dritta e ne rallentano la discesa risultando perciò catturante anche in fase di affondamento; la colorazione #310 Stawberry mi è sembrata da subito molto apprezzata, sono infatti bastati pochi minuti per avere all’amo la prima preda…un discreto Ghiozzo paganello (Gobius paganellus)…ironia della sorte proprio quello che “infesta” le acque di casa mia…continuo comunque fiducioso e di fatti alla seconda mangiata arriva il primo Scorfanotto squamoso (Scorphaena maderensis)!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Nonostante le ridotte dimensioni capisco subito che è una preda molto “scomoda”!!! Ha forza e velocità e stanarlo da diversi metri d’acqua tra piccoli anfratti rocciosi non è affatto semplice, per fortuna il T.O.W. Fnss Fluorocarbon da 6 lb sopporta adeguatamente gli sfregamenti sulle rocce e mi permette di osare di più rispetto ad un comune nylon.

T.O.W. Fnss Fluorocarbon

Le catture si susseguono abbastanza regolari, porto alla luce diversi Scorfanotti (Scorphaena maderensis) di piccole dimensioni con delle colorazioni davvero stupende, aspettando solo qualche esemplare più “cicciotello”.

Reins RAZ scorfanottoL’acqua appena fuori dagli scogli è di un limpido incredibile, vedo lavorare l’esca a diversi metri di profondità e cerco di farla arrivare nelle fessure tra gli scogli sommersi, una piccola pausa, qualche saltello e sento una bella mangiata, più decisa delle precedenti…in ferrata la canna si piega e sento il peso di un esemplare più importante…il combattimento dura alcuni secondi, in questi ambienti non bisogna lasciare neanche un centimetro di filo al pesce o si rischia di perderlo e così, con un po’ fortuna, riesco a stanare uno Scorfano (Scorphaena scrofa) decisamente più bello dei precedenti!!!

Reins Hog Tiny scorfano

Ha una colorazione diversa ma è comunque bellissimo e dopo un paio di veloci foto sono contento di rilasciarlo alle sue acque!!!

Reins scorfano

Ormai il tempo a disposizione stava finendo e sarei già contento di come stava andando e mi avvio di nuovo verso la città vecchia, gli ultimi tre lanci prima di andare e “sbam”!!!! Una gran botta ed a farmi visita questo volta è una bella Cerniotta bruna (Ephinepelus guaza)…anche lei inedita tra le mie catture!!!

Reins Hog Tiny cernia

Le poche ore a mia disposizione mi fan lasciare lo spot con tanta voglia di continuare e tanta voglia di scoprire cosa nascondono queste bellissime acque, ma il Light Rock Fishing è anche questo, un modo semplice, veloce e divertente di vivere la nostra passione in qualsiasi posto abitato da predatori di scogliera e non!! Un ultimo selfie per far invidia a qualche amico Romagnolo e si torna a casa, sperando di tornare presto in questo “paradiso”

Black Flagg Syndicate

Giacomo Pozzi
Black Flagg Syndicate

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Damiki Bing 1.5″…. piccola esca grandi soddisfazioni

L’esca che recensirò oggi è una nuova soft bait di Damiki, il Bing da 1.5″.

Si tratta di un piccolo pesciolino di gomma, disponibile in Italia in 6 colori: Pink Panther, Green, Glow, Mango, Cream White e Orange Silver.

Ecco l’esca nella versione Green

FOTO 1 BLOG

Si tratta di un pesciolino dalla sezione piatta, schiacciata, dal corpo cavo e dalla coda piatta.

La coda quindi non si muoverà come la coda di uno shad con il recupero lineare, ma darà mobilità all’esca durante le jerkate.

Gli occhi non sono disegnati ma sono di materiale plastico più duro.

Sulla busta, che contiene ben 20 pezzi, viene specificato un peso di 0,7 grammi dell’esca.
Per quanto riguarda gli inneschi a cui si presta, io ho pescato esclusivamente con il tipo di innesco secondo la mia opinione migliore per questa esca, il Jighead rig.

Per quanto riguarda gli altri inneschi penso che possano avere ottime potenzialità il Drop shot e lo Split shot, ma non li ho provati personalmente, perché li ritengo più adatti ad esche con sezione circolare o comunque più regolare.
Il Damiki Bing 1.5″ è quindi perfetto per la pesca a Jighead e si presta ad essere utilizzato in questo modo nei più svariati ambienti..

Ovviamente a seconda del pesce che andremo ad insidiare utilizzeremo testine dal peso differente.
In FW l’ho provato a Trote, nei suoi colori più accesi, sia in torrente sia in laghetto..

FOTO 2 BLOG

In mare invece le Spigole (Dicentrarchus labrax) sono secondo me il bersaglio più adatto per questa esca….

Per questo predatore consiglio un abbinamento a una testina leggera, massimo 3,5 grammi, e un recupero abbastanza frenetico ma lento, fatto di jerkatine continue. Ovviamente più sarà leggera la testina più riusciremo a recuperare lentamente, ma il tutto va commisurato anche all’ambiente in cui peschiamo.

FOTO 3 BLOG

….a volte possono capitare anche Spigole che proprio spigolette non sono…

FOTO 4 BLOG

Questa super cattura è la prova che non sempre i pesci grossi mangiano su esche grandi. Il Damiki Bing 1.5″ è un girino in confronto a questa Spigola, ma in ogni caso è riuscito ad attirare la sua attenzione.

Questo perché capita che le grosse Spigole caccino piccoli pesci; in ogni caso questa cattura si può considerare un grande colpo di fortuna, non certo la regola.
Altra preda del Damiki Bing 1.5″ è il Sugarello (Trachurus trachurus), che però deve ovviamente essere insidiato con testine piombate più leggere…

FOTO 5 BLOG

Cambiando lo stile di pesca si possono insidiare anche pesci che sono soliti cibarsi vicino al fondo, come le Mormore (Lithognathus mormyrus), sempre attive in questo periodo dell’anno

FOTO 6 BLOG

…e i grossi Ghiozzi testoni (Gobius cobitis), che cacciano i pesciolini che passano davanti alle loro tane

FOTO 7 BLOG

Manca all’appello soltanto lo Scorfano (Scorphaena scrofa), che ovviamente apprezza qualsiasi tipologia di esca in gomma, tra cui anche il Damiki Bing 1.5″. Vista però la sua predilezione per esche più allungate, oppure più a forma di crostaceo, non mi sento di consigliare il Damiki Bing 1.5″ per mirare specificamente a questo pesce.

In conclusione si può dire che il Damiki Bing 1.5″ sia un’esca estremamente duttile, nonostante la sua forma non ci consenta di praticare molte tipologie di innesco.

I pesci insidiabili sono praticamente tutti; la difficoltà sta nel capire quanto piombare l’esca a seconda della situazione e del tipo di pesce che si vorrà cercare.

Marco “Rollingstoner” Bozzo
T2 Tribe.

 

LIGHT ROCKFISHING E MICRO TEXAS RIG

Reins Light Rock Fishing Il Light Saltwater Game è una tecnica ancora giovane e in continua evoluzione, per questo accoglie spesso accorgimenti e contaminazioni da altre tecniche ben più note e praticate. In un contesto dove tutto diventa esile, leggero, compatto e micro gli angler hanno trovato terreno fertile nell’applicazione di montature a loro già familiari ovviamente in un’ottica molto ridimensionata. Il primo approccio è stato quasi all’unisono semplice e diretto, la Jighead con esca siliconica è stata probabilmente fedele compagna di chi si avvicinava e si avvicina tutt’ora a questa pesca, tuttavia contemporaneamente il problema dei continui incagli ha creato grosse difficoltà soprattutto ad affrontare determinati ambienti. Lo step successivo è quasi sempre ricorrere a soluzioni economiche “fai da te” con ami e piombi spaccati pinzati all’estremità degli ami, per i più industriosi stampi e micro fabbriche di testine piombate ma ciò non risolve il problema, incagli, incagli, incagli e continue interruzioni. Un approccio che invece paga e che ha rivoluzionato il mio modo di pescare è quello ad amo coperto, ami Offset di dimensioni ridotte e Piombo a proiettile, più semplicemente il Texas rig. Vediamo le componenti della montatura nel dettaglio: AMO : Vanfook Worm 35 B flat black Specifici per il Light-game, sono disponibili in tre misure #2 #4 #6 , hanno un elevato potere penetrante, sezione molto sottile e allo stesso tempo sono molto robusti. L’ardiglione in questi ami è davvero ben studiato e geometricamente conformato allo scopo, un utile accorgimento è quello di schiacciarlo anche solo parzialmente con delle pinze in modo da poter praticare un corretto C&R delle piccole prede evitandogli manipolazioni e slamature difficoltose. Vanfook Worm 35B PIOMBO: Black Flagg Lead SNKRZ. La piombatura è fondamentale per far lavorare la nostra montatura a stretto contatto con il fondo. La forma a proiettile dei piombi Black Flagg non è certamente una novità, ma la disponibilità di grammature adeguate a presentazioni ultralight a prezzo contenuto forse si. Personalmente la grammatura che preferisco e che utilizzo più frequentemente è 1/16 di oz , solo in caso di forte corrente o profondità superiori ai 4-5 metri ricorro a 1/8 di oz. Per quanto riguarda lo stopper sul filo per bloccare lo scorrimento della zavorra esistono pro e contro.                                        Utile e quasi indispensabile quando peschiamo in buca per far rotolare negli anfratti più profondi l’intera montatura come un corpo unico risulta altresì meno vantaggioso sulla verticale delle murate portuali. Lasciare libero di scorrere il filo spesso porta ad evitare il rifiuto dell’esca soprattutto se si parla di piccole prede, il peso fisso infatti non consente di aspirare l’esca dopo il primo attacco. Una soluzione intermedia con lo stopper posizionato a qualche centimetro dall’amo a volte fa la differenza tra sentire solo delle mangiate e assestare molteplici strike. Black Flagg Leadd Sinkkrz FILO: T.O.W. FNSS Fluorocarbon La linea diretta con la nostra esca!!! Abbiamo bisogno di percepire pesi esigui ed esili mangiate, serve un fluorocarbon resistente e invisibile in acqua. T.O.W. FNSS Fluorocarbon è tutto questo ed è tutto ciò che meglio rappresenta le tecniche leggere come fluorocarbon. Resistenza al nodo, resistenza alle abrasioni del fondale, invisibilità in acqua e prezzo ineguagliabile fanno del T.O.W. FNSS Fluorocarbon un punto di riferimento . T.O.W. è l’acronimo di Tugg Of Warr cioè tiro alla fune, ed è lo scopo per cui nasce. TOW Fnss Fluorocarbon ESCHE: Parlando di esche da abbinare alla nostra montatura abbiamo l’imbarazzo della scelta. Personalmente prediligo imitazioni di gamberi o piccole creature, come possono essere i Reins Ax Craw Mini e i Reins Tiny Hog disponibili tutti e due nella misura di 2” che ben si adattano all’amo che andremo ad utilizzare. La particolarità di queste esche è che il grande volume e l’effetto visivo sono dovuti principalmente a tutta una serie di appendici mobili e chele vibranti, il corpo dell’esca è invece compatto e ben inserito nella montatura, queste caratteristiche ci garantiranno grandi capacità adescanti e maggiori possibilità di strike in caso di mangiata. In periodi di minore attività è utile ricorrere ad esche più compatte, piccoli shad o vermi dritti come  Reins Aji Caro Swamp o Damiki I Grub per sollecitare prede in stato letargico o di riposo, non dimentichiamo infatti che stiamo pescando dentro gli ammassi rocciosi, nelle vere e proprie tane delle nostre prede che potrebbero trovarsi lì solo per cercare riparo e difesa dai predatori, un esca troppo invasiva potrebbe scatenare la fuga al contrario di quanto potremmo aspettarci. Reins Damiki AZIONE DI PESCA: L’azione di pesca è relativamente semplice, il Light Texas rig si adatta a ogni ambiente e ogni condizione in cui dobbiamo pescare a stretto contatto con il fondo; tuttavia nella pesca in tana dà il meglio di se e risulta ineguagliabile rispetto ad altre tecniche. Caleremo la nostra insidia tra gli ammassi rocciosi sia artificiali che naturali cercando di scendere ed entrare il più possibile, fondamentale non perdere mai contatto con l’esca anche durante la discesa, l’attacco potrebbe avvenire in ogni momento soprattutto appena tocca il fondo. Se non avvertiamo mangiate iniziamo ad animare l’esca in modo da imprimere piccoli saltelli, l’impatto del piombo sulla roccia è infatti uno dei maggiori richiami nel buio degli anfratti . Avvertito l’attacco bisogna ferrare in modo deciso e non lasciare neanche un centimetro al nostro avversario che tenterà di arroccarsi nel suo rifugio. Light Texas ghiozzo E adesso “imbucatevi” nel Light Texas rig. Tommaso Bargellini Black Flagg Syndicate

Legend Extreme Inshore XIS70MLF…. Spigole in leggerezza

Per Natale mi sono trattato bene, mi sono regalato la St.Croix Legend Xtreme Inshore XIS70MLF.
Volevo una canna da Spigola leggera, ovviamente piacevole da utilizzare e non in ultimo bella da vedere, da utilizzare prevalentemente in foce o porto ma che non disdegnasse nemmeno gli spazi aperti.

spigola branzino labrax rod st croix legend extreme inshore spinning saltwater fishing 3

Senza nemmeno pensarci troppo la scelta è ricaduta subito sulle bianche Legend Extreme Inshore. I problemi sono però arrivati nel momento di scegliere il modello; in effetti i dubbi su quale tra le tre versioni disponibili scegliere mi ha dato da pensare per diversi giorni…
In particolare l’indecisione verteva sulla XIS70MLF (la 1/2oz) e la XIS70MF (la 3/4oz). Ho cercato aiuto in rete, ma, vuoi perché la serie è relativamente nuova, non ho trovato nulla che potesse illuminarmi nella scelta. Così, un po’ alla cieca ed incrociando le dita, ho ordinato la mezz’oncia.

Tabella Legend Xtreme Inshore

Che dire, adesso dopo averla usata in diverse occasioni, la scelta è stata quantomeno azzeccata. Sperando di fare cosa gradita a chi, come me, avrà il piacevole dilemma della scelta tra questi due gioiellini vi racconto la mia esperienza.

legend extreme inshore st croix rod spinning casting t2 black flag blackflag raw fishing saltwaterLa St.Croix Legend Xtreme Inshore XIS70MLF (7’ per 1/2oz di c.w. massimo, azione fast, power medium/light) è la “piccolina” della serie Legend Xtreme Inshore (che prevede anche una 3/4oz, una 1 1/4oz e 1 1/4oz in versione da casting) ed è a mio avviso perfetta per la pesca alla spigola con hard bait. Il suo range ottimale che va dalle piccole esche da 5/6cm fino ai 12cm, spingendosi in determinate condizioni anche anche 14cm (ho pescato tranquillamente con un Duo Tide Slim 140). La mezz’oncia dichiarata è quindi realissima.

spigola branzino labrax rod st croix legend extreme inshore spinning saltwater fishing 1

Non è una canna da gomma, ma alla fine, quando è stato necessario si è adattata allo scopo sufficientemente bene, soprattutto con Shad montati su Jig head con amo esposto (nello specifico Keitech Swing Impact su Damiki Viper Jig Head).

L’azione è fast ma la canna non risulta affatto troppo “rigida”; aspetto secondo me fondamentale quando si è alla ricerca di questo predatore che, come sappiamo, è caratterizzato da un apparato boccale tutto sommato delicato: considerando la già violenta mangiata della Spigola, con canne troppo rigide e magari una ferrata un pelo troppo decisa rischieremmo di strappare letteralmente l’esca dalla bocca del pesce.

spigola branzino labrax rod st croix legend extreme inshore spinning saltwater fishing curva 3

Questa sua peculiarità è dovuta all’assemblaggio con due tipologie di grafite: super alto modulo SCVI nella parte bassa per la massima potenza e forza con un ridotto peso e grafite alto modulo SCV nella parte alta per avere forza, sensibilità.

E’ una canna davvero molto sensibile sia per le caratteristiche intrinseche del fusto, come appena detto, che per il particolare design dell’impugnatura realizzata in materiale Xtreme Skin (antiscivolo, idrorepellente, facile da pulire nonché, come già detto, molto molto sensibile) che trasmette al pescatore ogni più infinitesimale vibrazione.

legend extreme inshore st croix rod spinning casting t2 black flag blackflag raw fishing saltwater 2

Infine, ma non per importanza, monta anelli Kigan Master Hand Zero Tangle con ponte in titanio e pietra in zirconio, quindi anti salsedine.

Con il pesce in canna è strepitosa, asseconda benissimo le testate della spigola per mantenendo potenza sulla schiena, fa subito capire al pesce chi è che comanda! Curva bellissima!

Bellissima canna davvero, usata in porto da terra e dalla barca, sulle scogliere foranee dei porti, anche con mare abbastanza formato, sì è sempre dimostrata all’altezza del suo compito. Consigliatissima!

spigola branzino labrax rod st croix legend extreme inshore spinning saltwater fishing 4

Probabilmente la “sorellina maggiore” (che ho solo sbacchettato in negozio e non posso certo dire di conoscerla) è più utile per situazioni in cui si è più a “rischio” di incontrare anche altri predatori come Serra e Barracuda. Ma per le Spigole

spigola branzino labrax rod st croix legend extreme inshore spinning saltwater fishing 2

Luca Lorenzini
T2 Tribe

Al lago con Damiki!

Con lo storico compagno di pesca abbiamo pianificato un paio di giornate di pesca in barca nell’invaso del Bilancino con lo scopo di catturare qualche luccio e persico reale di taglia.

La presenza dei reali nel lago è massiccia e una volta individuato il branco non è difficile effettuare catture a ripetizione. La tecnica probabilmente più redditizia in termini di numerosità delle catture è quella di pescarli in verticale con piccoli i metal jig. In questo modo risulta veramente catturante il solito Damiki Balhae da 14gr.  La sua particolare forma asimmetrica, oltre a conferirgli un nuoto molto adescante come già detto in altri post di questo blog, lo fa affondare con uno “sfarfallio” molto irregolare da risultare molto catturante anche in calata.

persico reale Perca fluviatilis perch spinnig damiki balhae real pe bilancino yamaga blanks daiwa vertical keitech swing impact fat 2

L’unico problema di questa tecnica è che è poco selettiva. Le catture non mancheranno ma, salvo rari casi, a discapito della taglia media.

Per questo, dopo qualche cattura, giusto per scongiurare il cappotto, è il momento di cambiare esca è passare a qualcosa di un po’ più corposo come il Damiki Mausrin da 21gr.

Il maggior peso ci consente infatti un affondamento più veloce che ci porta più rapidamente nella zona dove stazionano i reali di taglia più interessante (che normalmente stanno appunto ai margini e sotto la “palla” dei reali più piccoli) che attratti dal pulsare dello skirt e dal worm trailer non tardano ad attaccare.

In effetti i risultati sembrano darci ragione.

persico reale Perca fluviatilis perch spinnig damiki balhae real pe bilancino yamaga blanks daiwa vertical keitech swing impact fat damiki mausrin

persico reale Perca fluviatilis perch spinnig damiki balhae real pe bilancino yamaga blanks daiwa vertical keitech swing impact fat damiki mausrin 1

Dopo qualche altra cattura è il momento di cambiare nuovamente approccio. E’ l’ora, tra un banco di nebbia e l’altro, di tentare la cattura di un luccio.

Poso quindi l’attrezzatura da light game per passare al casting, con il mio nuovo black St. Croix Avid 7’ per 1oz customizzato a dovere, e ad esche ben più sostanziose.

Lo shad che ho scelto è l’Anchovy Shad 5” di Damiki. E’ una soft jerkbait da 5 pollici realizzata con una mescola molto resistente ma allo stesso tempo morbida che ne garantisce un impeccabile nuoto della coda tagliata a “coda di rondine”. Il corpo dell’esca è molto semplice ma tuttavia estremamente efficace sia con recuperi a bassa velocità che a velocità più sostenute. Molto belli anche i dettagli come l’occhio in 3D e il disegno delle squame.

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E’ una soft bait molto versatile che si presta ad una infinità di impieghi e di inneschi (texas, wacky, drop shot, jig head ecc.). Io ho optato per il più spartano, ma non per questo meno efficace, innesco su jig head da 1/4gr da far arrivare sul fondo e poi risalire lentamente con frequenti colpi di canna più o meno regolari pescando in tutte le fasce d’acqua.

Mi viene in mente solo una parola: DEVASTANTE. Fin dal primo lancio iniziano le prime catture con alcuni bei persici reali:

persico reale Perca fluviatilis perch spinnig damiki balhae real pe bilancino yamaga blanks daiwa vertical keitech swing impact fat damiki anchovy

Fino a quando, all’improvviso, arriva una mangiata più delicata delle altre. Ferro e dopo qualche giro di manovella in cui sento un “peso morto” sollevarsi dal fondo avverto infine delle poderose testate che puntano verso il basso. Ancora qualche metro di lenza recuperata e finalmente scorgo la sagoma spuntare dal nulla! E’ un bel luccio! Di sicuro non sarà un over 100cm ma per me, pescatore di mare, rimane un pesce straordinario.

persico reale Perca fluviatilis perch luccio esox spinnig damiki balhae real pe bilancino yamaga blanks daiwa vertical keitech swing impact fat damiki anchovy

La pescata si concluderà con qualche altro reale, un altro paio di piccoli lucci e un bass non grosso ma che mi consente di portarmi a casa il Grande Slam!

Alla prossima

 

Luca Lorenzini